Editoriali di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 6 Novembre 2020 16:02

Gestione Covid-19, chi ha sbagliato paghi!

Aosta - La Valle d'Aosta è in zona rossa. Giusto o sbagliato? Non sta certo a chi scrive giudicarlo, anche perché non possiede né i dati e né le competenze per avere una fotografia chiara dell’emergenza valdostana. Chi scrive però non può che rilevare l’imbarazzo del Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, a dover svelare ieri in diretta nazionale che la nostra Regione non è stata neppure capace a trasmettere i dati richiesti.

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E così siamo in zona rossa. Giusto o sbagliato? Non sta certo a chi scrive giudicarlo, anche perché non possiede né tutti i dati e né le competenze per avere una fotografia chiara dell’emergenza valdostana. Chi scrive però non può che rilevare l’imbarazzo del Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, a dover svelare ieri in diretta nazionale che la nostra Regione non è stata neppure capace a trasmettere i dati richiesti. Chi scrive non può rimanere almeno interdetta nell’ascoltare ieri sera su La7 l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, coordinatore dell’emergenza della Regione Puglia affermare che “se una regione non carica i dati o li carica in modo parziale o in ritardo viene automaticamente classificata in zona rossa”.
A questo punto la domanda sorge spontanea: chi doveva caricare da tre settimane questi dati e non lo ha fatto? Chi aveva il compito di controllare che i dati fossero caricati e trasmessi? Domande a cui qualcuno dovrà rispondere e non perché lo chiede chi scrive, ma perché a chiederlo sono oggi chi per due settimane si vede costretto ad abbassare nuovamente le serrande delle proprie attività. A chiederlo sono anche i tanti valdostani stanchi di aspettare risposte che non arrivano.

Semmai una giustificazione dovesse arrivare, spero che non sia: “eravamo occupati a gestire un’emergenza”, perché come ci raccontano quotidianamente medici, infermieri e Oss che lavorano in prima linea in questo momento, quello che manca è una gestione, un serio coordinamento. Sembra che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra. Il virus ci ha colti impreparati a marzo, è arrivato come uno tsunami che ha travolto la nostra sanità. L’acqua pian piano si è poi ritirata, ci ha lasciato respirare durante l’estate per qualche mese, per poi tornare ad abbattersi in autunno con la stessa ferocia.

Perché quei mesi di tregua non sono stati utilizzati per fare tesoro dell’esperienza della primavera scorsa e mettere in piedi un serio piano di riorganizzazione? E se quel piano esiste perché non gli è stata data attuazione? Perché si arriva solo ora, quando il sistema appare ormai imploso a rincorrere i problemi? Perché anziché fare appelli alla responsabilità della comunità, giusti peraltro, e condurre ricerche antropologiche sulla “vita comunitaria dei valdostani nelle tavernette”, non si è pensato ad organizzare prima le “microcomunità tampone”, i Covid hotel, il rafforzamento del sistema di contact tracing o ancora a implementare le Usca? Le responsabilità ci sono e vanno imputate, perché così funziona una democrazia. Possiamo ipotizzare siano in capo all’ex Presidente della Regione Renzo Testolin, all’ex Assessore alla Sanità Mauro Baccega, al coordinatore dell’emergenza Luca Montagnani o al Commissario straordinario dell’Azienda Usl Angelo Pescarmona?

Uso una metafora calcistica, perché in Italia sembra essere uno dei pochi ambiti in cui chi sbaglia paga, per dire che se l’allenatore o gli allenatori hanno condannato la propria squadra in fondo alla classifica, vengono esonerati, senza se e senza ma.

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16 commenti su “Gestione Covid-19, chi ha sbagliato paghi!”

  • Commento corretto, che vale anche e soprattutto per il governo; il commissario Arcuri, in perenne ritardo, chi lo dovrebbe esonerare??? e l’allenatore Conte chi dovrebbe esonerarlo? un presidente della Repubblica che o dorme, o semplicemente non è super partes…..

      • Pivelli, incompetenti ed al soldo di chi li ha messi a dirigere delle aziende sanitarie. Non hanno neanche il coraggio di smentire la situazione. Bravi a gettare acqua sul fuoco nell’attesa che il vairus si autoelimini, per poi continuare a stipulare contratti con agenzie interinali invece che fare concorsi e mobilità. Li aspetto al termine di questo inferno ad autoincensarsi e tirarsi coriandoli tra loro. Vergognosi!!!!

  • è ora ma veramente ora di far saltare qualcuno, ora fuori le palle siamo nelle mani di gente che guadagna stipendi assurdi senza saper cosa fare o meglio manipolare, noi che ci mettiamo faccia e soldi per portare avanti le nostre aziende dobbiamo pagare per tutti chiudendo e forse perdewndo parte della stagione che stà arrivando.

