Sentenza casinò annullata, i commenti alla decisione della Consulta

I primi commenti alla decisione della Corte Costituzionale che ha annullato la sentenza d'appello della Corte dei Conti sul Casinò .
Il Palazzo della Corte Costituzionale
Politica

Vanno dalla soddisfazione alla gioia i primi commenti alla decisione della Corte Costituzionale di annullare la sentenza d’appello della Corte dei Conti.  “Prendiamo atto della sentenza che accoglie quanto la Regione ha sostenuto in questi anni: la piena potestà dei Consiglieri regionali di espletare pienamente il loro mandato politico.”  – sottolinea il Presidente della Regione Erik Lavevaz  – “L’autonomia del Consiglio viene ribadita dalla Corte Costituzionale, che conferma la legittimità di quanto fatto dai Consiglieri e la facoltà del Consiglio di agire con una visione che non è meramente amministrativa, ma politica e strategica”.

“La sentenza della Corte Costituzionale è un fatto importante perché fa finalmente chiarezza sulle competenze che spettano al Consiglio regionale nell’esercizio delle sue funzioni, tracciando una demarcazione tra gli atti da considerare di indirizzo politico e quelli di natura amministrativa.  – il commento del Presidente del Consiglio regionale Alberto Bertin – Una sentenza che dà nuove certezze all’operato dei Consiglieri e alla loro autonomia decisionale. Si chiude oggi una vicenda molto complessa che si è trascinata per troppi anni e che ha avuto ripercussioni di ordine politico oltre che sul piano personale per i Consiglieri coinvolti.”

“Una decisione che restituisce dignità al Consiglio regionale e al ruolo di Consiglieri” scrive invece in una nota l’Union Valdôtaine. “Non ci resta che notare, con amarezza, come i Consiglieri coinvolti, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà, siano stati oggetto di accuse tanto feroci quanto infondate, debitamente amplificate dal tono esasperato di chi sfrutta i vari populismi , sempre più diffuso anche nella nostra Regione. Oltre alla gogna mediatica, contro gli imputati sono state adottate misure ingiuste e invasive, che hanno profondamente colpito la serenità della loro vita e quella delle loro famiglie. Ci auguriamo che questa triste pagina della storia della politica valdostana venga ora voltata per sempre e che si possa creare per il futuro un clima più sereno e propositivo”.

Soddisfazione arriva invece dall’ex Presidente della Regione Augusto Rollandin: “Finalmente dopo sette anni arriviamo ad una conclusione positiva. Ci hanno fatto tribulare sette anni, invece di rendersi conto che le decisioni assunte erano a favore della società e dei suoi lavoratori, interventi portati avanti per garantire la continuità del Casinò”.

Plaude alla decisione dalle pagine del suo blog l’Assessore regionale all’Istruzione Luciano Caveri: “Questa volta plaudo senza tentennamenti alla scelta, a garanzia della nostra Autonomia e del ruolo del Consiglio Valle e del Governo regionale, di incidere con forza in una vicenda lunga e travagliata, specie per chi l’ha vissuta sulla sua pelle, che ha riguardato un finanziamento al Casinò de la Vallée che era stato contestato dalla Corte dei Conti e oggetto di due sentenze di condanna.”

A commentare la sentenza è dalle pagine di Twitter anche il senatore valdostano Albert Lanièce che scrive: “Esemplare risposta a chi in Valle e fuori ha accusato con violenza la classe politica valdostana di incapacità e malafede, mentre si salvava un’azienda da 800 posti di lavoro”.

 

A gioire per la sentenza è anche il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Baccega, fra i condannati dalla sezione d’appello della Corte dei conti. “Oggi sono rinato per la seconda volta. La Corte Costituzionale ha annullato la sentenza della Corte dei Conti che mi condannava insieme ad altri colleghi per aver votato la delibera che ha salvato il Casinò e tutto quanto ruotava intorno. Sono stati cinque anni d’inferno e comunque…. giustizia è stata fatta. Ringrazio tutti coloro che nel tempo mi sono stati vicino e che mi hanno sempre sostenuto”.

Sulla stessa linea l’ex Presidente del Consiglio Valle e ora coordinatrice di Forza Italia Vda, Emily Rini. “Oggi finisce un incubo durato 5 lunghi anni. Giustizia è stata fatta.  La Corte Costituzionale ha riconosciuto la piena legittimità del nostro operato. Grazie di cuore ai tanti amici e conoscenti che mi sono stati vicini e che mi hanno supportata (e sopportata!) in questi anni difficili. Ho vissuto momenti e situazioni così complessi che non si possono raccontare a parole.”

Unico commento fuori dal coro è di Adu Vda. “La sentenza della Corte costituzionale, che annulla la sentenza (di appello) della Corte dei Conti sul Casinò, ricorda la differenza fra la responsabilità giuridica e la responsabilità politica.  – sottolinea in una nota il movimento – Se prendo il denaro della collettività e me lo intasco, incorro in una responsabilità giuridica; perché ho violato una norma che mi imponeva di non farlo. Se invece prendo il denaro della collettività e lo metto in una società pubblica che fa acqua da tutte le parti pur di tenerla in piedi, e senza preoccuparmi di riorganizzarla per non aggravare il danno, incorro in una responsabilità politica; perché non ho violato nessuna specifica norma. Chiarissimo”. L’invito a giudicare è quindi agli elettori. “Dopo la sentenza della Corte costituzionale, è chiaro che tocca a noi deleganti, agli elettori, giudicare. Non alla magistratura”.

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