Politica di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 25 Novembre 2020 11:12

Violenza sulle donne, Adu VdA: “Che fine hanno fatto i 90mila euro stanziati?”

Aosta - Nell'ambito della terza legge regionale di misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza da Covid-19, Adu Vda aveva presentato un emendamento, approvato all'unanimità, per implementare le misure di prevenzione della violenza domestica e di presa in carico delle donne. 

Consiglio regionaleConsiglio regionale

Dove sono finiti i 90mila euro dell’emendamento approvato a luglio, nell’ambito della terza  legge regionale di misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza da Covid-19? Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la domanda arriva dalla promotrice dell’iniziativa, l’allora consigliera regionale di Adu VdA, Daria Pulz. Le risorse chieste sarebbero dovute andare ad implementare le misure di prevenzione della violenza domestica e di presa in carico delle donne.

“La proposta di Adu Vda era stata accolta dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta all’unanimità. – ricorda il movimento dell’ex consigliera –  Questo risultato ci aveva fatti ben sperare sull’aumento di sensibilità della politica rispetto a un fenomeno che solo tramite il potenziamento delle strutture socio-sanitarie, accompagnato da un diffuso e capillare lavoro culturale e formativo, può essere contrastato e, infine, sconfitto”.

Adu VdA ricorda come “il lockdown prima e la zona rossa poi hanno significato” per le tante donne che subiscono violenza “dover rimanere in casa con il proprio aguzzino, paradossalmente per disposizione di legge. La situazione è così grave in Valle d’Aosta che – tra i tanti record negativi, come i contagiati e i morti rispetto alla popolazione e la perdita drastica di Pil che dà avvio a una
forte crisi socio-economica – registriamo un aumento esponenziale delle violenze di genere. Ogni denuncia, poi, risulta più complicata finché il sistema legato alla sicurezza dei cittadini ruota intorno al dramma della seconda ondata e le strutture sanitarie restano sotto evidente stress”.

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