Domani, domenica 27 gennaio, alle 20.30, presso la chiesa di Pont-Saint-Martin, sarà recitato il rosario, mentre lunedì prossimo, 28 gennaio, alle 10.30, sempre presso la chiesa parrocchiale, saranno celebrati i funerali.
Le cause dell’incidente aereo sul ghiacciaio del Rutor saranno accertate da inchieste di diversi organismi, ma alcuni elementi si collocano già con precisione nel mosaico che gli investigatori sono chiamati a ricostruire.
Briefing finale della "macchina" dei soccorsi ad Aosta, con il racconto di Paolo Cavoretto, Direttore del 118 della Valle d'Aosta, e Paolo Comune, Direttore del Soccorso Alpino Valdostano.
Sono diversi infatti gli episodi che ne raccontano le modalità e gli esiti, nelle 920 pagine dell’ordinanza del Gip Silvia Salvadori che mercoledì ha portato all’arresto di 16 persone.
Le operazioni di ricerca erano riprese stamane. Le salme sono state portate a Valle. Sul posto atteso un sorvolo dei tecnici dell’Enac, per ricostruire la dinamica della collisione tra un elicottero e un aereo da turismo.
Omicidio colposo plurimo e disastro plurimo le ipotesi di reato alla base del fascicolo che verrà aperto. Il pm Introvigne e il procuratore capo Fortuna sul luogo dell’incidente. Sotto sequestro le carcasse e l’area.
“Da quanto ne so, l’aereo scuola guida con un pilota e due aspiranti piloti non aveva preso contatti con la torre di controllo di Aosta” spiega il sindaco di La Thuile Mathieu Ferraris “Non aveva effettuato le giuste procedure per sorvolare lo spazio aereo italiano”.
Lo scontro fra un elicottero della GMH, che svolgeva servizio di Heliski, e un aereo da turismo francese. In Pronto soccorso, dove sono giunti due feriti, è stata attivata la procedura di maxi emergenza.
Si tratta dell'impatto fra un elicottero della GMH che svolgeva servizio di Heliski e un aereo da turismo francese. Dalle prime informazioni potrebbero esserci quattro vittime.
In una “coda” processuale dell’operazione “Ilium” della Guardia di finanza è stato condannato Gentiam Meta, accusato di aver fornito al fratello lo stupefacente trovatogli al ritorno da un viaggio in Belgio.
Quando gli obiettivi di potere erano a rischio, la “locale” valdostana ricorreva ad uno schema collaudato: il contatto con la “casa madre”. L’ordinanza del Gip Salvadori ne testimonia diversi.
Il nome dell'ex Presidente della Regione, Augusto Rollandin, definito il “Testone”, compare per 36 volte nelle 920 pagine dell’ordinanza del Gip di Torino.
Nelle 920 pagine dell’ordinanza che ha disposto le misure cautelari a carico di organizzatori, promotori e fiancheggiatori della “locale” valdostana, testimoniati anche episodi di pressione con dinamiche tipiche del crimine organizzato.