Analizzando la bozza del "Terzo pacchetto" della Giunta regionale, Cgil, Cisl e Uil segnalano uno "uno sbilanciamento a favore delle imprese". La richiesta, che verrà presentata alle Commissioni, è quella di porre attenzione ai posti di lavoro, ma anche alle fasce più deboli.
Giovedì 11 giugno 2020 si è svolta, in modalità telematica l’Assemblea Ordinaria dei soci di Valfidi per approvare il bilancio dell’esercizio 2019, che si chiude con un utile di 156.184 euro.
Il provvedimento, inserito nel "Decreto Rilancio", incentiva gli interventi di miglioramento energetico degli edifici. Cva, acquisendo il vantaggio fiscale grazie alla cessione del credito cerca così di liberare le imprese dalle incombenze burocratiche.
Il dato emerge dal Rapporto Almalaurea. Il 95,5% dei laureati è soddisfatto per il proprio percorso nell'Ateneo valdostano, per un'indagine che ha coinvolto 254 studenti laureatisi nella regione.
Il mutuo, da un minimo di 5.000 ad un massimo di 25.000 euro, e comunque nel limite del 20% del volume d’affari, ha una durata fino a 10 anni con la possibilità di avvalersi di un periodo di preammortamento di durata fino a 18 mesi.
Non solo, l'Associazione composta da Cna, Confartigianato e Confcommercio chiede un incontro alla II Commissione “per proporre alcune migliorie" al Terzo pacchetto di misure definito dalla Giunta regionale.
“I contributi una tantum a fondo perso previsti per le imprese che hanno subito una riduzione del fatturato e dei corrispettivi, seppur limitati come importi, rappresenteranno un aiuto utile per la ripartenza, mentre di vitale importanza saranno gli incentivi agli investimenti per il rilancio dell’intero settore".
Ilaria Sonatore, rappresentante dei B&B di Adava, spiega: "Pur essendo riconosciute come vere e proprie strutture ricettive extralberghiere non hanno potuto godere di alcun aiuto. chiediamo pari diritti e dignità come tutti gli altri settori".
Il Presidente Testolin e l'Assessore alle Politiche del lavoro Bertschy hanno incontrato i vertici dell'Azienda, i rappresentanti sindacali, Confindustria ed il Sindaco di Verrès Giovenzi. L'obiettivo: garantire continuità aziendale e trovare soluzioni a breve e medio termine alla crisi.
I rappresentanti del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, del quale fa parte anche l’Ivat chiede di ottenere il giusto sostegno a livello amministrativo, politico e istituzionale nazionale per le industrie artigianali e del Made in Italy.
Di questi, 31 milioni a fondo perso sono destinati alle imprese con fatturati fino a 5 milioni che dimostrino una riduzione di fatturato almeno del 40% durante l'emergenza, a marzo e maggio 2020 o giugno agosto 2020, rispetto all'anno prima.
Il bando "Ripartiamo da 0" finanzia le attività promozionali a raggio locale legate allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali e prevede una possibilità di finanziamento a fondo perduto del 70%, per un importo massimo di 85mila 715 euro.