Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 15 Luglio 2020 13:11

Abuso d’ufficio e falso, la Procura: processate Sindaco e Segretario comunale di Nus

Nus - Il primo cittadino Camillo Rosset deve rispondere di abuso d’ufficio per due delibere sul padiglione “La dolce vita”. In concorso con Ubaldo Cerisey gli sono poi contestate false attestazioni in dodici atti.

Padiglione ContozIl padiglione "La dolce vita" (foto da Facebook).

La Procura ha chiesto al Tribunale di processare il sindaco di Nus Camillo Rosset e il segretario comunale Ubaldo Cerisey. Il primo deve rispondere di abuso d’ufficio, mentre ad entrambi è contestato il concorso nella falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. La vicenda è quella degli atti amministrativi, adottati dal Comune della media valle tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2020, relativamente al padiglione “La dolce vita”, di proprietà di Paolo Contoz, cugino (non implicato nella vicenda giudiziaria) del Sindaco.

Con una prima delibera, del 20 giugno 2019, la Giunta autorizzava l’ex consigliere regionale a utilizzare la struttura “per le attività di associazioni del comune”. Secondo gli inquirenti, in ragione della sua parentela con il destinatario del provvedimento, Rosset avrebbe dovuto astenersi nella votazione, ma non lo ha fatto. Peraltro, l’atto riconosceva al titolare del padiglione una “ulteriore riduzione non consentita del 60% del canone Cosap” e, agli occhi del pm Luca Ceccanti, che ha sottoscritto la richiesta di rinvio a giudizio, il Sindaco ha così procurato un “ingiusto vantaggio patrimoniale” a Contoz, dato dal minor pagamento della tassa.

Il 9 gennaio di quest’anno, invece, la Giunta doveva approvare una proroga “del temine per l’utilizzo del padiglione” per “attività commerciale”, autorizzata in precedenza. Nemmeno in questo caso il primo cittadino si è astenuto, risultando oltretutto determinante perché, alla luce del numero di presenti, “in assenza del suo voto” la deliberazione non sarebbe passata. L’addebito mossogli è nuovamente di aver voluto avvantaggiare Contoz, con il “prolungamento della gestione” ed il “percepimento dei relativi introiti”. In seguito, hanno appurato i Carabinieri, “nel tentativo di occultare la sua condotta”, il Sindaco “indiceva una nuova riunione di Giunta, per il 13 febbraio 2020, dove si assentava”.

Il falso in concorso tra Rosset e Cerisey si riferisce invece a due diverse riunioni di Giunta. Nel primo caso, per la Procura i due pubblici ufficiali hanno falsamente attestato in quattro atti che alla seduta “erano presenti lo stesso segretario comunale” e l’assessore Margherita Milliery “e che tali riunioni si erano svolte il 30 ottobre 2019”, quando entrambi sarebbero stati assenti e la seduta si sarebbe tenuta, in realtà, il giorno dopo, il 31. In altri otto atti, approvati il 5 dicembre scorso, Cerisey appare presente, ma stando ai militari della locale stazione la circostanza è “integralmente falsa”. Ricevuta l’istanza della Procura, il Gup del Tribunale dovrà ora convocare l’udienza preliminare del procedimento.

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