“Il convitto non è un doposcuola”

La risposta dell'assessore Caveri ad una interpellanza presentata dalla capogruppo di PCP, Erika Guichardaz non è affatto piaciuta ad Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica che hanno voluto replicare con una nota.
Convitto Federico Chabod
Altro, Politica

Non si placano le polemiche sul Convitto Federico Chabod, al centro di una discussione avvenuta nel Consiglio regionale di giovedì 14 luglio scorso. La risposta dell’assessore Caveri ad una interpellanza presentata dalla capogruppo di PCP, Erika Guichardaz non è affatto piaciuta ad Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica che hanno voluto replicare con una nota.

“Ridurre il Convitto Chabod ad un semplice doposcuola vuol dire non conoscere il ruolo di questa Istituzione educativa. Escludere dalla possibilità di erogazione dei voucher gli alunni della scuola primaria vuol dire risparmiare 30.000 euro, ma colpendo le famiglie più fragili e i semiconvittori della scuola primaria che rappresentano il “settore giovanile” dell’istituzione e che hanno contribuito, in questi ultimi 10 anni, a raddoppiare gli iscritti complessivi del Convitto”.

La Delibera sul taglio dei voucher, che ha avuto in Commissione il voto favorevole di Lega e FP-PD, ha obbligato il Convitto ad accreditarsi come doposcuola. “Questo è il fatto più grave”, spiegano ancora Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica. “Anni impiegati per arrivare ad essere un’eccellenza che accoglie anche i bambini e ragazzi delle famiglie più bisognose, importanti investimenti, grande fatica e dedizione dei rettori e del personale, una ristrutturazione dello storico Collège Saint-Bénin rischiano di andare in fumo, in nome della razionalizzazione e di una scelta comune al ribasso. Il Convitto è innanzitutto un’Istituzione educativa in cui l’approccio alla persona è trasversale ad ogni fascia sociale e d’età. La realtà convittuale non si limita, infatti, a garantire l’assistenza, la fornitura di pasti o un ricco programma di attività ludico/sportive, ma concorre a 360° alla crescita dei ragazzi, con personale educativo in grado di occuparsi della presa in carico e della responsabilità dei ragazzi e di relazionarsi, confrontarsi (e laddove necessario intervenire) con le loro famiglie”.

In questo senso anche l’eventuale esternalizzazione della cucina ventilata dall’Assessore e le scelte di reclutamento del personale, secondo Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica, “potranno avere conseguenze sulla qualità del servizio: sul fronte del reclutamento del personale educativo e equiparazione delle due classi di concorso (L18-L19) si è perso più di un anno e così, anche per il prossimo anno scolastico, chi è in possesso della Laurea in Scienze dell’Educazione non potrà accedere alle graduatorie del personale educativo”.

Per questo motivo, in modo congiunto a quest’azione in Consiglio regionale, la deputata Elisa Tripodi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera per conoscere quali iniziative il Ministro Bianchi intenda adottare rispetto a questi due temi.

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