E' successo oggi, domenica 15 dicembre, sulla Punta Fontana Fredda, sopra Cheneil di Valtournenche, a circa 2.200 metri. 49 anni, l'uomo non lavorava ed era impegnato in un'uscita di scialpinismo.
Il giovane, di cui non sono ancora note le generalità, era con altri tre compagni, che sono riusciti a salvarsi. Stavano scendendo in fuori pista. L'allarme è scattato attorno alle 12.40 di oggi, domenica 15 dicembre.
Il miglioramento delle condizioni meteo e la cessazione delle condizioni di pericolo di rischio valanghe ha infatti permesso - a partire dalle 15.30 di oggi - di revocare le ordinanze. Dalle 17 riaperta anche la Val Ferret.
Un importante distacco è stato filmato questa mattina da alcuni turisti al Toula. La zona è frequentata normalmente da diversi freerider ma, fortunatamente, nessuno è rimasto coinvolto nella valanga.
L’incontro tra l’allora Capo dell’Esecutivo e il supposto “broker” di voti della “locale” di Aosta, a 16 giorni dalle regionali 2018, è stato documentato dai Carabinieri con varie fotografie. Le intercettazioni successive confermerebbero l’accordo tra il politico e il sodalizio criminale.
La prima è stata chiusa, fino a nuove disposizioni, nel tratto che va da frazione Eaux Rousses fino a frazione Pont, la seconda a partire da località Clemensod fino a località Arliod.
L'accusa è di scambio elettorale politico mafioso. Indagato anche il consigliere regionale Luca Bianchi. Tutti e quattro hanno ricevuto un avviso di garanzia nelle scorse settimane.
Nell'annotazione dell'inchiesta "Egomnia", depositata dal Pm Valerio Longi, nell'udienza di Geenna di ieri, gli inquirenti rilevano come alla luce anche di precedenti indagini “il volere elettorale del locale ha condizionato gli ultimi decenni della storia politica valdostana".
Il passaggio ad una dinamica glaciale di tipo invernale - spiega una nota dell'Assessorato al Territorio - fa sì che si chiuda la fase emergenziale attivata a fine settembre del ghiacciaio in Val Ferret. Fondazione Montagna Sicura proseguirà comunque nel monitoraggio.
"Appartengo ad un mondo di valori, cultura e ideali che nulla hanno a che vedere con ciò che è illegalità, e questi anni di amministrazione senza macchia lo hanno sempre dimostrato" scrive in una nota Laurent Viérin.
Dalle annotazioni depositate nell’udienza Geenna dal pm Longi emerge come, per gli inquirenti, la tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento fu una “prova generale” del condizionamento ‘ndranghetista alle regionali di maggio.
In una intercettazione telefonica Antonio Raso si lamenta di Alberto Bertin, passando poi alle minacce: "…finché qualcuno non gli fa “i mussi” tanti (lo picchia in faccia ndr).. e ti dirò qualcuno gli farà i “mussi” tanti, perché è già sul pelo del rasoio…"
Non se ne conoscono (ancora) i singoli indagati, né lo sbocco processuale, ma l'ipotesi di reato principale sì (la corruzione elettorale) ed un dato è certo: con l'indagine emersa oggi la Dda di Torino ha seguito "in presa diretta" le regionali 2018.