Aosta, gli assessorati e i “mal di pancia” dell’Uv: “scelte dei vertici incomprensibili”

A scriverlo è la Section Pont de Pierre che critica il fatto che l'Assessorato ai Lavori pubblici del Capoluogo andrà, pare, nelle mani del Pd: "È assolutamente necessario che l’Union Valdôtaine torni ad essere centrale nell’azione politico- amministrativa della città".
Il Consiglio comunale di Aosta
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C’è “maretta” nell’Union Valdôtaine, e segnatamente nella Section Pont de Pierre di Aosta. Il motivo è presto detto e scritto nero su bianco dalla sezione stessa: da un lato il rinvio della nomina del nuovo Assessore ai Lavori pubblici del Capoluogo dopo le dimissioni di Lancerotto, che sembra ancora lontana e con il Pd in “pole”, dall’altra l’uscita dal gruppo dem/Psi dei consiglieri Verducci e Crea.

Le rinunce dell’Uv

“È per noi assolutamente incomprensibile – scrivono dalla Sezione – la scelta fatta dai vertici dell’UV, partito di maggioranza relativa sia a livello regionale che a livello comunale, anche secondo i risultati delle ultime elezioni regionali, di rinunciare a guidare un assessorato strategico per lo sviluppo della città come i lavori pubblici, dopo aver rinunciato quest’estate a guidare il settore delle politiche sociali (passato da Sorbara, eletto in regione all’Epav Girasole, ndr.), peraltro ben gestito negli ultimi anni, come dimostrato da recenti statistiche nazionali”.

Il “nodo” dei Lavori pubblici e l’orgoglio unionista

Persa la carica di Sindaco di Aosta, tre anni e mezzo fa, perso l’Assessorato alle Politiche sociali l’Union Valdôtaine, all’ennesima rinuncia, non ci sta.

“È altrettanto incomprensibile se non addirittura dannoso per la città – scrivono ancora dalla “Pont de Pierre –, che un settore importante come i lavori pubblici continui da oltre due mesi ad essere governato ad interim, necessitando, proprio per le sue peculiarità, complessità e importanza di una dedizione totale e a tempo pieno, onde portare avanti i numerosi progetti in corso”.

Ma non solo: “È altresì assolutamente necessario  – prosegue la nota – che l’Union Valdôtaine torni ad essere centrale nell’azione politico- amministrativa della città, riproponendo con forza la necessità degli investimenti strategici che, oltre a riguardare le frazioni collinari, devono prioritariamente interessare il biglietto da visita della città, a partire dalla riqualificazione di piazza Giovanni XXIII, per proseguire con gli altri assi di Aosta Capitale, al fine di sostenere con forza il rilancio del capoluogo come città turistica, di arte e cultura”.

Una giunta più “Unioncentrica”, insomma, o meglio una Uv che possa “incidere maggiormente sulle priorità politico-amministrative della città in questo ultimo scorcio di consiliatura, valorizzare il ruolo delle donne e degli uomini che ci rappresentano per continuare a onorare il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato anche nelle ultime consultazioni elettorali”.

Un percorso da bocciare

Se i toni non sembrano proprio concilianti con il nuovo corso Uv e le sue figure apicali, la chiusa della nota è all’attacco. Qualcosa si è “rotto” e l’Union – quantomeno questa sua precisa sezione – perde la sua solita “prudenza”, almeno nel tono dei comunicati.

In carenza di un confronto serio, franco e aperto su scelte importanti con i vertici neonominati del nostro Movimento e per il suo futuro – chiudono –, la posizione della nostra Sezione non potrà che essere di assoluta contrarietà al percorso sin qui intrapreso”.

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