Comincia con dieci posti auto la “nuova vita” dell’area ex Eni di via Saint-Martin

La proiezione ne prevede circa 60, ma comincerà con 10 posti auto a pagamento la sperimentazione dell’area di via Saint-Martin-de-Corléans - in cui vent'anni fa c'era un distributore - come parcheggio pubblico. L’obiettivo, tranni eventuali intoppi, è di aprire tra circa un mese.
Area ex Eni in via Saint Martin de Corléans
Società

Acquistata nel giugno 2024 dal Comune di Aosta, l’area ex Eni di via Saint-Martin-de-Corléans si prepara – come dal piano dell’Amministrazione scorsa del capoluogo – a diventare un parcheggio pubblico.

La proiezione definitiva – diceva in Consiglio comunale l’assessore ai Lavori pubblici Cometto – parla di circa 60 posti auto a pagamento. Per ora, si parte con una sperimentazione. In un’ordinanza, il dirigente della Polizia locale Fabio Fiore, si legge infatti che si prevede “l’istituzione provvisoria e temporanea di 10 nuovi stalli di sosta a pagamento”.

Definite anche le tariffe. Quella oraria sarà di 1.40 euro con somma minima 0.70 euro per 30 minuti, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 12.00 e dalle 14 alle 18 festivi esclusi. Tariffe definite in base al fatto che – si legge ancora nell’ordinanza – “in quella zona della città (via Chaligne) la sosta è a pagamento, e, pertanto, questi ulteriori stalli costituiscono un completamento dell’offerta di sosta a pagamento nei paraggi del presidio ospedaliero”.

Al suo interno, saranno istituiti anche due stalli di sosta riservati ai veicoli al servizio di persone con disabilità.

A gestire l’area sarà l’Azienda pubblici servizi Aosta. Il provvedimento dà ora mandato “ad Aps spa di tracciare la segnaletica orizzontale e di posizionare quella verticale secondo le modalità previste dal Regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice della strada”.

Il pagamento della sosta nell’area in argomento “decorrerà non appena saranno operativi i sistemi di pagamento e la segnaletica”. Anche se, prima di aprirla all’utilizzo – fanno sapere dall’Assessorato ai Lavori pubblici –, serve ancora qualche intervento. Infatti, da quando Aps realizzerà la segnaletica orizzontale occorrerà allargare l’ingresso – un lavoro che sarà in capo all’Officina comunale – e rimuovere le recinzioni sul perimetro. L’obiettivo, scongiurando eventuali intoppi, è di aprire in circa un mese.

Già tredici anni fa, nel 2013, il Comune aveva tentato l’acquisto dell’area. In realtà, però, gli anni sono più venti da quando il distributore di benzina è stato dismesso. Era il 2004.

Il Comune di Aosta acquista l’area Eni di via Saint-Martin. Nasceranno 60 parcheggi

26 giugno 2024

L'area Eni di via Saint-Martin-de-Corléans
L’area Eni di via Saint-Martin-de-Corléans

Gli anni sono stati parecchi. Undici, per la precisione. Undici anni da quel 2013, dal tentativo del Comune di Aosta di acquistare l’area Eni di via Saint-Martin-de-Corléans. In realtà, però, gli anni sono venti da quel 2004, quando il distributore di benzina è stato dismesso.

Lì dovrebbe – il condizionale, per il momento, è d’obbligo – vedere la luce un parcheggio pubblico, a pagamento, da circa 60 posti. Con un prezzo già stampato nero su bianco: 140mila euro.

Oggi, la delibera è passata all’unanimità in Consiglio comunale: “Tentiamo di portare a termine un iter voluto dall’allora sindaco Giordano, che si arrestò per questioni finanziarie nella consiliatura seguente – ha detto in Aula la vicesindaca Josette Borre –. Aggiungiamo quindi posti auto in via Saint-Martin, speriamo nel più breve tempo possibile. La delibera indica la fine dell’anno come termine dell’iter amministrativo”.

Un nuovo collegamento?

Alle richieste, più tecniche, dell’opposizione sul futuro dell’area risponde invece l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto: “Una volta entrati in possesso faremo rapidamente i primi approfondimenti per valutare se, da subito, si potranno inserire subito una dozzina gli stalli. Poi, si dovrà pensare al progetto più generale di sistemazione globale dell’area. E, visto che arriva fino a via Abbé Gorret, si potrà immaginare anche un passaggio pedonale o ciclopedonale per arricchire la permeabilità della zona. Cadrà così una piccola barriera e si creerà un nuovo passaggio, utile a tutta la zona”.

E l’idea della farmacia?

