Aosta, sul tavolo una semplificazione per le revoche degli isolamenti. Ma serve la Regione

Ad annunciarlo in Consiglio il Sindaco Nuti, in attesa di tampone di verifica, in risposta ad una interrogazione di Girardini (Rinascimento): "Le procedure che abbiamo in mente devono essere autorizzate dall’Amministrazione regionale. Se riusciremo ad ottenere questo nulla osta la nostra attività potrà essere snellita”.
Il Consiglio comunale di Aosta - foto Twitter Città di Aosta
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Sbarca in Consiglio comunale la “questione ordinanze” ad Aosta. A chiedere conto dei ritardi ravvisati – soprattutto sulle revoche degli isolamenti -, in una interrogazione, è il consigliere di Rinascimento Giovanni Girardini: “So benissimo che la gestione delle ordinanze non sia una cosa semplice – ha spiegato -. Vorrei chiedere di trovare una soluzione perché urge ed il problema durerà ancora nel tempo. Dalla comunicazione di negatività, che arriva nella mail del Sindaco, ci si mette troppo tempo. Tra 454 atti emessi controllati ufficialmente da noi, ben il 43% è firmato oltre i tre giorni. Da lì alla consegna della revoca da parte del messo, poi, passa ancora altro tempo”.

Problema che si riverbera non solo sulle persone ma anche sulle attività cittadine: “Purtroppo ci sono ordinanze in ritardo anche di 9, 12 o13 giorni. Lo dico come battuta: è praticamente un sequestro di persona. C’è gente che non può tornare a lavorare e le azienda vanno in difficoltà. Vorrei sapere cos’ha intenzione di fare il Sindaco per velocizzare queste tempistiche. A noi, come opposizione, sono arrivate una quantità enorme di segnalazioni di persone disperate che non potevano riaprire l’azienda, bloccate in casa da 10 o 12 giorni”.

A rispondere è direttamente il Sindaco Gianni Nuti, assente in prima mattinata dal Consiglio per andare a sottoporsi al test rapido al “drive-in” dell’Espace Aosta, ed il cui esito è atteso per domani, dopo l’annuncio di positività dello scorso 6 novembre.

Sull’impatto del numero di ordinanze su piazza Chanoux il Primo cittadino ribadisce le difficoltà recentemente espresse, ma aggiunge qualche dettaglio tecnico, specchio del “ginepraioburocratico che il Comune sta vivendo.

“Bisogna fugare alcuni dubbi, che sono anche quelli che vivono i cittadini – spiega Nuti -. Le procedure non sono semplici come sembrano: una persona riceve l’indicazione di positività o meno sull’FSE. La ‘spunta’ sul sito della Protezione civile arriva 10/12 ore dopo, ma per noi non è possibile emanare subito l’ordinanza, perché bisogna capire lo stato di nucleo familiare. Quindi si telefona all’Azienda Usl per capire se nella famiglia ci siano altri positivi o altre persone isolat, poi si processano i dati del nucleo a livello sanitario. E questo non può farlo il Comune o la Protezione civile, ma l’Azienda. Il ‘tapponon è in Comune, non siamo qui a cercare colpevoli, ma è nel sistema”.

Le revoche via mail e una nuova strada

A questo carico si aggiunge la novità dell’autodichiarazione decisa dalla Giunta regionale per uscire dall’isolamento. Nuti spiega: “È una ulteriore complicazione, ne arrivano centinaia al giorno. Prima di fare l’ordinanza di revoca va comunque valutata, bisogna fare tutti i controlli e le verifiche del caso per autorizzare l’uscita dall’isolamento”.

Stando al Sindaco, l’invio della revoca in mail ai diretti interessati senza passare dalla consegna brevi manu da parte del messo sta cominciando a funzionare: “Le revoche, istituita la nuova modalità di invio via mail, ci ha messo nella condizione di accelerare. Nelle 24/48 ore riusciamo a processare tutto, ci sono poi casi particolarmente sfortunati di chi ha domicilio in un Comune e la residenza nell’altro, ad esempio. Stiamo lavorando incessantemente, ma le ordinanze hanno delle procedure con tempi di espletamento importanti”.

Una nuova “via” è allo studio, ma Nuti si tiene ancora abbottonato: “Stiamo lavorando ad ulteriori semplificazioni, ma ci devono autorizzare a livello regionale. Le procedure che abbiamo in mente devono essere autorizzate dall’Amministrazione regionale. Se riusciremo ad ottenere questo nulla osta la nostra attività potrà essere snellita”.

Motivo per il quale – a chiederne conto dell’assenza di Aosta era il consigliere leghista Bruno Giordano in una interrogazione precedente – Nuti h avviato un dialogo con piazza Deffeyes perché il Primo cittadino sia inserito nell’Unità di supporto e coordinamento per l’emergenza Covid istituita del Presidente Lavévaz poco più di un mese fa.

“Non è responsabilità nostra il grosso del carico dei ritardi – chiude il Sindaco -. Ai cittadini che ci sollecitano cerchiamo di rispondere in maniera celere, e stiamo facendo tutto il possibile, con tutta la volontà e le competenze possibili. Ci sono sicuramente delle criticità, che purtroppo in questa situazione sono fisiologiche”.

Risposta che non soddisfa Girardini: “Visto il grave danno che questi ritardi creano in un tessuto economico già danneggiato, mi chiedo se non sia il caso di assumere, anche a tempo, dei collaboratori in più, coinvolgendo anche il volontariato cittadino. Lei è stato eletto ad ottobre, siamo a fine novembre. Le chiediamo di mettere a punto questa ‘macchina’, in un modo o nell’altro, perché a punto oggi non è”.

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