La qualità dell’aria nelle regioni alpine del futuro? La tendenza parla di una diminuzione dei valori di polveri fini e biossido di azoto, ma non per l’ozono.
Sono questi i primi risultati del progetto ALP’AERA, resi pubblici oggi da Arpa Valle d’Aosta e presentati lo scorso 9 giugno scorso ad Aosta, durante il terzo comitato degli esperti del progetto.
Secondo il modello degli scenari climatici realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, infatti, i risultati delle simulazioni indicano una tendenza alla diminuzione dei valori di Pm10, Pm2.5 e di biossido di azoto.

Per l’ozono è invece previsto un comportamento non univoco. Per quanto riguarda i livelli mediani “si osserva una tendenza all’aumento, in particolare nei centri urbani e nei periodi invernali e autunnali”. Per i percentili più alti si ha una tendenza alla riduzione – comunque contenuta – delle concentrazioni, ad eccezione delle zone montane “dove permane la tendenza ad un lieve aumento, anche nei periodi estivi”.

Non solo. I risultati delle simulazioni confermano, per il territorio Alcotra – dice Arpa –, l’aumento delle temperature e la variazione nel regime delle precipitazioni, soprattutto per quanto riguarda i valori estremi.

