Condanne Casinò, l’assicurazione di Perron e Rollandin deve risarcire

Lo ha stabilito il Tribunale di Aosta, con un’ordinanza seguita all’udienza civile tenutasi martedì scorso, l’8 marzo. La somma dovuta dai due politici è legata alla sentenza della Corte dei Conti sui finanziamenti alla Casa da gioco.
Ego Perron e Augusto Rollandin
Cronaca

L’ex presidente della Regione Augusto Rollandin e il già assessore alle finanze Ego Perron hanno avuto la meglio nella causa civile contro l’assicurazione da cui erano coperti nell’esercizio delle loro funzioni. Il Tribunale di Aosta ha stabilito che la compagnia debba intervenire, per loro conto, nel risarcimento della Regione, da 2,4 milioni di euro a testa, a cui entrambi i politici erano stati condannati dalla Corte dei Conti lo scorso luglio.

L’udienza della causa promossa dai due (Rollandin è ancora consigliere regionale in carica) si era tenuta martedì scorso, l’8 marzo. L’ordinanza che intima all’assicurazione di dare corso all’erogazione, notificata al legale che assiste i due politici, l’avvocato Gianni Maria Saracco, pone a carico della compagnia anche il versamento degli interessi. E’ possibile per l’assicurazione proporre appello alla decisione del Tribunale.

Il giudizio alla Corte dei conti, definito dinanzi alla terza sezione centrale d’appello, aveva individuato in una delibera votata dal Consiglio Valle, nell’ottobre 2014, un danno erariale da 16 milioni. L’atto prevedeva la ricapitalizzazione della “Casinò de la Vallée” SpA per complessivi 60 milioni. In quella legislatura, Rollandin era presidente della Regione e Perron assessore alle finanze. Assieme a loro erano stati condannati al rimborso altri 16 amministratori, in carica ed ex.

Almeno 14, a quanto era emerso in Consiglio Valle lo scorso febbraio, hanno estinto il loro debito, buona parte dei quali grazie all’intervento assicurativo. Per Perron e Rollandin, tuttavia, la compagnia non aveva versato e l’amministrazione regionale aveva quindi avviato le procedure di assegnazione e vendita dei beni sequestrati nel marzo 2018, a tutela del credito che – nell’ipotesi della Procura della Corte dei Conti – le casse regionali si sarebbero trovate a vantare nei confronti degli amministratori convenuti a giudizio.

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