Economia e lavoro di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 30 Aprile 2020 18:22

Contributi, incentivi per assunzioni e investimenti e rinegoziazione mutui. Le ricette degli albergatori contro la crisi

Aosta - Cinque le richieste che l'Adava rivolge all’amministrazione regionale. Il Presidente Gérard: "Proposte che riteniamo essenziali per la sopravvivenza dell’intero sistema turistico regionale in questo momento di estrema difficoltà".

Filippo GérardFilippo Gérard

“Una categoria compatta e determinata a superare la crisi”, che mette sul tavolo della politica cinque priorità.

A scriverlo è l’Adava – l’Associazione degli albergatori e Imprese turistiche della Valle d’Aosta – dopo il “tour virtuale” che il Presidente Filippo Gérard ha effettuato con i delegati territoriali e tutti gli associati dei comprensori turistici della Regione.

Gli incontri, a cui hanno partecipato in videoconferenza complessivamente circa 400 imprenditori del mondo dell’ospitalità valdostana, sono stati l’occasione per Gérard per fare un’analisi sul momento drammatico che sta vivendo il settore del turismo valdostano.

Incontri dai quali, si diceva, sono emerse le richieste e le proposte fatte all’amministrazione regionale a cui, in maniera pressoché unanime, gli associati hanno confermato il pieno e totale sostegno.

Le cinque priorità del turismo valdostano

  • La soppressione dell’Imposta Municipale Unica (IMU)
    “La dilazione dei termini di pagamento dei tributi non rappresenta una soluzione – scrive Adava in un comunicato –, bensì un semplice rinvio del problema e un accumulo di debito che non è più sostenibile. Gli alberghi sono purtroppo considerati come fabbricati di lusso, mentre in realtà sono solo dei beni strumentali. Con l’attuale blocco di fatto dell’attività e una ripartenza tutta in salita, gli imprenditori del settore alberghiero non riusciranno a far fronte a tale imposta”.
  • Il contributo attività produttive
    Adava, inoltre chiede il riconoscimento di un contributo a fondo perso destinato a tutte le attività produttive, tra cui le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Oltre al risarcimento del danno subito – scrivono – “tale misura è fondamentale al fine di reimmettere nuova liquidità nelle aziende e nel sistema economico valdostano”.
  • Incentivi per le assunzioni
    “Al pari di quanto stanno facendo altre regioni italiane – prosegue l’Associazione –, si propone l’introduzione di uno specifico bonus a fondo perso destinato alle imprese che decideranno di riaprire l’attività e assumere personale con contratto di lavoro subordinato”.
  • Il Contributo agli investimenti
    Adava propone poi la “reintroduzione del contributo in conto capitale per tutti gli investimenti fatti nel settore ricettivo nel corso dell’anno fino alla misura massima del 20 per cento della spesa ammissibile per le iniziative già previste dalla legge regionale di sostegno al settore.
  • La rinegoziazione mutui Finaosta e ristrutturazione del debito
    “Al fine di alleggerire e rendere sostenibile l’importo delle attuali rate a carico del mutuatario, si propone una rinegoziazione dei mutui contratti tramite Finaosta che spalmi il debito residuo su un periodo più ampio rispetto a quello inizialmente previsto (almeno da 20 a 25 anni)” aggiunge l’Associazione. Una rinegoziazione che “si rende indispensabile in vista di un periodo di grande incertezza per il futuro del mondo del turismo”.

    Contestualmente, Adava aggiunge come sia “necessario provvedere a un reintegro dei fondi per il finanziamento di tutte le domande di ristrutturazione finanziaria mediante il consolidamento dell’indebitamento con il sistema bancario già presentate in Finaosta, nonché la riapertura dei termini per la presentazione di nuove richieste ampliando la platea delle imprese beneficiarie”.

“Nel presentare queste proposte che riteniamo essenziali per la sopravvivenza dell’intero sistema turistico regionale in questo momento di estrema difficoltà – spiega Gérard –. Siamo stati mossi dal principio di non lasciare indietro nessuno, dai più grandi ai più piccoli, siano essi alberghi, chambre d’hôtes, agriturismi che, oltre alla parte agricola, contribuiscono per ospitalità e ristorazione, ostelli, campeggi, rifugi alpini o bed&breakfast. Penso ad esempio proprio a questi ultimi che sino ad oggi, pur essendo riconosciti come strutture ricettive extralberghiere da una norma regionale, non avendo partita Iva e non avendo posizioni aperte presso l’Inps, non hanno potuto godere di alcun aiuto, neanche dei 400 euro destinati alle persone fisiche.”

 “Abbiamo apprezzato molto tutte le iniziative di sospensione dei pagamenti avviate sinora – chiude il Presidente Adava – ma adesso è urgente mettere in campo iniziative strutturali, dando risposte concrete e tangibili al mondo del turismo che contribuisce in maniera determinante allo sviluppo economico della nostra Regione e che al momento è sicuramente il settore maggiormente colpito e penalizzato da questa crisi epidemiologica”.

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