Il gruppo consiliare ritiene "sia necessario, anche in Valle d'Aosta, ragionare sulla riapertura cauta e regolamentata di alcune attività, facendo affidamento sul senso di responsabilità maturato tra la popolazione valdostana in questi quaranta giorni di epidemia".
Questo pomeriggio la II Commissione consiliare ha approvato la proposta di legge che stanzia 25 milioni di euro per un'ampia platea di soggetti "trasversale e inclusivo dei settori economici, attento alla continuità delle relazioni economiche tra le imprese e tra le persone, ma anche alle condizioni di vita delle famiglie".
Il movimento attacca sulla gestione dell'emergenza: "Siamo la peggiore regione d'Italia”. Poi sulle micro: "La sanità deve essere pubblica e la direzione univoca altrimenti i nostri anziani diventeranno una specie in via di estinzione, con buona pace della politica feudale".
Sollevati alcuni rilievi e criticità rispetto ad alcune delle misure ipotizzate. In mattinata nuova riunione della II Commissione che dovrà trovare un accordo per portare in aula il provvedimento.
La riapertura concernerà sia i lavori affidati a imprese esterne, sia quelli realizzati dagli operai forestali assunti a tempo indeterminato. Dopo le necessarie procedure per l’assunzione degli operai, saranno inoltre avviati in modo scaglionato i cantieri stagionali per la manutenzione delle aree verdi e delle foreste.
Nel mirino della consigliera Pulz finisce però in primis il presidente della Regione "con funzioni prefettizie che regge cinque Assessorati, senza mandato politico e senza squadra, un Presidente in comprensibile difficoltà che rifiuta ogni consiglio, che si arrocca nella sua solitaria tracotanza dicendo no alla proposta di rinforzare la Giunta"
Indennizzi che, spiega il movimento, andranno commisurati alla perdita di fatturato. Tra le proposte anche il taglio del 20% delle indennità di carica e sulla diaria dei consiglieri e del 30% per tutte le indennità di funzione, oltre all’azzeramento dei contributi mensili ai gruppi consiliari per almeno un anno.
Luca Ventrice ha intervistato il Sindaco Fulvio Centoz. Diversi gli argomenti trattati: dalla situazione del Capoluogo durante l'emergenza Coronavirus, alla sanificazione delle strade fino al servizio per la spesa alle famiglie aostane.
"I medici dell’Azienda Usl sono intervenuti più volte nella struttura impartendo tutte le disposizioni previste dai piani approvati dal Gruppo regionale medico specialistico. "
Così il senatore dell’Union Valdotaine e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie Albert Lanièce dopo l’approvazione da parte del Senato del decreto Cura Italia.
L'articolato è stato depositato oggi e prevede tra l'altro: la sospensione e il differimento del versamento di tributi regionali e locali e riduzione delle aliquote e tariffe; la costituzione di un Fondo di rotazione per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato a favore di aziende e professionisti con difficoltà di accesso al credito perché sprovvisti di garanzie; un indennizzo per la sospensione delle attività previste dal decreto del Dpcm 11 marzo.
L'Assessore alle Politiche sociali aggiorna i dati già forniti venerdì scorso, durante le Commissioni congiunte. Per il Servizio domiciliare i tamponi positivi sono stati sei tra gli utenti e tre tra gli operatori, tutti in isolamento.
L'assemblea del Capoluogo vota all'unanimità un ordine del giorno perché l'Amministrazione regionale lasci ai Comuni l'extra-gettito Imu. Per Aosta si parla di 7,7 milioni, che da piazza Chanoux vorrebbero liberare per usare sull'emergenza Covid-19.
Per la spesa per le famiglie in difficoltà è stata pioggia di richieste, con 350 chiamate in 4 giorni. Per le 152 spese fatte sono stati utilizzati 52mila euro sui 180mila anticipati al posto dello Stato. In piazza Chanoux si cercano nuove risorse.
A spiegarlo il Sindaco Centoz, facendo un confronto con i primi tre mesi degli scorsi anni: "A marzo 2020 i decessi sul Comune sono stati, tra residenti e non, 171, il doppio rispetto agli anni precedenti. Dall’8 marzo i residenti deceduti sono stati 51, e 26 nell’ultima settimana, 55 con i non residenti”.
Le mascherine della Protezione civile, in "tessuto non tessuto", aumentano. I volontari Ana non bastano più, ed il Comune chiede l'aiuto all'Esercito che mette a disposizione 4 squadre. Entro fine settimana tutta la città le avrà a casa.