Operaio morì cadendo nell’“Orrido”, impresario a processo con l’abbreviato

Il rito alternativo è stato chiesto dal 66enne Angelo Camputaro Lavorgna, imputato di omicidio colposo e titolare dell’azienda per cui lavorava Giuseppe Dagostino, che perse la vita il 12 febbraio 2021 a Pré-Saint-Didier.
Tribunale aosta
Cronaca

Ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato l’impresario per cui lavorava Giuseppe Dagostino, l’operaio che perse la vita il 12 febbraio 2021, a Pré-Saint-Didier, durante un intervento lungo la strada Statale 26. All’udienza tenutasi in Tribunale oggi, martedì 17 maggio, Angelo Camputaro Lavorgna (66 anni, di Saint-Vincent), accusato di omicidio colposo, ha presentato – attraverso il suo legale, l’avvocato Corrado Bellora – una consulenza tecnica di parte, quindi ha invocato il rito alternativo. Il giudice ha accolto la richiesta, rinviando il processo al prossimo 22 settembre, per la discussione tra le parti.

L’accusa è rappresentata dal pm Francesco Pizzato. Dagostino scivolò lungo il pendio accanto alla strada per circa 200 metri, cadendo nell’“Orrido”. Individuato il corpo, il medico dell’elisoccorso non poté fare altro che constatarne il decesso. Stando alle indagini della Procura, il piano sostitutivo adottato dall’azienda edile di cui Camputaro Lavorgna era amministratore unico non individuava in modo idoneo e preciso le lavorazioni da svolgere nel cantiere. Inoltre, l’area degli interventi non risultava dotata di idonee protezioni laterali, nonostante un lato prossimo a una scarpata. Stamane si sono anche costituiti parte civile nel processo alcuni familiari della vittima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Cronaca
Cronaca
Cronaca