Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 26 Novembre 2020 22:50

Aosta, un lascito da 150mila euro per gli arredi urbani. L’opposizione insorge: “Si usino per l’emergenza”

Aosta - La maggioranza ha deciso di usare il lascito testamentario per l'arredo urbano cittadino, con un concorso di idee per gli artigiani locali. La minoranza attacca, e chiede che le risorse vengano usate per il contrasto all'emergenza. Dal governo si tira dritto: "si favorisce il lavoro di chi non ha ristori".

Il municipio di Aosta

Al centro delle polemiche negli anni – dalle “sedute” dell’Arco di Augusto spostate poi in piazza Giovanni XXIII, fino alle barriere jersey antiterrorismo e, in ultimo, le panchine di via Losanna – non c’è aostano che non abbia puntato la sua attenzione sull’arredo urbano cittadino.

Discorso che, stamattina, è tornato al centro del Consiglio comunale, ma in salsa inedita e figlia – inevitabilmente – dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Un lascito da 150mila euro: arredo urbano o emergenza?

Al centro del dibattito un lascito testamentario da 150mila euro, inserito in variazione di Bilancio comunale, che la Giunta capitanata da Nuti ha deciso di utilizzare per l’arredo urbano della città, attraverso un “concorso di idee” che coinvolga artigiani – e materiali – locali.

Decisione – gli “stracci” erano già volati in Commissione, la settimana scorsa – contestata con forza dall’opposizione, che vorrebbe quelle risorse destinate proprio all’emergenza Covid.

“In un contesto di questo genere – ha spiegato Paolo Laurencet, capogruppo Fratelli d’Italia/Forza Italia -, credo ci debba essere la sensibilità di destinare questo lascito, che raddoppia il budget per l’emergenza, al sostegno delle attività in ginocchio. Ogni centesimo conta in questa situazione. Gli artigiani risentono più di un indotto che cala che non di un bando di idee. Chiedo di riconsiderare la destinazione di questi 150mila euro”.

Laurencet si lancia anche in un esempio: “È possibile creare una piattaforma virtuale per consentire ai negozianti aostani di avere uno sbocco su internet per chi non è nella rete, con una campagna per acquistare prodotti locali e non dai colossi internazionali. Un intervento che con 150mila euro si fa, che non finisce il 31 dicembre, va al di là della collaborazione sul delivery e permette alle aziende chiuse di poter lavorare”.

Perplesso, a poco dire, anche Giovanni Girardini di Rinascimento VdA: “Anch’io ho sempre gridato contro l’abbandono dell’arredo urbano della città – ha spiegato -, ma in questo momento servono interventi più meditati e strutturati. Credo si debbano trovare tutti fondi possibili per arginare un’emergenza che pesa moltissimo. Questi 150mila euro dovrebbero essere ragionati in un altro modo, per progetti che la Commissione speciale istituita ieri potrà presentare”.

Fronte compatto dai banchi dell’opposizione, come dimostra anche Sergio Togni, Lega: “L’arredo urbano non va affrontato così ma con bel progetto complessivo che riguardi sia il centro che le piazze e le zone più periferiche, non con un ‘bando di idee’”.

La maggioranza tira dritto

In tutta risposta il Sindaco Gianni Nuti difende la decisione presa: “La scelta della Giunta è legata al fatto di poter permettere a chi ha fatto un dono di vederne in città i segni. La costruzione degli arredi sarà bandita per favorire consorzi tra realtà artigianali, e con materiale d’uso del nostro territorio. Che abbia inoltre una sua qualità estetica che concili il design e la tradizione”.

“Vogliamo dar dei ristori o fare lavorare le persone – chiede il Sindaco, rivolgendosi ai banchi (virtuali) della minoranza -? Secondo noi questa proposta concilia chi ha bisogno di lavorare, ma anche chi è inserito in codici Ateco che non sa se potrà stare aperto ma che un ristoro non ce l’ha. C’è un’emergenza in corso ma non abbiamo uno sguardo prospettico a medio termine. Questa misura è coerente con la situazione di difficoltà, perché si aiuta una categoria in sofferenza e permette alla città di essere più attrattiva”.

Assist raccolto da Fabio Protasoni, capogruppo del Progetto civico progressista, che approfitta per “pungolare” l’opposizione: “La questione degli arredi urbani non può essere banalizzata, ma fa proprio parte di un’opera di contrasto dell’emergenza. Rendere Aosta più bella significa renderla più attrattiva. Non vorrei si pensasse, in queso confronto, che da una parte ci sono delle idee e dall’altra una sorta di pressapochismo. Abbiamo idee precise che intendiamo mettere in campo, perché questa maggioranza nasce in piena emergenza Covid, così come il nostro programma”.

Il “tappo” sulla vicenda lo mette la Vicesindaca Josette Borre, che per deleghe assessorili gestisce anche i “cordoni” della finanza comunale: “Vorrei fare un chiarimento tecnico – ha spiegato -, oggi approviamo questa variazione di bilancio, che è l’ultima dell’anno. Quindi è indispensabile dare una destinazione ora a questi 150mila euro. Non sarebbe stato possibile portarli in futuro nella Commissione speciale. Per essere in messi in approvazione di bilancio e in quella degli equilibri dovevano essere iscritti in questa variazione”.

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