La qualità dell’aria nelle Alpi del futuro? Diminuiscono le polveri sottili ma non l’ozono

Sono questi i primi risultati del progetto ALP’AERA. I risultati delle simulazioni indicano una tendenza alla diminuzione dei valori di Pm10, Pm2.5 e di biossido di azoto. Non univoco l'ozono. Ma si vede anche un aumento delle temperature e delle precipitazioni estreme.
Meteo sole nuvole variabile
Ambiente

La qualità dell’aria nelle regioni alpine del futuro? La tendenza parla di una diminuzione dei valori di polveri fini e biossido di azoto, ma non per l’ozono.

Sono questi i primi risultati del progetto ALP’AERA, resi pubblici oggi da Arpa Valle d’Aosta e presentati lo scorso 9 giugno scorso ad Aosta, durante il terzo comitato degli esperti del progetto.

Secondo il modello degli scenari climatici realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, infatti, i risultati delle simulazioni indicano una tendenza alla diminuzione dei valori di Pm10, Pm2.5 e di biossido di azoto.

Tendenza al 2050 delle concentrazioni di PM2.5: le mappe rappresentano la differenza percentuale tra le concentrazioni previste al 2050 e quelle osservate nella situazione di riferimento
Tendenza al 2050 delle concentrazioni di PM2.5: le mappe rappresentano la differenza percentuale tra le concentrazioni previste al 2050 e quelle osservate nella situazione di riferimento

Per l’ozono è invece previsto un comportamento non univoco. Per quanto riguarda i livelli mediani “si osserva una tendenza all’aumento, in particolare nei centri urbani e nei periodi invernali e autunnali”. Per i percentili più alti si ha una tendenza alla riduzione – comunque contenuta – delle concentrazioni, ad eccezione delle zone montane “dove permane la tendenza ad un lieve aumento, anche nei periodi estivi”.

Tendenza al 2050 delle concentrazioni di ozono: le mappe rappresentano la differenza percentuale tra le concentrazioni previste al 2050 e quelle osservate nella situazione di riferimento
Tendenza al 2050 delle concentrazioni di ozono: le mappe rappresentano la differenza percentuale tra le concentrazioni previste al 2050 e quelle osservate nella situazione di riferimento

Non solo. I risultati delle simulazioni confermano, per il territorio Alcotra – dice Arpa –, l’aumento delle temperature e la variazione nel regime delle precipitazioni, soprattutto per quanto riguarda i valori estremi.

L’elevata anomalia positiva dei percentili 95 e 99 della temperatura massima evidenzia un’intensificazione degli estremi di caldo, particolarmente marcata all’orizzonte 2070
L’elevata anomalia positiva dei percentili 95 e 99 della temperatura massima evidenzia un’intensificazione degli estremi di caldo, particolarmente marcata all’orizzonte 2070

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte