Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 15 Gennaio 2021 9:51

Coronavirus, il Presidente Lavevaz: “Dati ci collocano al limite fra giallo e arancione”

Aosta - Sulla decisione della Consulta il Presidente della Regione ha detto: "Credo che la Corte Costituzionale non abbia colto pienamente quello che era l'intento contenuto in questa legge".

Erik LavevazErik Lavevaz

Si saprà con ogni probabilità domani in che zona la Valle d’Aosta sarà collocata a partire da sabato 16 gennaio. “Non abbiamo ancora i dati ufficiali – ha spiegato in Consiglio Valle il Presidente della Regione Erik Lavevaz – ma dai dati ufficiosi siamo veramente al limite tra la zona gialla  e la zona arancione”.

Dopo il varo nella notte del nuovo decreto legge che proroga fino al 15 di febbraio il divieto di spostamento fra regioni, questa mattina si è svolto un nuovo incontro fra i governatori e i ministri alla Salute Speranza e agli Affari regionali Boccia.

“Tutti gli indici delle regioni sono in crescita” ha sottolinea Lavevaz “Il nuovo Dpcm prevede il passaggio automatico in zona arancione nel caso in cui la regione sia classificata, per i famosi 21 parametri in una zona di rischio alto. Per lo sci la strada si fa molto in salita, direi quasi chiusa, perché fino a metà febbraio non ci si potrà spostare fra regioni e inoltre con questo scenario c’è una buona probabilità che nel giro di una settimana o dieci giorni, tutta Italia sarà arancione, e c’è il rischio che si rimanga arancione per più tempo rispetto ai 15 giorni in cui si stava fino ad oggi”.

Sul tavolo dell’incontro di questa mattina c’era anche il tema della campagna vaccinale e delle nuove misure che verranno adottate a Roma nel prossimo Dpcm. Viene confermato il divieto di asporto dopo le ore 18 per i bar, ma sembra che questa misura varrà solo per le bevande alcoliche e non per il cibo.

Il Presidente della Regione è intervenuto poi sulla decisione della Consulta che ha sospeso l’efficacia della legge regionale 11 sulle riaperture.

“Credo che la Corte Costituzionale – ha detto Lavevaz – non abbia colto pienamente quello che era l’intento politico contenuto in questa legge, che come abbiamo più volte detto, non era nient’altro che creare una cornice normativa che ci permetteva di calare sulla nostra realtà territoriale le norme nazionali. E’ stata applicata infatti con una logica di prudenza e di correttezza rispetto agli ambiti sanitari e scientifici, facendo riferimento all’andamento epidemiologico e in accordo con la nostra unità di supporto. Nessuna scelta pericolosa è stata fatta per la salute dei valdostani.”

Il Presidente della Regione si è poi detto sorpreso del fatto che l’analoga norma della Provincia autonoma di Bolzano sia “ancora in vigore”.
“Non si capisce veramente quale sia la ratio per la quale la nostra legge sia stata sospesa e una legge del tutto analoga sia oggi completamente in vigore nei suoi effetti.  – aggiunge Lavevaz – Certamente questa è una decisione che potrà limitare, anzi limiterà sicuramente, il raggio d’azione nostro nell’adeguare le norme statali alla realtà valdostana”.

L’Unità di supporto è convocata per domani “per preparare le ordinanze per la prossima settimana. Continueremo in accordo con le misure nazionali, ma anche con le nostre prerogative, a elaborare delle ordinanze, che cercano di adeguare le norme nazionali alla nostra realtà, così come abbiamo fatto fin da fine ottobre, prima della legge”.

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