Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 13 Dicembre 2019 17:17

Centoz lancia “Aosta Coraggio”: “Non è più tempo per le liturgie della politica”

Aosta - Il Sindaco di Aosta ha spiegato la sua candidatura ieri sera al Giacosa, sullo sfondo della cronaca: "‘Geenna’ ha devastato la nostra comunità. La politica non può rimanere in silenzio ma prendere posizione. Bisognava rovesciare il tavolo e dare una scossa per svegliare tutti da questo torpore".

Fulvio CentozFulvio Centoz

Se Fulvio Centoz ha un asso della manica è lì che l’ha tenuto, nascosto. O forse, in quattro anni e mezzo da Sindaco di Aosta, ha capito che un giocatore avveduto non scopre mai tutte le sue carte assieme.

Fatto sta che l’operazione “Aosta Coraggio”, l’autoricandidatura alla fusciacca del Capoluogo lanciata a sorpresa sui social e presentata ieri sera al Giacosa di fronte ad un’ottantina di persone circa, si muove su due canali: quello che non ti aspetti e quello più forse più scontato, che però non significa “banale”.

Il doppio binario

Centoz, che interviene sul palco per ultimo, parte dalla radice di “Aosta Coraggio”, ed è proprio quella più interessante, anche per la lunga giornata giudiziaria che da Torino ha mandato segnali inquietanti.

“Sono come tutti un uomo fragile con dei difetti, e che ogni tanto si sente perso – ha spiegato -. In cinque anni ci sono stati momenti in cui le debolezze hanno preso il sopravvento come quando è scoppiata l’inchiestaGeenna’ che ha devastato la nostra comunità. Ho avuto paura, ho pensato che avrei dovuto tutelare me e la mia famiglia. Quante volte mi sono guardato allo specchio e mi sono chiesto ‘chi me lo fa fare?’”.

Qualcosa però è cambiato nel Sindaco: “Ho sentito in questi mesi che non ero solo a portare questa responsabilità e che tutta la comunità voleva combattere questo fenomeno. Il 23 gennaio 2019 rimarrà nella mia mente per troppo tempo, siamo stati travolti da fatti di cronaca più grandi di noi ed è impossibile non esserne scossi ed è impossibile dire che non c’è la ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Ma la cronaca dimostra anche che quando ci sono stati tentativi di fare pressione ho denunciato, e non è un vanto ma un dovere, la normalità”.

Da qui la scelta di ricandidarsi, e di arrivare al secondo aspetto, quello più evidente dal lancio della sua campagna: “Di fronte ad eventi così – prosegue il Sindaco – la politica non può rimanere in silenzio ma prendere posizione e dare buoni esempi. Avere coraggio. Questo mi ha spinto a candidarmi, non me la sentivo più di aspettare le liturgie della politica, non è più questo il tempo. Bisognava rovesciare il tavolo, cambiare la prospettiva, dare una scossa per svegliare tutti da questo torpore ed eccoci qua, per provare ad uscire da questa orrenda vicenda e guardare avanti”.

“Ho messo in discussione la mia vita e mie certezze – prosegue Centoz -, mi sono candidato senza chiedere il permesso a partiti e movimenti, ma non mi candido contro di loro. Oggi serve qualcosa di più, perché la politica tradizionale non riesce più a dare risposte, e basta guardarsi attorno: Fridays for future, le sardine, i Sindaci per Liliana Segre ci vogliono dire qualcosa che la politica non è più in grado di raccogliere”.

Il fatto ed il non fatto

Rientrando sull’amministrazione del Capoluogo tout court Centoz spiega: “In 5 anni abbiamo risanato le finanze del Comune, subìto un taglio pesantissimo dalla Regione nei confronti degli Enti locali, il 12% del bilancio comunale in meno di 4 anni. Però abbiamo tagliato i costi senza alzare le tasse, diminuendo le rette delle mense, abbassando il costo di personale, e l’indebitamento del Comune. Era il nostro compito”.

