“Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori”. È questo il messaggio lanciato da Coldiretti che lunedì, prossimo, 27 aprile, tornerà al Brennero per fare sentire la sua voce. Annunciata anche la presenza di una nutrita delegazione dalla Valle d’Aosta guidata dalla presidente regionale Alessia Gontier e dal direttore Elio Gasco.
“Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti – si legge in una nota –. Una situazione che, unita all’ingresso di prodotti dall’estero presentati come italiani senza esserlo, rischia di mettere in crisi la produzione nazionale di cibo sano e di qualità, favorendo al contempo la diffusione di alimenti ultra-formulati”.
La manifestazione “si terrà nel luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese, a difesa del reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo sicuro e senza inganni – scrive ancora Coldiretti –. L’obiettivo è garantire piena trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti e chiedere la modifica della norma del codice doganale che, attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale, consente di far diventare italiano un prodotto che italiano non è”.
La mobilitazione sarà anche “l’occasione per rilanciare un risultato storico: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta Legge Caselli, ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie”.
