Libera lancia l’allarme sul gioco d’azzardo online in Valle: “Tocca quota 146 milioni di euro”

A spiegarlo Maria José Fava della direzione nazionale di Libera durante la presentazione del dossier Azzardomafie 2025. La Valle segue il trend nazionale sul gioco fisico, con circa 56 milioni di euro, ma preoccupa l'online e il dato del gioco pro capite ad Aosta.
La presentazione del dossier Azzardomafie di Libera Valle d'Aosta
Società

Libera VdA “dà i numeri” e sono numeri da capogiro che fotografano una situazione preoccupante circa il rapporto che gli italiani, e i valdostani, hanno con il gioco d’azzardo.

Il dossier Azzardomafie 2025 di Libera analizza il legame tra gioco d’azzardo legale, dipendenze e criminalità organizzata in Italia, evidenziando come nel 2024 siano stati giocati oltre 157 miliardi di euro, con una netta prevalenza dell’online sul gioco fisico.

Circa 18 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta nell’anno, mentre si stima che circa 1,5 milioni di persone siano giocatori patologici e altre 1,4 milioni a rischio moderato, con ricadute che coinvolgono indirettamente milioni di familiari in termini di indebitamento, conflitti e disagio sociale: “È un argomento estremamente importante e delicato – sottolinea Gian Maria Sertorio, questore di Aosta -. Il lavoro di Libera è certamente più complesso al Nord, dove il primo grande ostacolo è cercare di far capire al tessuto socio-economico il contesto delle organizzazioni criminali e il loro funzionamento e quanto queste siano radicate anche sul nostro territorio. Sicuramente le cose più difficili da combattere sono il disinteresse delle persone e il grado di distacco che sentono nei confronti di questo argomento”.

Il rapporto, basato anche sui dati della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, documenta dal 2010 al 2024 il coinvolgimento di 147 clan mafiosi nel settore del gioco, legale e illegale, in 16 regioni e in inchieste condotte da 25 procure antimafia, mostrando come le organizzazioni criminali utilizzino il comparto per riciclaggio, controllo del territorio e infiltrazioni nelle concessioni.

Le richieste di Libera

Tra il 2023 e il 2025 sono state emesse diverse interdittive antimafia verso imprese del settore e si registrano episodi di minacce e intimidazioni legate al controllo delle attività. Libera critica una normativa giudicata frammentata e insufficiente e propone il rafforzamento dei controlli, maggiore trasparenza nel sistema delle concessioni, il ripristino dell’Osservatorio nazionale su azzardo e dipendenze, più poteri agli enti locali e lo stop totale alla pubblicità del gioco, sostenendo che l’attuale modello favorisca un’espansione dell’offerta non adeguatamente bilanciata da tutele sociali e sanitarie.

La situazione in Valle d’Aosta

La presentazione del dossier Azzardomafie di Libera Valle d'Aosta

E in Valle d’Aosta? La situazione valdostana si presenta in linea con il trend nazionale sia in fatto di numeri, sia per quanto riguarda le modalità di gioco, come analizza Maria José Fava della direzione nazionale di Libera: “Nella vostra regione il giocato fisico arriva a circa 56 milioni di euro, ma il dato davvero clamoroso è quello del giocato online che tocca quota 146 milioni di euro. Ricordiamoci anche che chi gioca qualche volta vince, ovviamente, ma non è mai una vera vittoria, perché è semplicemente un rientro parziale di quanto si è speso”.

“Inoltre – aggiunge -, va ricordato sempre che la perdita più grande è quella dello Stato in termini sanitari, sociali e culturali. E la collettività si impoverisce economicamente poiché questi soldi persi non vengono reinvestiti. Bisogna anche tenere conto che le organizzazioni criminali, la cui prima attività è la droga, riescono, attraverso il gioco d’azzardo non solo ad arricchirsi, ma anche a riciclare in maniera semplicissima i loro soldi, togliendoli dal circuito illegale con una facilità disarmante visti i controlli pressoché assenti in questo campo”.

Il gioco pro capite valdostano si attesta intorno ai 1.172 euro, al di sotto della media italiana che è di 2.250 euro circa. Ma i dati di Aosta fanno comunque suonare più di un campanello d’allarme: “Nel capoluogo di provincia si giocano circa 74 milioni di euro, se ne vincono 68 e se ne perdono 6 e il gioco pro capite arriva a 2.235 euro a persona – continua Fava -. Va poi contestualizzato, considerando che la Valle non ha più slot machine e quindi questi numeri si alzano solo facendo il calcolo di Gratta&Vinci, Lotto e Superenalotto. Sicuramente per la Valle d’Aosta bisogna tenere conto anche dell’influenza culturale che il Casinò ha avuto e ha sulla popolazione”.

Una regione slot machine free, la Valle d’Aosta, ma con una spaventosa mania per i Gratta&vinci che desta preoccupazione, se si pensa che è un’attività che non conosce età, come spiega Bruno Trentin dell’Associazione Miripiglio – SOS Gioco d’Azzardo, che plaude a una legge regionale “ben fatta, che può comunque essere migliorata” e che si rammarica però per una mancanza di anticorpi civili: “La reazione che la società civile ha nei confronti di un tossico per strada, che sta male o assume comportamenti non consoni, è quella di intervenire, ed è giustissimo, ma non accade lo stesso quando siamo di fronte a una persona evidentemente e palesemente ludopatica”.

“Perché – si chiede ancora Trentin -? Perché è un comportamento che ci sembra normale, che ormai abbiamo interiorizzato e che non desta nessuna reazione. Questo è gravissimo se si pensa che gli italiani giocano in media 240mila euro al minuto. La legge regionale ci ha dato un grande aiuto togliendo dalla quasi totalità degli esercizi commerciali le slot machine (in Valle d’Aosta rimangono attive tre sale gioco, a Morgex, ad Aosta e ad Antey nda.), ma questo ha comportato che quei giocatori si spostassero su altri giochi, specialmente sul Gratta&Vinci che a oggi rappresenta il problema maggiore. Ricordiamo anche che per ogni giocatore patologico conclamato, ce ne sono due sommersi che ancora non hanno trovato la forza e il coraggio di farsi aiutare”.

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