Poi c’è il “non fatto”: “Tante cose non sono andate bene, ma i risparmi ottenuti li abbiamo deviati sui Servizi sociali a scapito dell’illuminazione e del verde pubblico, che il prossimo giro vanno ripresi in mano. Ma noi siamo ancora qui nonostante l’instabilità politica di questi anni, fatta di 5 presidenti di Regione e sei governi”.

Il “non programma” e l’amo lanciato ai partiti, ma non tutti

“Questo non è l’avvio della campagna elettorale, non ho un programma e non sarebbe giusto. Voglio costruirlo insieme a voi, organizzare forum e incontri aperti a tutti e insieme provare a immaginare il futuro della città. Prima serve mettere le idee e poi le persone per costruire il cambiamento. Questo per me vuol dire ‘rovesciare il tavolo’ e cercare di andare fino in fondo”.

“Processo” però che non è aperto a tutti: “Con chi fa del razzismo, del populismo e del fascismo la sua identità non ho voglia di dialogare. Sono i miei avversari e i primi che mi hanno attaccato dopo mia ricandidatura. Infatti ringrazio la Lega: hanno reso evidente che o si sta di là o di qua, non ci sono vie di mezzo”.

Poi la chiusa: “Ringrazio la Giunta e la maggioranza (che hanno disertato la serata tolti i due dem, l’Assessore Malacrinò e Monteleone, ndr.). Abbiamo avuto scontri, non sempre siamo andati d’accordo, ma è grazie a loro che abbiamo raggiunto qualcosa, ma l’appello è a tutti: è finito tempo della lamentela ed è arrivato il tempo di agire, di costruire un campo largo e inclusivo di buona politica, fatta di pensiero e di azione. È il tempo del coraggio”.

Gli ospiti

Inusuali gli ospiti che il Sindaco uscente – e aspirante rientrante – ha scelto per la sua “prima”. A partire dallo psicologo Stefano Ghidoni che ha seguito le famiglie del “Grattacielo” nella delicata fase pre-trasloco e che al riguardo spiega: “Non ci si è nascosti dietro ai problemi vecchi, il Sindaco è andato davanti alle persone a spiegare i ritardi. Poco più di un anno fa gli abitanti del palazzo in piazza con i cartelli e sono entrati nelle case nuove dalla primavera scorsa”.

E se Matteo Pellicciotta chiede a Centoz di proseguire verso “una città a misura d’uomo come per la pedonalizzazione dell’Arco di Augusto, una bellezza unica di fronte alla quale non ci si poteva fermare di fronte a guardare o a fare una foto”, l’endorsement del Partito democratico arriva direttamente dalla Segretaria regionale Sara Timpano: “Le notizie di oggi ci sconvolgono ma dobbiamo farne tesoro per cambiare e non perdere in democrazia e in benessere. Una sfida della politica e dei cittadini perché serve una cultura diversa, della legalità e di fortissimo cambiamento. Questa candidatura è un tentativo coraggioso anche per smuovere la politica che avrebbe fatto ciò che spesso ha fatto nel passato: discusso delle proprie posizioni nelle segrete stanze”.

Poi il Sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci: “Ho trovato una città molto bella, ben amministrata, che sicuramente avrà i suoi problemi ma che in Fulvio ha una persona competente, credibile, che ci mette la faccia e che ha coraggio in un momento di ‘palude’ della politica. I populisti sono bravissimi a trovare alibi e a dirsi contro qualcosa, difficilmente li vedrete dove c’è da risolvere un problema o prendersi delle responsabilità”.

A creare maretta è un abitante – da non molto, a suo dire – del quartiere Cogne, Giovanni Brunetti: “Ci sono stati molti miglioramenti nel quartiere, prima c’era la cooperativa degli anziani che qualcosa ha fatto e di soldi ne hanno presi parecchi, spendendo secondo me molto poco. Mi auguro che si prosegua così e si migliori, e dico al Sindaco ‘diamoci da fare, noi siamo contenti e ti daremo una mano’”.

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