Le motivazioni della sentenza del Gup Paladino riprendono alcuni passi delle dichiarazioni al pm Ceccanti del protagonista di una intercettazione telefonica dell’inchiesta “Do Ut Des”: sono quelle che la Procura avrebbe voluto approfondire.
Oggi, al Tribunale di Aosta, l’udienza civile sul ricorso presentato in via d’urgenza dalla Regione per ottenere la liberazione dei locali occupati dal circolo. Il magistrato Davide Paladino si è riservato la decisione.
Dai rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la prima scossa, di magnitudo 2.1, è avvenuta alle 5.51 e localizzata a La Salle, con un ipocentro a 7 km di profondità. La seconda, alle 11.36, è stata di magnitudo di 2.4 e a 8 km di profondità.
L'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta risponde al comunicato stampa dell'Union Valdotaine sull'assoluzione di Domenico Avati dall'accusa di corruzione elettorale.
Ioan Duma, residente a Torino, secondo la ricostruzione dei soccorritori, sarebbe rimasto incastrato dopo essersi tuffato in acqua. La Procura, non ritenendo necessari ulteriori approfondimenti, ha proceduto a restituire il cadavere alla famiglia.
Il Gup Paladino ha pronunciato la sentenza attorno alle ore 12.30. L’assoluzione era stata chiesta dallo stesso pm Ceccanti: il compendio probatorio, giudicato non irrilevante dagli inquirenti, non era sufficiente per una condanna.
Le fiamme, alte e luminose, sono visibili da buona parte della “piana” della città. Diverse le segnalazioni giunte al centralino del Comando di corso Ivrea dei pompieri.
Il delicato tema, che fa litigare la politica nazionale, è stato affrontato dal sostituto procuratore Luca Ceccanti, in occasione del seminario promosso ieri ad Aosta dal Tar, senza sottrarsi a riflessioni non solo per “addetti ai lavori”.
Per gli amministratori e tecnici alla sbarra, dopo il risarcimento dei danni cagionati alla vittima dell’incidente del 16 marzo 2011, era rimasta l’accusa di disastro colposo in relazione ai reati di frana ed attentato alla sicurezza dei trasporti.
Il francese Patrick Sarradin, 55 anni, è stato riconosciuto ufficialmente oggi dai parenti giunti a Courmayeur. Dopo l’“arrembaggio” dei piloti alla vetta, i sindaci di Chamonix e Saint-Gervais vietano l’atterraggio in quota.
Il Tar annulla il provvedimento del Ministero del 2018 con il quale era stato riconosciuto a Rav un aumento del 52,69% dei pedaggi, a fronte della richiesta della società dell'81,12%.
Stando a quanto ricostruito sinora dai finanzieri del Sagf di Entrèves, l'uomo sarebbe precipitato per un problema alla vela, finendo sulla parete ovest della montagna. Attesi domani, a Courmayeur, i parenti per il riconoscimento formale.