Misure anticrisi, critica la Cia: “L’allevatore è sempre più solo”

Il Responsabile della Cia Agricoltori delle Alpi di Aosta Gianni Champion, sul "Terzo pacchetto" di aiuti spiega: "Perdiamo, oltre ai premi economici legati alla partecipazione, anche molto del bagaglio tradizionale e sociale legato al nostro mondo rurale".
Economia

Alla Cia Agricoltori delle Alpi di Aosta il disegno di legge della Giunta regionale di Assestamento al bilancio di previsione – il cosiddetto “Terzo pacchetto di misure anticrisi”, per contrastare gli effetti economici dell’emergenza Covid – non convince.

Dopo l’audizione nelle Commissioni consiliari, che stanno discutendo il provvedimento che dovrebbe arrivare in Consiglio Valle lunedì prossimo il Responsabile Gianni Champion “denuncia il venir meno dell’importante indennizzo economico legato alle rassegne comunitarie ed ai mercati concorsi nel settore zootecnico; misura divenuta negli anni strutturale per le aziende zootecniche valdostane”.

“Perdiamo, oltre ai premi economici legati alla partecipazione, anche molto del bagaglio tradizionale e sociale legato al nostro mondo rurale – aggiunge Champion –. Queste manifestazioni segnavano uno dei pochi ritrovi periodici fra allevatori, senza distinzione se ‘di rosse’ o ‘di nere’ e senza l’esasperazione di una competizione. Si materializza, purtroppo, la figura dell’allevatore sempre più solo, isolato nei suoi pascoli montani come una specie in via d’estinzione, assediato da lupi e cinghiali”.

Problemi che, spiega ancora il Responsabile degli Agricoltori delle Alpi, è più ampio: “Mentre in tutta Italia nessun Consiglio Regionale si sogna di tagliare risorse in agricoltura, qui si vaporizzano 3 milioni di euro – attacca Champion –. Anzi, in Valle d’Aosta riusciamo a fare peggio. Senza neppure audire tutti i soggetti interessati, come ad esempio Anaborava, vengono stornati in fase di assestamento di bilancio, su altre misure, le quali non saranno compensative del danno economico causato dal non riconoscimento (se in fase dirigenziale o in fase politica questo è difficile da interpretare), del sistema ‘rassegne’. Sistema collaudato da più di15 anni e che gli ultimi pareri legali, hanno confermato essere ammissibili”.

“La Cia Agricoltori delle Alpi – conclude la nota – chiede fermamente un ripensamento in merito alla soppressione, da parte della politica, di tale misura di sostegno ed il reintegro della stessa, con le eventuali modifiche che dovessero rendersi necessarie al fine di aggiornare l’aiuto alle normative vigenti. In caso contrario verranno promosse iniziative pubbliche di dissenso, che non escludono una manifestazione ad Aosta sotto Palazzo regionale in occasione della seduta del Consiglio regionale, della categoria interessata”.

0 risposte

  1. Dobbiamo renderci conto che i tempi delle”vacche grasse” sono finiti gia’ da un po’
    anche le categorie che a ogni “scorreggia che facevano”prendevano un contributo
    dovrebbero capirlo

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