Il dirigente sportivo del Chievo, per anni “bomber” della squadra, è accusato in concorso con il 54enne di Pontey Paolo Fary. Avrebbero nascosto, ai compratori di un immobile, i debiti dell’impresa costruttrice da loro rappresentata.
Il pm Introvigne ha impugnato la sentenza nei confronti dei dirigenti regionali Segor e Rocco, nonché dei tecnici dell’assessorato Saravalle e Salvato. Le accuse, a vario titolo, erano malversazione, abuso d’ufficio e l’esercizio abusivo di professione.
A Stephane Patrick Marcel Mangeolle, il giudice ha inflitto 2 anni di reclusione. La pena è sospesa e l'uomo, in carcere dallo scorso 3 luglio, è stato liberato. Le accuse erano di violenza sessuale e lesioni.
All’udienza preliminare di ieri, il padre Francesco e il figlio Vasco sono stati ammessi al giudizio con l’abbreviato, mentre il secondogenito Milo ha chiesto di patteggiare. La prossima udienza fissata per il 23 gennaio dell’anno prossimo.
È accaduto nella galleria Villaret, già teatro lunedì scorso di un altro incidente autonomo. Il conducente del mezzo è stato trasportato in Pronto soccorso ad Aosta: le sue condizioni non appaiono gravi.
Nelle 45 pagine della richiesta d’incidente probatorio avanzata al Gip i pm Menichetti e Ceccanti individuano in due condotte il contributo di tre au e del Collegio sindacale all’insolvenza certificata dal concordato.
È accaduto ieri sera, quando una pattuglia della Polstrada ha fermato l’uomo al volante di un autocarro. Il documento di guida aveva perso validità nel 2014 e il tasso alcolemico era di tre volte il consentito.
La perizia che i pm Ceccanti e Menichetti hanno chiesto al Gip del Tribunale sui bilanci della Casa da gioco, qualora accolta, potrebbe fornire la prova dei reati eventualmente commessi. Ecco perché l’istanza ha valore cruciale per gli inquirenti.
Illustrati, in una conferenza stampa a Palazzo di giustizia, i perché dell’adesione dei legali della regione all’astensione dalle udienze e dall’attività giudiziaria per la settimana in corso, promossa a livello nazionale.
Notificata dalla Guardia di finanza la richiesta di incidente probatorio ai sei indagati (tre ex amministratori unici e il collegio sindacale dal 2013 al 2017): verrà nominato un perito per valutare i bilanci della società.
È accaduto attorno alle 19.20 di oggi, martedì 22 ottobre. Dai primi riscontri, gli animali (due dei quali morti nell'urto) si sono allontanate dal pascolo in un prato.
I giudici del Collegio occupatosi della procedura concorsuale richiesta dalla “Casinò de la Vallée” spiegano, in quattro pagine del decreto di omologazione emesso oggi, i motivi del “semaforo verde” al piano aziendale.
Si tratta di un 22enne della Guinea Bissau, arrestato il 2 maggio per un pugno ad un addetto alla manutenzione e per i danni ad una porta de “La Sorgente”. Alla fine dello stesso mese, la sentenza al Tribunale di Aosta, ora da scontare.
Emesso in mattinata il decreto che scongiura il fallimento chiesto dalla Procura con l’istanza depositata nello scorso novembre. La proposta validata dai giudici prevede il rimborso, in 5 anni, di 68,8 milioni di debiti su un totale di oltre 81.
Si terrà mercoledì 22 aprile 2020, dinanzi alla terza Sezione centrale d’Appello. Nel processo alla Sezione giurisdizionale contabile, su 22 convenuti in giudizio, 18 erano stati condannati a risarcire la Regione con 30 milioni di euro.