Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 10 Marzo 2020 15:58

Processo Geenna: il Tribunale di Aosta lo rinvia al 3 giugno

Aosta - Alla base della decisione, più fattori, tra i quali l’impedimento temporaneo di un imputato a partecipare per motivi di salute e “l’attuale situazione sanitaria sul territorio”.

Transennamenti GeennaLe prime delimitazioni esterne predisposte in vista del processo.

L’udienza per i cinque imputati dell’operazione Geenna che non hanno scelto riti alternativi, originariamente prevista per domani – mercoledì 11 marzo – al Tribunale di Aosta (con alcune misure di sicurezza, come delimitazioni esterne del palazzo di giustizia già predisposte in vista della celebrazione del dibattimento), è stata rinviata a mercoledì 3 giugno. Alla base della decisione vi sono più fattori, come spiega il presidente Eugenio Gramola in una nota.

In prima battuta, vi è il legittimo impedimento di un imputato a partecipare al procedimento per motivi di salute, con contestuale richiesta di differirlo successivamente al 31 maggio. Inoltre, gli altri quattro citati in giudizio, e i loro difensori, hanno revocato le istanze di dar corso al dibattimento presentate precedentemente (atto che rappresenta il presupposto fondamentale per poter procedere al processo).

Di conseguenza, “anche in relazione all’attuale situazione sanitaria sul territorio”, e “ai provvedimenti in corso di definizione presso questo Tribunale” (sono attese indicazioni sulle condizioni di accesso agli uffici), è stato disposto il rinvio dell’inizio del processo sulle infiltrazioni di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta (destinato a tenersi dinanzi a un collegio presieduto dallo stesso Gramola e composto dai giudici Marco Tornatore e Maurizio D’Abrusco).

Gli imputati del processo aostano sono il ristoratore Antonio Raso, il dipendente della Casa da gioco Alessandro Giachino e il consigliere comunale sospeso Nicola Prettico, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso quali componenti della “locale” emersa dalle indagini della Dda di Torino e dei Carabinieri (e tutti in carcere dal giorno del loro arresto, il 23 gennaio 2019), nonché l’ex assessore di Saint-Pierre Monica Carcea e il consigliere regionale sospeso Marco Sorbara, per i quali l’imputazione è di concorso esterno al sodalizio criminale (entrambi ai “domiciliari”).

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