Rollandin si è ritirato alle 19.30 circa a Niel. Nel frattempo ieri sera sono arrivati a Courmayeur il francese Jean-Claude Mathieu, quarto, il giapponese Ono Masashiro, quinto e lo spagnolo Pablo Criado Toca, sesto.
La campionessa azzurra ha ventilato la possibilità di ritirarsi dal nuoto durante la conferenza stampa della Nazionale maggiore di nuoto che, per il sesto anno consecutivo, ha scelto la cittadina termale per iniziare la sua stagione.
Dopo una notte di attesa intorno alle 8.30 di mattina è arrivata la decisione dell'organizzazione: la gara è annullata " per le condizioni meteo in peggioramento".
“La nostra priorità è sempre stata l’incolumità dei corridori – ha spiegato – e in alcune situazioni bisogna considerare un gran numero di fattori per far sì che la corsa possa essere portata al termine". Premiazione anticipata a domani alle 17.
Il 20 settembre alla piscina coperta la kermesse del Triathlon. Franco Cossard: “Per noi sarà l’occasione per far conoscere al largo pubblico uno sport spesso considerato di nicchia”.
La svizzera è in crisi da ieri notte, quando ha avuto problemi di stomaco. Il sorpasso è avvenuto questa mattina subito dopo il rifugio Cuney. Tra gli uomini ultimi km per Patrick Bohard, previsto al traguardo di Courmayeur intorno alle 16.30.
"La prima notte, lungo la discesa dal Col Loson: c'era la neve e tantissima nebbia, tanto che non si vedeva il tracciato della corsa", ci ha spiegato subito dopo aver tagliato il traguardo.
Il francese di Villers-le-Lac ha chiuso la corsa oggi alle 18.20. Con i suoi 51 anni è l’atleta più anziano ad aggiudicarsi l’endurance trail più duro del mondo. Dietro di lui Gianluca Galeati e Christophe Le Saux.
Il francese è a un passo dalla vittoria della sesta edizione dell'endurance trail più duro del mondo: dovrà guardarsi dalla fatica, dal maltempo e dalle insidie riservate ai corridori dall'ultima salita della corsa.
Accompagnato dalla moglie, dal fratello e da molti amici, Francis non riusciva a nascondere l'emozione. "Mi tremano le gambe" ha scherzato poco prima di iniziare il Tor seguendo il francese Patrick Bohard.
L’Alta Via numero uno, nonostante la lunga e faticosa salita fino a Gressoney, attraverso la Valle del Lys, non regala per il momento grandi sorprese. In testa alla corsa, infatti, si continua a parlare francese.
Dan Doherty, 36enne irlandese, era terzo in classifica al passaggio alla base vita di Valtournenche, dietro all'imprendibile Bohard e all'altro francese Le Saux. Troppo forte il dolore al ginocchio per continuare.
"Freddo e maltempo, il rischio è di farsi male". Così il Presidente della Regione prima di arrivare alla base vita di Donnas interviene nel dibattito sulle condizioni di sicurezza della competizione.
Bohard è apparso provato ma comunque lucido. Assistito come sempre dalla moglie, ha mangiato ed è ripartito. Secondo Le Saux, terzo Doherty, quarto Galeati. Sei valdostani nei primi cinquanta in classifica.