Aosta, nasce l’accordo Comune-Caritas per 50 pasti per i nuclei in difficoltà

La Giunta comunale ha approvato l'implementazione del servizio di mensa “Tavola amica” fornito dalla Caritas diocesana con l’aggiunta di una cena pronta, da asporto, per un massimo di 50 pasti-cena. L'investimento da parte del Comune è di 15mila euro.
Municipio di Aosta
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“La volontà di promuovere, valorizzare e sostenere il ruolo terzo settore come espressione organizzata di solidarietà sociale, ancor più importante e fondamentale in circostanze emergenziali come quella in corso”.

Questo il proposito alla base dell’accordo di collaborazione tra il Comune di Aosta e la Fondazione Opere Caritas onlus, approvata dalla Giunta del Capoluogo per implementare il servizio di mensaTavola amica” fornito dall’associazione della Caritas diocesana.

Accordo che verrà sottoscritto nei prossimi giorni e che prevede, a partire da lunedì 23 novembre e fino al 17 gennaio 2021, la distribuzione dei pranzi della “Tavola amica” sia implementata con l’aggiunta di una cena pronta – da asporto, insieme alla distribuzione del pranzo, anch’esso da asporto, a causa delle disposizioni di sicurezza legate all’emergenza da Covid-19 – per un massimo di 50 pasti-cena da offrire ai nuclei in difficoltà.

L’iniziativa – si legge in una nota dell’Amministrazione – intende contribuire all’attività della Fondazione in un momento in cui le ripercussioni economiche dell’emergenza epidemiologica hanno fatto registrare un aumento degli accessi alla mensa di via Abbé Gorret, che offre quotidianamente un pasto caldo a pranzo a persone che si trovano in situazione di grave povertà ed emarginazione, e che non possono usufruire di servizi alternativi sul territorio”.

L’investimento previsto da parte del Comune ammonta a 15mila euro.

La nostra volontà – spiega l’Assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati è di contribuire al servizio meritorio garantito dalla Fondazione Opere Caritas evidenziando, da un lato, il ruolo fondamentale che il terzo settore riveste quale elemento ormai indispensabile del sistema del welfare al fianco degli enti territoriali sempre più in difficoltà a causa della contrazione delle risorse disponibili e del contestuale aumento della platea di cittadini necessitanti sostegno, e in generale promuovendo dall’altro, azioni di giustizia sociale e di rispetto dei diritti di tutti, tra cui, come in questo caso, quello essenziale al cibo”.

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