Coronavirus, sono circa 500 gli operatori sanitari del “Parini” non vaccinati

"Non abbiamo ancora dato nessun aut aut e confido molto che il numero diminuisca molto in questi giorni", spiega il Direttore Usl Angelo Pescarmona. Il decreto legge del 1° aprile prevede, in caso di inadempienza, la ricollocazione o, in seguito, l'eventuale sospensione dal lavoro.
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Sono, al momento, circa 500 gli operatori sanitari dell’ospedaleParini” – che ricomprendono medici, infermieri, oss e personale amministrativo – ai quali non è stato ancora somministrato il Vaccino anti Covid 2019, a quasi un mese e mezzo dall’introduzione dell’obbligo definito nel decreto legge dello scorso 1° aprile.

Personale che, se non regolarizzerà le proprie posizioni nelle prossime settimane, rischia la ricollocazione o, in seguito, la sospensione dal lavoro senza stipendio.

Numeri confermati dal Direttore Usl Angelo Pescarmona, che spiega: “È ancora troppo presto, non abbiamo ancora dato nessun aut aut, e confido molto che il numero di chi deve ancora vaccinarsi diminuisca molto in questi giorni. È troppo presto anche per le motivazioni, quando passeremo a quell’aspetto verranno raccolte, anche gli eventuali certificati del medico curante che, come previsto dal decreto legge può sollevare ragioni dovute a problemi di tipo sanitario che impediscono il vaccino”.

Nel frattempo l’Azienda ha provveduto all’invio di una lettera di sollecitazione, anche se l’iter non è scontato: “La procedura è da definire – aggiunge Pescarmona –, quando avremo finito verranno offerti i cinque giorni per adempiere alla vaccinazione, altrimenti cominceranno le ricollocazioni che sono però anch’esse da verificare con i vari servizi, perché non tutte le professionalità si prestano ad essere spostate facilmente”.

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