Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 23 Marzo 2021 11:59

Azzardopatia, i Sindaci valdostani chiudono le porte anche a modifiche future della legge

Aosta - Nonostante la "retromarcia" della Regione, la modifica dell'articolo 16 della Legge "Omnibus" sbarca all'Assemblea Cpel. "Bene lo stralcio dall’articolo - ha spiegato il Presidente Manes -, ma eventuali future modifiche che prevedano un allargamento delle maglie ci troveranno sempre contrari”.

I Sindaci in piazza DeffeyesImmagine di archivio

Se la Regione ha fatto un proverbiale “passo indietro” sulla modifica alla legge sull’Azzardopatia – passo in realtà piuttosto timido, dal momento che il Presidente Lavevaz ha dichiarato come ci sia “bisogno di un confronto più articolato e di un tempo di analisi maggiore” – i Sindaci valdostani respingono al mittente la possibilità che ciò possa avvenire anche un futuro.

L’ormai noto articolo 16, attualmente stralciato, della Legge “Omnibus” che si prepara all’approdo in Consiglio Valle arriva comunque all’assemblea del Cpel, che un segnale, anzitutto politico, lo vuole lanciare verso piazza Deffeyes.

Il primo ad intervenire, anche perché la questione riguarda potenzialmente il Comune da lui guidato, è Fabrizio Bertholin, Primo cittadino di Quart: “Preciso che l’origine di quell’emendamento non deriva da una richiesta o da una sollecitazione del nostro Comune, anche se è vero che abbiamo un contenzioso con una società, ora sospeso per richiesta del ricorrente, che con la modifica della legge verrebbe meno. Siamo ben consci che tale modifica porterebbe tutta un’altra serie di problematiche dalle quali vogliamo stare ben lontani. Questa modifica è tutta dell’Amministrazione regionale, non sollecitata da Quart”.

Tra i problemi la distinzione, che con l’approvazione dell’articolo arriverebbe, tra luoghi sensibili pubblici – strutture culturali, ricreative o sportive, strutture residenziali o semiresidenziali che operano in ambito sanitario o socio-assistenziale e strutture ricettive per categorie protette – e privati, per i quali cadrebbe invece il divieto di aprire sale gioco nel raggio di 500 metri.

Il Sindaco di Saint-Christophe Paolo Cheney lo dice fuori dai denti: “Non ho capito perché modificare, l’idea di separare le attività pubbliche da quelle private, come un asilo, dev’essere stata pensata da unoscienziato’ – spiega sarcastico –. Se l’articolo è stato stralciato ringrazio il Presidente Lavevaz, altrimenti lo stralciamo noi”.

Il parere, però, necessita forse di un po’ di “spinta”. Anzitutto politica: “Pur ringraziando il Presidente Lavevaz per aver stralciato l’articolo – interviene Camillo Rosset, Primo cittadino di Nus –, io scriverei alla Regione esprimendo contrarietà anche a modifiche future. Questo per prendere una netta posizione politica sul tentativo di mettere mano a questa legge. Ho chiesto i dati al Monopolio di Stato e sono rimasto stupito. Nel 2019 è stato giocato in Valle 1 miliardo di euro, praticamente la finanziaria della Regione”.

“Sono dati incredibili – prosegue Rosset –, per quello vorrei essere più incisivo nel parere, perché non si pensi di mettere in discussione una legge così importante per la salute dei nostri cittadini”.

Il “cappello” a chiusura lo mette il Presidente stesso del Cpel, e Primo cittadino di Doues, Franco Manes: “Credo non ci sia sindaco che non sia d’accordo con questa presa di posizione, e noi sappiamo bene i disagi che l’azzardopatia crea. Bene lo stralcio dall’articolo, ma eventuali future modifiche che prevedano un allargamento delle maglie ci troveranno sempre contrari”.

Blocco unitario, con un’eccezione. Nel voto compatto dell’Assemblea tutta c’è anche un’astensione, quella del Sindaco di Saint-Vincent Francesco Favre.

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