Le nevi del ghiacciaio hanno restituito due GoPro che erano a bordo dell'elicottero pilotato dal toscano Maurizio Scarpelli lo scorso 25 gennaio, quando si scontrò con un aereo da turismo francese. Morirono sette persone.
L'auto su cui viaggiavano due persone, un uomo di 69 anni e una donna di 61, entrambi valdostani, si è schiantata contro uno spartitraffico sulla statale 26.
Tra mercoledì e venerdì scorsi, gli impostori sono entrati in azione a Roisan e Gignod, spacciandosi per tecnici del Comune e del gas. In entrambi i casi, hanno chiesto ai truffati di mettere i soldi nel frigo.
Il Gip Colazingari ha convalidato oggi, sabato 6, il fermo di polizia giudiziaria scattato mercoledì scorso nei confronti del francese Stephane Patrick Marcel Mangeolle, disponendo la custodia cautelare in carcere.
Una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiesta dal pm Ceccanti e accordata dal Gip Colazingari, ha raggiunto il 54enne e la 44enne arrestati lo scorso 13 giugno per essere stati trovati in possesso di un etto di cocaina.
Monica Bianco, 44 anni di Aosta, è agli arresti domiciliari da ieri. Avrebbe ottenuto 40mila euro da un imprenditore, minacciandolo di rivelare (alla moglie e al suo stesso marito) i dettagli sessuali della loro relazione.
Maurizio Costa, 46 anni di Ivrea, è accusato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, nonché della violazione del Codice della strada, per l’incidente in cui, il 10 novembre 2017, un 80enne era rimasto gravemente ferito.
Nella notte, la Squadra Mobile ha eseguito quattro arresti e una misura cautelare nei confronti di altrettanti residenti ad Aosta, tre di origini marocchine, due italiani. Recuperati anche una quindicina di grammi di stupefacente.
La Squadra Mobile è impegnata dalle prime ore di oggi, venerdì 5 luglio, in “Quei bravi ragazzi 2”, per l'esecuzione di cinque misure cautelari. Nel mirino, il traffico di cocaina.
Confermato il giudizio del Tar della Valle d’Aosta per cui l’assoluzione, in sede penale, di Vincenzo Furfaro e sua figlia Rossella non rappresenta elemento sufficiente a rivedere l’interdizione emessa nell’ottobre 2015.
L’indagine “Do Ut Des”, durata un anno e mezzo, ha riempito il fascicolo inquirente di circa 12mila pagine di atti. Le accuse, mosse a vario titolo, sono corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio ed edilizio.
In azione sono entrati i militari del Nucleo Investigativo meneghino, con il supporto del Reparto operativo del Gruppo Aosta. L’operazione, coordinata dalla Dda, ha impegnato oltre 400 uomini, in varie province.
E' giunto nella giornata di oggi, mercoledì 3 luglio, il pronunciamento sull'istanza dell'ente proprietario dello stabile. Il magistrato non ha ritenuto chiari i presupposti della richiesta dell'amministrazione.