A ricostruire lo storico è il protagonista dell’epoca, quando indossava la fusciacca tricolore della città, Bruno Giordano: “Non posso che dirmi contento, ma rimango della mia idea – ha detto, annunciando il voto a favore “per coerenza” –. Allora avviai una trattativa riservata con l’Amministrazione regionale perché, a tutt’oggi, la zona vede la carenza di una farmacia pubblica, quella che noi chiamavamo ‘farmacia dell’ospedale’. E nella progettazione del nuovo nosocomio non ne è prevista nessuna”.

Dai banchi della Lega, il capogruppo Sergio Togni, aggiunge: “Vorrei un bel progetto, con degli alberi. Anche perché la è zona carente di verde che ombreggi le auto in sosta, e magari con qualche aiuola. Si può anche mettere un disco orario come in via Battisti, di mezzora, che determina un certo tipo di rotazione senza prelevare dei soldi dalle tasche degli utenti. E si possono pensare anche posti interrati per aumentarne la capacità”.

Un’area in divenire

Alle questioni esplicitate da Giordano, ma anche dalla consigliera Roberta Carla Balbis (La Renaissance) – che lamenta la mancanza di progettualità da parte di questa Amministrazione -, replica direttamente il sindaco Gianni Nuti. E parla di un’area, sì, che cambia, ma soprattutto che può cambiare ancora domani.

“In quell’area le esigenze di sosta sono la priorità – ha detto il Primo cittadino -. E devono essere a rotazione, perché l’idea è quella di creare le condizioni affinché si vivacizzi l’area che sarà soggetta ad intervento edilizio grande per la realizzazione del nuovo padiglione dell’ospedale. Ci sarà un cantiere, ci saranno esigenze indirette dell’azienda sanitaria. E vogliamo che, in occasione della riconversione dell’area del nuovo ospedale, questo sia incentivo per il commercio limitrofo per ritrovare una nuova vitalità”.

“Nel progetto del nuovo ospedale è previsto il raddoppio dei parcheggi in struttura – ha aggiunto Nuti -. Quando questo progetto sarà tangibile si potrà ripensare l’area in un’ottica dipolmone verde‘. Ma oggi la priorità è questa. La città cambia: oggi ha delle esigenze e domani altre“. E sulla possibile farmacia la posizione è simile: “Lasciamo aperte le ipotesi. Ce ne sono anche di internalizzazione di una farmacia nel nuovo ospedale. Così, quell’area si può ripensare. Per noi l’esigenza oggi è acquistare il bene. Chi verrà dopo di noi pianificherà in modo differente rispetto alle esigenze della città”.

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La storia è lunga e piena di progetti, ipotesi, interlocuzioni annose. Ma da oggi, forse, con un punto fermo. Nel Consiglio comunale di Aosta, l’occasione è quella della discussione sulla delibera sulla zonizzazione delle farmacie del capoluogo, quando il consigliere Bruno Giordano, Lega, chiede lumi sulla possibilità di utilizzare l’area di proprietà Eni in via Saint-Martin-de-Corléans, che diverso tempo fa ospitava un distributore di benzina e che è ancora oggi in stato di abbandono, per collocare la farmacia dell’ospedale.

In risposta, l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto, spiega: “Da parte dell’Amministrazione c’è la disponibilità all’acquisto dell’area, da sfruttare anche per una parte di pista ciclopedonale per via Abbé Gorret. Abbiamo fatto richiesta di disponibilità all’Eni, e abbiamo ritenuto l’offerta fatta decorosa. Ci si sta muovendo per l’acquisizione. Spero a breve, addirittura entro l’anno”.

Qualcosa in più la aggiunge il sindaco Gianni Nuti: “Questa suggestione ci era stata lanciata un anno e mezzo fa. L’avevamo subito colta e iniziato un’interlocuzione a suo tempo. Ci era stato detto, allora, che un privato era interessato all’acquisto, cosa che ci ha lasciato in stand by. Siamo poi tornati a farci avanti quando il privato si è dileguato”.

Riguardo la possibilità di un’eventuale farmacia a servizio del “Parini” in quell’area Nuti spiega: “Faremo delle valutazioni serie. Avendo questo tipo di zonizzazione non servirebbe neanche un accordo preventivo con l’Usl, ma si potrà interloquire per l’edificazione. Ma, di fatto, potremmo anche agire indipendentemente dall’assenso dell’Azienda. Una volta acquisita l’area faremo le valutazioni, anche condivise, sulla praticabilità di questa idea”.

3 risposte

  1. “… e, pertanto, questi ulteriori stalli costituiscono un completamento dell’offerta di sosta a pagamento nei paraggi del presidio ospedaliero”.
    In attesa di quelli gratuiti, vero?!

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