Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 30 Gennaio 2021 15:30

“Sui sindaci responsabilità enormi”. Anche il Celva chiede di riformare il Testo Unico degli Enti Locali

Aosta - Dopo il "caso Appendino", condannata per i fatti avvenuti a Torino durante la finale di Champions League del 2017, i sindaci valdostani raccolgono l'appello dell'Anci. Manes: "Sui primi cittadini ricadono responsabilità enormi, anche rispetto a circostanze dove non abbiamo autorità

Il Presidente Cpel Franco ManesIl Presidente Cpel Franco Manes

Riformare il Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali, per liberare i Sindaci dal peso di responsabilità non proprie.

Anche il Celva, delegazione Anci della Valle d’Aosta, aderisce all’appello promosso dall’Associazione nazionale dei Comuni. L’iniziativa nasce dopo la condanna del sindaco di Torino, Chiara Appendino, per i fatti avvenuti in piazza San Carlo durante la finale di Champions League del 3 giugno 2017, quando 1600 persone rimasero ferite e due donne morirono poi in ospedale per le lesioni subite.

Franco Manes, presidente del Celva, è netto: “Nel rispetto del lavoro della magistratura, troppo spesso i sindaci rispondono personalmente e penalmente, per valutazioni non ascrivibili alle loro competenze. Questo perché il complesso normativo è di difficile applicazione, confuso, contradditorio e incomprensibile. Sui primi cittadini ricadono responsabilità enormi, anche rispetto a circostanze dove non abbiamo autorità. Noi sindaci di montagna lo sappiamo fin troppo bene. Per questo motivo è necessaria una seria modifica del Testo Unico degli Enti Locali, altrimenti non avremo più cittadini disposti ad assumere la carica di primo cittadino”.

Poi l’appello: “Chiedo a tutti i colleghi sindaci valdostani di aderire a questa iniziativa – chiude Manes -, attraverso l’apposito modulo che è stato trasmesso. Dobbiamo dare un segnale forte, a livello nazionale, per cambiare le cose”.

Uncem, Barocco: “Anche i grandi media nazionali si accorgono di cosa voglia dire fare il Sindaco”

Qualche giorno fa, a riguardo, si era espresso anche Giovanni Barocco, consigliere nazionale dell’Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani: “Adesso, dopo la condanna del Sindaco di Torino, anche i grandi media nazionali si accorgono di cosa voglia dire fare il Sindaco e di quali siano le responsabilità nell’amministrare una comunità grande o piccola che sia. In Valle d’Aosta, abbiamo già avuto casi di questo genere, ‘cade una pietra, un albero, scende una valangaè colpa del Sindaco!’. Ma bisogna anche essere sinceri, la Magistratura applica le leggi, questo è il suo compito. Le leggi però le scrive la Politica. Il Parlamento è il luogo dove si legifera per le norme di carattere nazionale. I Consigli regionali legiferano per quanto di loro competenza. Aumentano di giorno in giorno i ricorsi alla Corte Costituzionale. I Sindaci ed i Consigli comunali non hanno potestà legislativa, ma solo regolamentare, all’interno di settori ben definiti”.

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