Fase 2, Av e Uv soddisfatte per l’ordinanza. Rete Civica chiede un programma che superi l’emergenza

Dalla minoranza, invece, arriva la proposta di VdAlibra con Cognetta: "la cifra stimata degli aiuti alle categorie socio-economiche si attesta sui 600 milioni di euro. La speranza è che questo Governo regionale fantasma accolga tale richiesta".
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Politica

Si apre la “Fase 2” dell’emergenza da Covid-19, e cominciano le prime reazioni a caldo ella politica valdostana.

Agli strali lanciati dalla Lega che sostiene la “mala gestione” denunciata dai sindacati della sanità – fanno eco i movimenti che compongono la maggioranza di governo.

In primis Alliance Valdôtaine e Union Valdôtaine che accolgono con favore la nuova ordinanza del Presidente della Regione Testolin presentata ieri, che, scrivono, “costituisce un significativo passo in avanti verso il graduale recupero di una normalità che è stata brutalmente interrotta dalle restrizioni imposte dall’emergenza legata all’epidemia di Covid-19”.

“Con questa ordinanza, che introduce importanti novità, che segna la riapertura dei cantieri e va ad autorizzare l’attività motoria anche a distanza dalla propria abitazione e soprattutto in montagna – spiegano ancora Av e Uv –, si dà avvio alla fase 2 nella nostra regione, in modo autonomo e per quanto possibile programmato. Nei prossimi giorni, con l’aggiornamento della situazione epidemiologica, si affronteranno le iniziative da mettere in atto affinché l’apertura dei bar dei ristoranti e delle imprese turistiche, compresa la casa da gioco, avvenga il prima possibile”.

Rete Civica: “potenziare i i servizi territoriali”

Consiglio Regionale Chiara Minelli
I consiglieri regionali di Rete civica Minelli e Bertin

Rete Civica cerca di pensare al “qui e ora”, spiegando che “C’è la necessità di interventi immediati e precisi per gestire la situazione problematica e incerta di oggi e del prossimo semestre”, ma che “non bisogna porsi ora nell’ottica di disegnare l’assetto dei servizi sanitari nei prossimi vent’anni”.

Il riferimento è all’annoso progetto del nuovo ospedale regionale, tornato sulla bocca di molti durante questa emergenza. Rete Civica chiede di ragionare in prospettiva: “Occorre evitare di pregiudicare scelte strategiche con infelici provvedimenti contingenti che rischiano poi di diventare irreversibili e definitivi. Non è corretto porsi in quell’ottica perché una Giunta e un Consiglio in prorogatio e una Usl commissariata da due anni non possono decidere il futuro delle strutture sanitarie della Valle d’Aosta dei prossimi decenni”.

Per il movimento il “Parini” deve al più presto “tornare a svolgere le sue funzioni di Ospedale generale”, ma soprattutto Rete Civica indica un programma da qui a sei mesi che prevede: “una radicale innovazione dei servizi territoriali che restano la prima attività da potenziare”; una quantificazione della necessità di operatori medici, infermieri, Oss per procedere alle necessarie assunzioni in modalità rapida e senza previo esame di francese; “fornire a tutte le strutture assistenziali (micro, comunità per minori, per disabili ecc.) una direzione sanitaria unificata, in grado di impartire direttive e fornire materiali a protezione di ospiti e personale” e “stabilire chi programma, in caso di seconda ondata o nuovi focolai, l’approvvigionamento di Dpi e tamponi, in numero adeguato”.

L’unità di crisi è a tempo – chiude il movimento nella sua nota –, ma può essere superata da un’organizzazione più stabile e meno emergenziale”.

VdAlibra: servono 600 milioni per gli aiuti alle categorie socio-economiche

Cognetta Aggravi Consiglio regionale
Cognetta Aggravi Consiglio regionale

 Dai banchi della minoranza è invece VdAlibra a fare di conto, parlando degli aiuti alle categorie socio-economiche vessate dalla crisi economica a rimorchio di quella sanitaria.

Roberto Cognetta, che ha stilato una sintesi delle richieste di sostegno scrive: “Dalle audizioni svolte in seconda Commissione emerge che la cifra stimata degli aiuti richiesti si attesta, per ora, sui 600 milioni di euro, di cui 280 milioni in conto investimenti e 320 milioni in spesa corrente”.

“I primi 280 milioni di euro – prosegue Cognetta – possono essere reperiti tramite, ad esempio, l’emissione di strumenti di debito così come già proposto dal collega Aggravi (i ‘VdA bond’, ndr.); i restanti 320 milioni si possono reperire in parte con i risparmi e gli utili delle partecipate, parliamo di circa 160 milioni e i restanti 160 attraverso uno sforamento di spesa corrente da recuperare nei prossimi anni. In questo modo, se questa operazione venisse fatta in tempi brevi (diciamo tra maggio e giugno) si potrebbe salvare la nostra regione da un probabile crack economico fatto di chiusure, licenziamenti, emigrazione e soprattutto disperazione”.

“Le misure proposte, per me, sono tutte accettabili – chiude il Consigliere di VdAlibra –. Resta da definire il dettaglio dell’accesso alle misure che potrebbe essere fatto attraverso autocertificazioni. La speranza è che questo Governo regionale fantasma accolga tale richiesta: noi ce l’abbiamo messa tutta”.

A fargli eco dalla sua pagina Facebook è proprio il leghista Stefano Aggravi: “Oggi, come più volte sottolineato, il vero problema riguarda le risorse disponibili. Oltre all’utilizzo dell’avanzo (ma quanto?) avevamo già proposto, anche nell’ultimo Consiglio regionale, di poter dar corso ad un completo riaccertamento delle risorse disponibili ad oggi non spese. Sicuramente gli uffici stanno operando in tal senso, vedremo cosa quali novità porterà in audizione il Governo ‘superstite’”.

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