Società di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 13 Aprile 2021 17:13

Al “Parini” il primo intervento cardiochirurgico in Valle con l’innovativa tecnica “Reducer”

Aosta - L’intervento di impianto percutaneo in seno venoso coronarico, eseguito solo in pochi Centri Cardiologici italiani ed europei, è stato effettuato il 9 aprile, nella Sala ibrida, su un paziente valdostano dall'équipe guidata dal dottor Scacciatella, direttore della Struttura di Cardiologia.

La Sala Ibrida polifunzionale del PariniLa Sala Ibrida polifunzionale del Parini

Un intervento cardiochirurico, eseguito per la prima volta nella nostra regione, con una tecnica innovativa utilizzata solamente in pochi centri italiani ed europei di riferimento.

Dopo la recente introduzione all’ospedale “Parini” del sistema di assistenza ventricolare Impella – il primo intervento è stato eseguito il 5 febbraio scorso, il secondo il 6 aprile, entrambi con successo -, è stata utilizzata per la prima volta in Valle un’altra tecnica fortemente innovativa di trattamento interventistico cardiologico.

La tecnica in questione è chiamata Reducer ed è rivolta ad una categoria di pazienti altamente complessi come quelli che presentano coronaropatia grave non rivascolarizzabile attraverso le tecniche tradizionali, come il bypass aortocoronarico o l’angioplastica.

“Ogni anno una percentuale variabile dall’1 al 5% dei pazienti con cardiopatia ischemica sottoposti a coronarografia presentano una malattia coronarica così grave ed estesa da non poter essere trattati – spiega il direttore della Struttura complessa di Cardiologia Paolo Scacciatella -. Questi pazienti, che presentano solitamente forme di angina pectoris invalidanti e sono costretti a frequenti ricoveri ospedalieri, vengono definiti no-option, ovvero senza opzioni terapeutiche. Questa terapia interventistica consiste nel posizionamento attraverso la vena giugulare destra di uno stent occlusore nel seno venoso coronarico ed è finalizzata ad aumentare la perfusione del microcircolo del cuore ischemico con conseguente miglioramento dei sintomi anginosi e della capacità funzionale”.

La tecnica Reducer, introdotta per la prima volta in uno studio sperimentale sull’uomo nel 2007, è stata validata negli anni successivi, in particolare con uno studio clinico randomizzato nel 2015, in seguito al quale ha ottenuto il marchio CE. Oggi il sistema è preso in considerazione nelle Linee Guida Europee per i pazienti con angina pectoris refrattaria.

L’intervento di impianto percutaneo di Reducer in seno venoso coronarico, attualmente eseguito solo in pochi Centri Cardiologici italiani ed europei, è stato effettuato venerdì 9 aprile su un paziente valdostano affetto da coronaropatia critica multivasale gravemente sintomatica e non rivascolarizzabile presso la Sala Ibrida dell’Ospedale Regionale dal dottor Scacciatella e dal dottor Francesco Pisano, responsabile del Servizio di Emodinamica e Cardiologia interventistica, coadiuvati dal dottor Marcello Giudice, responsabile del Servizio di Elettrofisiologia, e dal personale Tecnico ed Infermieristico del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia.

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