E’ attesa per questo pomeriggio alle 17 la decisione del tribunale di Aosta, chiamato ad esprimersi sul ricorso contro il referendum che si oppone alla costruzione del pirogassificatore in Valle d’Aosta. L’udienza è iniziata alle 13.15 ed è stata sospesa poco prima delle 15 per consentire l’esame del dossier in camera di consiglio. Da una parte, i legali dell’Associazione nazionale imprese difesa ambiente (Anida) e di Noy Ambiente e Rea Dalmine Spa (due delle imprese che si sono aggiudicate all’appalto) avevano chiesto al giudice Paolo De Paola un "provvedimento urgente per sospendere la consultazione del prossimo 18, novembre nell’attesa di una sentenza nel merito contro la proposta". Dall’altra parte, a costituirsi in giudizio oggi c’era Valle virtuosa, che ha raccolto 7.000 firme per il referendum.
Un mese fa il Tar di Aosta aveva giudicato inammissibili i ricorsi di Asso Consum Onlus e dall’Anida per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Per i ricorrenti, che provano a giocare l’ultima carta a disposizione per impedire lo svolgimento della consultazione popolare, la proposta di legge per la quale Valle virtuosa ha raccolto le firme ha carattere di tutela ambientale e non può quindi essere ammessa in base alla legge regionale n. 3 del 2003 che disciplina l’iniziativa legislativa popolare. La Commissione Regionale per i procedimenti referendari e d’iniziativa popolare – contro cui è stato presentato il ricorso – aveva invece stabilito che ‘’la ratio principale della proposta di legge in questione è la tutela della salute”, ambito, quest’ultimo, in cui è invece ammissibile il referendum.


