Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 28 Aprile 2020 14:49

Microcomunità di Doues, 17 positivi su 18: “Situazione delicata ma sotto controllo”

Doues - A spiegarlo il Presidente dell'Unité Grand-Combin Joël Créton: "La struttura è ‘ospedalizzata’ e in sicurezza. Abbiamo un ospite negativo che sta passando un ‘isolamento al contrario’, gli altri sono in condizioni non gravi”. E intanto ci sono i primi ospiti guariti.

La microcomunità di DouesLa microcomunità di Doues

“La situazione alla microcomunità di Doues è delicata, perché abbiamo tutti gli utenti contagiati tranne una persona. In una prima fase stavamo ragionando sul fatto di allontanarla, ma cominciamo ad avere dall’ospedale anche i primi guariti negativizzati’ al virus, che se torneranno a Doues andranno in isolamento. È una situazione delicata ma è anche sotto controllo, grazie alle nostre Oss e al supporto medico e geriatrico”.

A spiegarlo è Joël Créton, Presidente dell’Unité des Communes Grand-Combin, parlando della microcomunità che vede 17 ospiti risultati positivi al Covid-19 su 18 totali: “La struttura è ‘ospedalizzata’ e in sicurezza, con i percorsi delineati secondo le indicazioni sanitarie. Abbiamo un ospite negativo che sta passando un ‘isolamento al contrario’, gli altri sono in condizioni non gravi”.

Créton che, da coordinatore dei Presidenti delle Unités, spiega anche: “Nelle strutture pubbliche, tranne una fase iniziale molto complessa, il sistema delle microcomunità pubbliche ha retto, anche perché abbiamo sempre lavorato seguendo le indicazioni sanitarie che ci sono state date, e con personale osa qualificato e formato”.

Strutture che stanno facendo i conti con la “fase 2”: “È stato fondamentale chiudere alle visite, perché ad oggi nessuno, se non gli operatori, può entrare in una struttura – chiude Créton -. Io penso che per le strutture dedicate agli anziani ci vorrà ancora un mese, dopo il 4 maggio, per aprire parzialmente alle visite dei parenti, che dovranno stare rigorosamente a distanza essendo gli ospiti in fascia a rischio, e non tutte le strutture hanno gli spazi necessari per gestire le visite in questo modo”.

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