Finanziamenti al Casinò, assolti tutti gli imputati

I giudici della Corte d’Appello di Torino hanno deciso, al termine dell’udienza di oggi, per la non colpevolezza di politici, manager e revisori dei conti rispetto ai 140 milioni di euro erogati dalla Regione all’azienda di Saint-Vincent.
Palazzo di giustizia di Torino
Cronaca

Dopo l’uscita di scena del consigliere regionale Mauro Baccega nella scorsa udienza, è giunto oggi, martedì 11 luglio, a sentenza a Torino il processo d’appello sui finanziamenti regionali al Casinò dal 2013 al 2015. Per tutti gli imputati è stata pronunciata assoluzione, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Le accuse, mosse a vario titolo, erano di truffa aggravata e falso in bilancio. L’accusa era rappresentata dal sostituto Procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi.

A giudizio erano rimasti il consigliere regionale Augusto Rollandin, presidente della Regione all’epoca dei fatti (con l’avvocato Giorgio Piazzese), il già assessore Ego Perron (avvocato Corinne Margueret), l’ex amministratore unico della “Casinò de la Vallée” Lorenzo Sommo (avvocati Federica Gilliavod e Saverio Rodi) e il collegio sindacale del tempo: Fabrizio Brunello (avvocato Claudio Maione), Jean-Paul Zanini e Laura Filetti (avvocato Andrea Giunti). Tutti, al termine del processo di primo grado, dinanzi al Gup di Aosta nel 2018, erano già stati proclamati non colpevoli e quindi, per loro, i magistrati hanno oggi confermato il segno assolutorio.

Augusto Rollandin in Tribunale.

Imputato nell’udienza alla Corte d’Appello di Torino era anche Luca Frigerio, altro ex amministratore unico del Casinò (difeso dai legali Maria Chiara Marchetti e Cesare Cicorella). Per lui, che scelse in primo grado un percorso diverso dagli altri imputati (condizionando il rito all’audizione di un consulente tecnico) ed ora era stato riunito nel giudizio, l’assoluzione odierna segna un rovesciamento rispetto all’esito iniziale. Nel marzo 2019, al Tribunale di Aosta, venne condannato a 4 anni di carcere, sempre per truffa aggravata e falso in bilancio. A suo carico venne stabilito anche un risarcimento, ora saltato, di 120 milioni di euro nei confronti della Regione, costituitasi parte civile nel procedimento.

Nella scorsa udienza, l’accusa e le difese avevano richiesto il deposito, agli atti, di documentazione relativa alla lunga vicenda giudiziaria sulle erogazioni di piazza Deffeyes alla Casa da gioco. Riguardava, in particolare, la “super-perizia” sui conti 2011-2017 della società di Saint-Vincent, effettuata dagli accademici Enrico Laghi, Vittorio Dell’Atti e Michele Di Marcantonio nell’ambito dell’inchiesta (poi archiviata) per bancarotta fraudolenta del Casinò, e di alcune consulenze di parte.

Luca Frigerio (2° da sx) in aula.

Nella mattinata odierna, dopo la discussione tra le parti, la sentenza, letta attorno alle 13.30. Le indagini erano state compiute dalla Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Aosta. L’ipotesi di falso in bilancio, contestata agli ex amministratori unici e al collegio sindacale, riguardava il presunto occultamento – attraverso il ricorso (per cui, secondo l’accusa, non ricorrevano le condizioni) all’iscrizione nei bilanci della casa da gioco di imposte anticipate – di quasi 24 milioni di perdite di esercizio (18,5 milioni dichiarati a fronte di 42.5 ritenuti reali dagli inquirenti).

L’imputazione di truffa aggravata, rivolta a politici, manager e revisori dei conti (questi ultimi, escluso il sindaco Filetti) ruotava sui 140 milioni di euro di finanziamenti versati dalla Regione all’azienda di Saint-Vincent dal 2013 al 2015. Sulla vicenda delle erogazioni di piazza Deffeyes alla Casinò de la Vallée si era acceso anche un giudizio alla Corte dei Conti. La sentenza (che prevedeva il rimborso, da 18 amministratori ed ex, di 16 milioni di euro all’ente) era stata annullata, per conflitto d’attribuzione tra enti, dalla Corte costituzionale.

Casinò – Perron e Margueret.

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