    • No, nessuno si autoesonerera’ e nessuno verrà esonerato :è la sindrome da attack, quella che ti incolla ad una poltrona e neanche un palanchino ti schioda. La situazione sanitaria nazionale è scarsa, ma in questa regione è allucinante. Alcuni esempi:infermieri vincitori di concorso in estate e non ancora arruolati, professionisti valdostani che lavorano in altre regioni a cui non viene data la possibilità di mobilità interregionale,assunzione di medici in pensione che avevano assunto solo cariche dirigenziali ed inutili dal punto di vista clinico….

    • Condivido in pieno l editoriale. È una vergogna che con 35 consiglieri e qualcosa.come 4.500 impiegati regionali non siamo capaci a inviare dati relativi a una popolazione di 120.000 abitanti !!!!!!
      Qualcuno ne dovrà rispondere.

  • Tutto ok nella conferenza, ci sono solo cose non chiere sui dati inviato non inviati, parato il culo ben bene a chi di dovere, ci sono cose non chiare su come lo stato gestisce o si permette di gestire le regioni, sicuramente secondo delle posizione politica, vedi la Campagna non gli hanno dato il cartellino rosso, speriamo che questo non crei danni economici per le aziende.

  • In realtà i dati su Rt e indice di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva relativi alla settimana dal 19 al 25 ottobre scorso, gli ultimi disponibili da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, giustificano ampiamente la collocazione della Valle d’Aosta in zona rossa se si confrontano con le altre regioni. E questi due sono tra i principali indicatori di risultato della complessa macchina organizzativa per affrontare la pandemia.

    Tuttavia le riflessioni di Silvia Savoye sono totalmente condivisibili, poichè aggiungono alla gravità della pandemia in quanto tale anche le inefficienze nella gestione regionale della stessa. Non posso non aggiungere ciò che mi sta particolarmente a cuore, cioè l’assoluta opacità dei dati messi a disposizione dell’opinione pubblica sia a livello centrale, sia regionale.

    Luca Peano

  • Il Presidente della Regione questa mattina: “Non sono stati pochi dati non trasmessi ad aver cambiato il profilo sanitario ma il numero dei positivi rispetto alla popolazione che vede la Valle d’Aosta ai primi posti, e un tasso di saturazione delle strutture sanitarie che vede soglie ormai critiche”.
    Veramente penso che al posto della mascherina dovrebbe mettersi le mutande, ha la faccia come il c……

  • Francesco Bonvicini says:

    Per decenni abbiamo selezionato (e continuiamo a farlo) la dirigenza anche medica sulla base della conoscenza del francese…
    Per decenni tanti di noi hanno votato chi prometteva favori…
    È giusto che adesso paghiamo il prezzo.

  • Carlo Bartolini says:

    Mah… siamo una società sempre più paradossale, ormai non mi stupisco più di nulla. Anzi, sarei stupito se qualcosa per caso seguisse una logica. Ogni sera il TGR è tutto un susseguirsi di dati: quanti positivi, quanti sintomatici, quanti ansintomatici, quanti tamponi fatti, quanti negativi, quanti ricoverati, quanti in quarantena. Poi si scopre: “difficoltà a raccogliere i dati in Valle d’Aosta” (!). Vabbè. Ho pensato: sarà Roma che scarica il barile sulle Regioni. Troppo logico. E invece no: la Regione pare confermare il disguido sui dati. E allora non capisco: con tale abbondanza di dati, ripetuti continuamente, aggirnati quotidianamente e con un livello di dettaglio e di insistenza addirittuta morbosi, oltre che ammorbanti, quale cavolo potrà mai essere il problema sulla “raccolta dei dati”? Si va oltre il pensabile probabilmente: una nuova barriera dell’assurdo infranta. Un nuovo record.

    Ma comunque, pur con le misteriose colpe che può avere la Regione in merito ai dati di cui sopra, ma da Roma, prima di mettere in quarantena una Regione, un colpo di telefono no? No così… un “pronto”, tanto per chiedere: “oh, allora, i dati?”

  • Avete votato un mucchio di buoni a nulla e adesso ce li teniamo.
    Personalmente questa volta non sono andato a votare per una mia protesta
    personale perchè sapevo come sarebbe andata a finire e ora mi è arrivata la conferma.

    • Mi risulta che la stessa situazione sia accaduta in Calabria e il responsabile sia stato dimesso dalla sera al mattino. Qui tutto tace… e tutti restano inchiodati alla propria poltrona… come sempre!

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