Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 14 Settembre 2020 20:46

Rifiuti a Pompiod, la Regione ferma il rinnovo dell’autorizzazione ad “UIisse 2007”

Aosta - Il nocciolo della questione, secondo piazza Deffeyes, che ha inoltrato una comunicazione alla società di gestione della discarica, sono le vicende giudiziarie legate all’impianto, in particolare il sequestro cui risulta sottoposto.

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L’autorizzazione della discarica a Pompiod di Aymavilles? Se per “Ulisse 2007 Srl”, società che gestisce l’impianto, scadrà nel mese in corso, tanto da aver inoltrato alla Regione non solo l’istanza di rinnovo (il 27 febbraio scorso), ma anche un sollecito a riprendere il relativo procedimento (alla fine di agosto), piazza Deffeyes non è esattamente dello stesso avviso. Inoltre, ha idee ben diverse da una riproposizione “tout court” dell’atto autorizzativo, quantomeno finché le nubi giudiziarie che si sono addensate sull’impianto nel recente passato non si diraderanno.

La Regione lo ha fatto sapere all’azienda in questi giorni, con una comunicazione del Dirigente della struttura Economia circolare, rifiuti, bonifiche e attività estrattive dell’Assessorato all’Ambiente. Nella missiva viene confutata anzitutto la data di scadenza dell’autorizzazione stimata dalla società, perché – è il ragionamento – occorre tener conto delle sospensioni dei termini introdotte nel periodo dell’emergenza Covid-19. Rideterminandola a tal luce, la conclusione dell’iter del rinnovo dovrebbe avvenire non entro settembre, ma per il 12 ottobre prossimo.

Il nocciolo della questione, agli occhi di piazza Deffeyes, è però nelle vicende giudiziarie che hanno investito la conduzione della discarica da parte di “Ulisse 2007”. Al riguardo, la lettera riprende le indagini della Procura per la gestione di rifiuti non autorizzata ed il conseguente decreto penale di condanna emesso dal Tribunale nei confronti di rappresentanti della società e dell’azienda stessa (oltre 140mila euro di ammenda totale), ma soprattutto il sequestro preventivo cui il sito risulta sottoposto (disposto dal pm e convalidato dal Gip nel giugno di quest’anno).

“Ulisse 2007” ha presentato opposizione al decreto del giudice, sostenendo che l’intera azione inquirente è frutto di un “fraintendimento della disciplina sulle discariche”. Sulla base degli elementi a disposizione la Regione esprime tuttavia “fondate perplessità” sul fatto che l’azienda possa avere – quantomeno fino alla definizione del giudizio sul sequestro (pende, tra l’altro, ricorso in Cassazione) – la piena disponibilità del sito, presupposto base per gestirlo ed ottenere nuovamente l’autorizzazione all’esercizio. Da ciò consegue la sospensione, evidenziata nella nota del dirigente, dell’iter di rinnovo sino al permanere della misura cautelare stabilita dall’autorità giudiziaria.

Non è ancora tutto, perché nella lettera l’amministrazione si riserva pure la possibilità di sospendere l’autorizzazione concessa per la discarica, nonché di effettuare, al momento della sua eventuale riproposizione, valutazioni sulla tipologia dei rifiuti ammissibili nell’impianto, nonché delle indicazioni e limitazioni da prescrivere al gestore. Un’osservazione avanzata a seguito della modificazione, intervenuta nello scorso febbraio, della legge regionale in materia, in particolar modo relativamente ai conferimenti provenienti da altre regioni.

Pertanto per ora, da parte della Regione, stop a qualsiasi passo verso il rinnovo dell’autorizzazione a “Ulisse 2007”, anche perché – è l’ultimo concetto che da piazza Deffeyes mandano a dire alla società – non è possibile escludere che le iniziative giudiziarie si riverberino ulteriormente sul dossier. Oltre alle 3.480 tonnellate di materiale incompatibile con il sito (in arrivo anche da Piemonte e Lombardia), rilevate a Pompiod dalle indagini di Forestale e Guardia di finanza e poste alla base del decreto penale di condanna, ad allungare le sue ombre sulla discarica (o meglio, sull’autorizzazione), vi è un ulteriore procedimento penale, che resta da definire.

Riguarda l’ex dirigente regionale della struttura attività estrattive, tutela delle acque e gestione rifiuti, Ines Mancuso, cui la Procura contesta l’abuso d’ufficio per aver consentito alle società di gestione, in ultimo a “Ulisse 2007”, un “ingiusto vantaggio patrimoniale”, adottando (con provvedimenti dirigenziali del 2010 e del 2018, nonché attraverso l’istruzione di una delibera della Giunta del 2016) atti autorizzativi “carenti della necessaria imparzialità e volti a soddisfare meri interessi privatistici dei destinatari”. Tra di essi vi è quello di cui la società sollecita il rinnovo.

Sulla richiesta di “Ulisse 2007” aveva preso posizione anche il Comitato discarica sicura Pompiod, che raggruppa i residenti nell’area dell’impianto. Il presidente Ernesto Pison aveva diffidato “gli organi preposti dal procedere al rinnovo della concessione per la discarica, la cui autorizzazione presenta numerosi dubbi di legittimità da più parti sollevati”, invitando poi “l’amministrazione regionale e le amministrazioni comunali di Aymavilles e Jovençan a costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale, a tutela e nell’interesse della popolazione”.

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