Spaccio di cocaina “formato famiglia”, 37enne in manette

Tonin Pjollaj, 37enne residente ad Aymavilles, secondo gli inquirenti era in grado di movimentare 25/30 grammi di cocaina a settimana. Lo stupefacente veniva nascosto in un pacco di sigarette che passava di mano, come per offrire da fumare.
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“Insospettabile”, perché incensurato e titolare di un contratto di lavoro, oltre ad essere conosciuto e ben integrato socialmente. Eppure, gli uomini della Sezione narcotici della Squadra Mobile della Questura gli avevano messo gli occhi addosso perché convinti che fosse un riferimento per lo smercio di cocaina in Aosta ad una clientela dotata di potere d’acquisto e altrettanto indubitabile. Dopo alcuni mesi di indagini, iniziate a gennaio, il 37enne di origini albanesi Tonin Pjollaj, operaio edile residente ad Aymavilles, è stato arrestato con l’accusa di spaccio di stupefacenti.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, l’attenzione dell’uomo era massima non solo nelle modalità usate per cedere la “neve”, ma anche nella selezione della clientela. Caratteristica evidenziata soprattutto dalla “regola d’ingaggio” per cui a Pjollaj non ci si dovesse rivolgere per acquistare meno di cinque grammi di stupefacente. Quantitativo “formato famiglia” che, alla luce del prezzo medio al grammo ricavato dai detectives, voleva dire 500 euro. Eppure, sulla base dell’inchiesta, c’era anche chi comprava 10/15 grammi assieme.

Oltretutto, tra gli stratagemmi che i poliziotti della Narcotici hanno messo a fuoco attraverso appostamenti ed intercettazioni ambientali, c’era il nascondere la droga all’interno di un pacchetto di sigarette, che poi passava di mano, simulando quindi di offrire da fumare a un conoscente. Altre volte, per destare ancora meno sospetti, Pjollaj si sarebbe fatto pagare in seconda battuta. Difficile peraltro pensare che la clientela restituita dalle investigazioni, fatta anche di professionisti e titolari di attività, sarebbe risultata insolvente.

Durante le indagini sono stati recuperati una 20ina di grammi di stupefacente (identificando 5/6 acquirenti, sentiti nell’imminenza delle cessioni), ma le risultanze investigative dicono che Pjollaj fosse in grado di muovere 25/30 grammi a settimana, per un introito conseguente di 2.500/3mila euro. Nel monitorarlo, gli inquirenti non lo hanno mai visto compiere viaggi fuori Valle per approvvigionarsi di cocaina, aspetto che lascia pensare che avesse modo di farlo in loco, o che qualche “collaboratore” se ne occupasse. L’uso del telefono era ridotto al minimo e le cessioni avvenivano a casa dei clienti, oppure in locali.

Una volta consolidati gli elementi a carico del 37enne, la Procura ha chiesto al Gip, ottenendola, la misura cautelare. Pjollaj è stato arrestato dalla Polizia nella serata dell’altro ieri, martedì, ed ora si trova nel carcere di Brissogne in attesa dell’interrogatorio di garanzia. L’approfondimento investigativo sul mondo dello spaccio gestito da cittadini albanesi aveva condotto la Mobile all’operazione antidroga “Illyricum” dell’ottobre 2021 (per cui lo scorso marzo in Tribunale erano giunte tre condanne) ed ha visto ora l’attività che ha portato Pjollaj in manette.

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