Corte dei Conti, investimenti in Sanità congelati (anche) dal nuovo ospedale

A scriverlo è la Sezione di controllo valdostana nella sua Relazione sulla gestione del Servizio sanitario. Tra le criticità anche la Libera professione che non dovrebbe "generare perdite per l’Azienda", mentre le toglie 230mila euro.
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Tagli – per 2,22 milioni di euro dei contributi in conto esercizio – che però non hanno avuto influenza sulla spesa corrente, mentre destano qualche preoccupazione in più “gli effetti dei ritardi nell’erogazione dei finanziamenti in conto capitale” che continuano “a provocare la limitatezza di nuovi investimenti”.

A scriverlo è la Sezione di controllo valdostana della Corte dei Conti nella sua Relazione sulla gestione del Servizio sanitario relativa al bilancio 2017 dell’Usl. In particolare la sezione della Magistratura contabile – nelle sue conclusioni – segnala come “è ancora da sottolineare che l’utile d’esercizio, pari a euro 775 mila, è determinato dall’iscrizione di due sopravvenienze attive, in mancanza delle quali ci sarebbe stata una perdita d’esercizio”.

Investimenti congelati (anche) dal nuovo ospedale

In chiusura di relazione la Corte dei Conti spiega perché il calo degli investimenti rischi di mettere in pericolo la qualità del Servizio sanitario: “In estrema sintesi – si legge nel documento –, la Sezione rileva che il continuo taglio dei trasferimenti regionali e l’avvenuta canalizzazione su altri settori delle somme destinate agli investimenti in ambito sanitario, tra cui l’edificazione del nuovo ospedale, stanno producendo un congelamento dei predetti investimenti con effetti di non poco rilievo sul mantenimento degli standard qualitativi necessari alla tutela della salute pubblica”.

Residui passivi ancora da smaltire

I dati di rendiconto, che vedono “i residui passivi accertati al 1° gennaio 2017 ammontanti a euro 67.072.811,38”, scrive la Sezione controllo, “sono stati cancellati per euro 1.381.704,63 e pagati per euro 23.925.944,87; pertanto, il 62,26 per cento (euro 41.765.161,88) dei residui presenti a inizio esercizio rimane ancora da smaltire”.

Milione di euro che, si legge nel documento, “è riferito all’eliminazione del contributo alla Fondazione della Regione Valle d’Aosta per la ricerca sul cancro”.

Un “risultato operativo” peggiore

“La gestione caratteristica dell’Azienda Usl, nel 2017, è peggiorata rispetto al 2016, con una riduzione del risultato operativo che passa da 8,67 a 7,45 milioni (-1,21 milioni, pari a -13,98 per cento)”.

La nota positiva, per la Sezione controllo, c’è: “Sempre in relazione al valore della produzione, si segnala l’incremento dei ‘ricavi per prestazioni sanitarie e sociosanitarie a rilevanza sanitaria’ (da 16,42 milioni nel 2016 a 16,63 milioni nel 2017 a: +210 mila euro, pari a +1,28 per cento) e delle ‘compartecipazioni alla spesa per prestazioni sanitarie – ticket’ (da 8,24 milioni nel 2016 a 8,34 milioni nel 2017: +98 mila euro, pari a +1,19 per cento).

Tra i costi di produzione, poi, aumentano gli acquisti di beni, gli acquisti di servizi non sanitari e gli accantonamenti, mentre si riducono gli acquisti di servizi sanitari, i costi del personale e gli ammortamenti.

La libera professione che danneggia l’Azienda

Dall’analisi dei dati sulle prestazioni sanitarie erogate in regime di intramoenia – ovvero la Libera professione “fuori dalle mura” ospedaliere – la Sezione rileva che “anche per il 2017 resta disatteso il principio secondo il quale tale attività non deve generare perdite per l’Azienda, le quali, per l’esercizio in esame, sono invece quantificate in euro 230.000, in miglioramento (257.000 mila euro, pari a 52,77 per cento) rispetto al 2016, quando ammontavano a euro 487.000”.

Un “apparente miglioramento” determinato “principalmente dalla mancata iscrizione dell’indennità di esclusività medica tra i costi” che sarebbero quindi sostenuti “dall’Azienda a prescindere da qualsiasi altra considerazione. L’indennità di esclusività è infatti una indennità di natura contrattuale e pertanto decisa a livello centrale ed il costo come sopra determinato prescinde totalmente dall’esercizio e dai volumi della libera professione intramuraria”.

La spesa per il personale e l’aumento dei “contratti atipici”

Per il personale la Sezione controllo segnala la diminuzione di spesa, che deriva dalla diminuzione dei finanziamenti. Al contempo, dalla Magistratura contabile arriva una segnalazione più critica: “Nonostante la possibilità di nuove assunzioni, si registra un aumento dei contratti atipici, talché il costo del personale non dipendente evidenza un incremento di 1,09 milioni (passando da 8,59 milioni del 2016 a 9,67 milioni del 2017)”.

“In particolare – si legge ancora nella relazione –, mentre il costo del ‘personale somministrato – area sanitaria’ diminuisce di 282 mila euro (passando da 2,7 milioni nel 2016 a 2,42 milioni nel 2017), il costo del ‘personale somministrato – area non sanitaria’ aumenta di 600 mila euro (passando da 4,22 milioni nel 2016 a 4,82 milioni nel 2017). Si rileva inoltre un aumento del costo del personale dirigente medico veterinario in regime di libera professione, pari a 811 mila euro (passando da 1,16 milioni nel 2016 a 1,97 milioni nel 2017)”, con la Corte che “auspica un intervento risolutivo con riguardo alla gestione del personale”.

Diminuisce la spesa farmaceutica, ma solo quella “convenzionata”

“Dai dati di bilancio – scrive ancora la Sezione controllo – risulta che la spesa farmaceutica complessiva presenta, nel 2017, una diminuzione del 3,28 per cento rispetto al 2016, passando da 34,33 a 33,2 milioni (-1,13 milioni). Dall’analisi delle singole voci che compongono la spesa farmaceutica complessiva risulta che solo la spesa farmaceutica convenzionata presenta una riduzione (da 16,32 a 15,56 milioni: -4,68 per cento), mentre tutte le altre tipologie di spesa presentano un aumento”.

Un limite sorpassato che però la Corte dei Conti non mette in discussione dal momento che: “come correttamente segnalato dalla Regione, il tetto per la spesa farmaceutica per acquisti diretti risulta superato se si considera l’acquisto di farmaci innovativi oncologici e non oncologici, acquisto per cui la medesima non usufruisce dei fondi per i medicinali innovativi”.

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