Concorso pubblico per insegnanti, la parola passa alla Regione

Il bando è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale. Ora spetta all’amministrazione regionale decidere se e per quali classi di concorso sarà indetto anche in Valle d’Aosta. A breve un incontro con i sindacati.
Società

Per molti insegnanti è arrivata l’ora di rimettersi sui libri: il concorso atteso da ormai più di 13 anni si farà. Questo pomeriggio, infatti, il ministero ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando per l’assunzione di 11.542 docenti nel biennio 2013-2015. Come già preannunciato in diverse occasioni dal Ministro Profumo, il prossimo anno scolastico dovrebbero entrare in ruolo 7.351 professori (se i tempi saranno rispettati), mentre i restanti 4.191 dovranno aspettare l’anno successivo. Le nuove assunzioni serviranno a coprire il 50% del fabbisogno mentre l’altra metà resterà ad appannaggio delle graduatorie a esaurimento dei precari.

Il concorso: chi potrà partecipare e in che modo
La selezione sarà riservata quasi esclusivamente ai docenti già abilitati: potranno infatti partecipare anche  ha conseguito lauree quadriennali, quinquennali o superiori negli anni accademici dal 2001 al 2004, così come chi fosse già in possesso di un titolo di laurea, o di un diploma conseguito presso le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, gli Isef, alla data di entrata in vigore del Dm 460/1998. Il bando precisa inoltre, che non possono partecipare alla procedura i docenti che, alla data di pubblicazione dello stesso, siano già in servizio su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. Il personale già di ruolo non potrà quindi partecipare al concorso.

Le domande potranno essere presentate solo online, dal 6 ottobre al 7 novembre. A dicembre la prima prova preselettiva: 50 quesiti in 50 minuti, a risposta multipla. Poi il via agli scritti, che avranno carattere disciplinare, mentre la prova orale sarà strutturata su due livelli: una lezione simulata e una parte in cui il candidato interagirà con la commissione. Infine, la valutazione per titoli: una laurea da 110 varrà 2 punti; l’abilitazione conseguita tramite SISS 1,5 punti; la laurea triennale 1,5, il dottorato di ricerca 3 punti; l’abilitazione all’esercizio di una professione un punto; 0,20 punti al massimo per ogni articolo pubblicato. I vincitori del concorso saranno tenuti a una "ferma prolungata" nell’ambito provinciale per almeno 5 anni.

Cosa accadrà in Valle d’Aosta?
E’ ancora presto per dirlo, dato che sarà la Regione a decidere se e per quali classi di concorso il concorso sarà bandito in Valle d’Aosta. “In settimana ci sentiremo con i sindacati e analizzeremo a fondo il testo”, spiega senza sbilanciarsi la sovrintendente regionale agli studi, Patrizia Bongiovanni. Un primo commento lo rilascia invece Alessandro Celi dello Snals, che da una parte si dice “sollevato per il fatto che dal concorso siano esclusi gli insegnanti già di ruolo, così che non si ripresenti l’occasione per riciclare chi già sta lavorando”, ma che dall’altra invece esprime preoccupazione per “il forte rischio di veder lavorare, il prossimo anno, molta gente proveniente da fuori Valle, soprattutto per alcune classi come Italiano, a scapito dei giovani precari valdostani laureati dopo il 2003/2004 e non abilitati”. 

Altrettanto perplessa si è detta Katya Foletto della Cgil, soprattutto perchè "entrerà di ruolo soltanto chi vincerà il concorso: per gli altri partecipanti non è prevista nessuna graduatoria". Riguardo alle classi di concorso, invece, la Cgil aupsica che "i posti banditi siano decisi guardando al fabbisogno dei prossimi due, tre anni almeno. Ci aspettiamo quindi un coinvolgimento più ampio rispetto a quanto previsto ad esempio per i Tfa, limitati solo ad alcune classi".

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