Piano dei rifiuti in scadenza, le associazioni chiedono di convocare con urgenza l’Osservatorio

A scriverlo, Legambiente VdA, La Valle non è una discarica, Valle Virtuosa, il comitato Discarica sicura, Isda VdA e Attac VdA che parlano di "criticità strutturali che rendono indispensabile riattivare il ruolo dell’Osservatorio regionale dei rifiuti".
Il lavori alla discarica di Brissogne - Foto di Stefano Jeantet
Ambiente

Le associazioni ambientaliste valdostane ritengono “urgente e non più rinviabile la convocazione dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, che dovrebbe essere convocato almeno tre volte all’anno ma che nel 2025 si è riunito solo una volta il 16 luglio”.

A scriverlo, in una nota, Legambiente Valle d’Aosta, La Valle non è una discarica, Valle Virtuosa, il comitatoDiscarica sicura di Pompiod”, Isda VdA e Attac VdA.

“Il Piano regionale di gestione dei rifiuti 2022/26 è prossimo alla scadenza – scrivono – e la definizione del nuovo Prgr 2027/31 richiede scelte fondate su dati verificabili, coerenza normativa e un confronto pubblico serio, attento e trasparente, in linea con il Piano nazionale di gestione dei rifiuti, con la regolazione Arera e con gli indirizzi europei”.

Le criticità segnalate

Da un documento di analisi condiviso tra le associazioni “emergono criticità strutturali che rendono indispensabile riattivare il ruolo dell’Osservatorio”. Tra questi, vengono segnalati:

  • il progressivo indebolimento dell’Osservatorio, dovuto a convocazioni saltuarie, accesso limitato ai dati ed esclusione dai processi decisionali più rilevanti;
  • la mancanza di trasparenza su elementi fondamentali, quali il Piano Economico-Finanziario e il project financing di EnVal, la qualità dei flussi dei rifiuti e i ricavi derivanti dal conferimento al Conai dei materiali differenziati riciclabili;
  • un sistema tariffario rigido, basato per contratto su due sole tariffe fisse – una per l’indifferenziato ed una per tutti materiali differenziati – indipendentemente dal flusso di appartenenza e dalla qualità dei rifiuti, che non incentiva la qualità della raccolta, non applica pienamente il principiochi inquina paga” e non risulta coerente con la regolazione Arera;
  • il mancato avvio di centri di compostaggio decentrati di comunità e presso le aziende agricole, propedeutici alla chiusura del ciclo della Frazione organica solida urbana (Forsu) in Valle d’Aosta, come suggerito dal Prgr e dal Pngr (principio dell’impianto minimo), con conseguente aumento dei costi e degli impatti ambientali;
  • un assetto contrattuale che attribuisce alla discarica un ruolo strutturale a servizio dell’impianto, impedendone l’utilizzo come risorsa pubblica residuale.

Secondo le associazioni ecologiste, “tali elementi non rappresentano singole disfunzioni, ma effetti sistemici che rischiano di subordinare la tutela dell’ambiente, la salute e l’equità per i cittadini a logiche di stabilità economico-finanziaria, anziché orientare il sistema verso una progressiva sostenibilità”.

Il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti

Poi, nella nota vengono elencate le nuove priorità, in ordine gerarchico, che il prossimo Piano regionale di gestione dei rifiuti – stando alle associazioni – deve ristabilire. Spiegando anzitutto che: “La legge, l’interesse pubblico, la tutela ambientale e la trasparenza devono guidare la pianificazione” mentre “gli strumenti contrattuali e il ruolo del gestore devono essere funzionali a tali obiettivi, e non il contrario”.

Poi, le richieste per il prossimo documento. Ovvero che:

  • l’Osservatorio venga convocato con urgenza e messo nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo;
  • siano garantiti accesso ai dati, trasparenza e verificabilità delle informazioni su cui si fondano le scelte di gestione e tariffarie;
  • il percorso di costruzione del Prgr 2027/31 avvenga in modo partecipato, coerente con la normativa vigente e orientato alla sostenibilità ambientale ed economica.

“La gestione dei rifiuti riguarda l’intera comunità valdostana e richiede scelte condivise,

responsabili e democratiche”, chiudono Legambiente, La Valle non è una discarica, Valle Virtuosa, comitato “Discarica sicura di Pompiod”, Isde VdA e Attac VdA.

4 risposte

  1. Amministrazione e cittadini volenterosi negli anni hanno fatto un percorso virtuoso.
    Con l’apertura delle isole ecologiche i singoli hanno toccato con mano la volontà dell’amministrazione di affrontare seriamente il problema dei rifiuti.
    A questo punto serviva un salto di qualità: fare opera di convincimento verso i cittadini a produrre meno scarti e, contestualmente adoperarsi, anche a livello nazionale, per ridurre il più possibile la quantità di materiale di imballo della merce e la sua facilità di separazione e di riciclo.
    E invece? Facciamo pagare di più!
    Se sapete partorire solo quelle idee cambiate mestiere.

  2. … “se differenzi, sei bravo!” ok… però “paghi!” Fatevi un giro, soprattutto la sera, a vedere i PTR e che cosa c’è per terra accanto alla raccolta “indifferenziata”… Andrà a finire che, siccome i cittadini corretti sono identificabili tramite tessera e per conferire i rifiuti serve quella, i “più bravi” pagheranno per quelli che, quatti quatti e spesso complice il buio …(!), lasciano i loro sacchi di indifferenziato fuori dai cassonetti… (tiè!) E guarda caso, proprio quello su cui si dovrebbe pagare!!
    Hanno sbagliato strategia! Il punto è: più differenzi, meno paghi, cioè, ti scalo dalla super-mega tassa iniziale, tutti i conferimenti che fai nell’anno, e non il contrario! Perché con il sistema scelto non si incentiva il cittadino a tracciare i suoi conferimenti, ma anzi, esattamente il contrario: siccome pago a n. di conferimenti = meno mi faccio beccare a conferire e meno pago. E’ una differenza molto sottile, ma il principio cambia…

  3. Serve subito un termovalorizzatore se non vogliamo diventare a breve la terra dei fuochi.
    I rifiuti non si devono stoccare nelle discariche!

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