Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 18 Dicembre 2019 17:55

Egomnia, il dibattito arriva in Consiglio comunale. L’aula invita il Presidente della Commissione antimafia Morra

Aosta - Dopo tre ore di discussione l'ordine del giorno "La misura è colma" passa, emendato, all'unanimità. Lo scambio di accuse dell'inizio finisce con un compromesso, e con l'invito a Morra ad un evento dell'Osservatorio sulla legalità.

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Quasi undici mesi dopo “Geenna”, inevitabilmente, è la scia di macerie di “Egomnia” a scuotere il Consiglio comunale di Aosta.

Galeotto fu l’ordine del giorno suppletivoLa misura è colma” firmato trasversalmente da Carpinello (Altra VdA), Pradelli e Lotto (M5s) e Andrione (Lega) in cui si legge che “allo stato attuale non paiono esistono le condizioni minime necessarie perché l’imminente campagna elettorale sia serena e scevra da condizionamenti” e che soprattutto impegna l’aula “a richiedere rispettosamente alla Ministra dell’Interno, l’acquisizione della nuova documentazione sul caso, anche al fine di valutare compiutamente l’opportunità dello scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento del Comune di Aosta”.

Il riferimento è tutto all’anomalia che in questi giorni è sulla bocca di molti: l’ex Presidente Fosson, che nelle sue funzioni prefettizie ha avuto in mano le relazioni delle Commissioni antimafia impegnate a scandagliare gli atti dei Comuni di Aosta e Saint-Pierre, è risultato indagato con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso.

“Il quadro che emerge – spiega Carpinello – è quello dell’umiliazione della politica che purtroppo riguarda tutti, buona parte della classe politica e anche gli elettori. Una situazione tutt’altro che normale. L’impegnativa è forte ma non poteva che essere così. Qui serve un passo indietro di tutti e, nel rispetto della Ministra Lamorgese, serve valutare sotto un’altra luce il fatto che chi doveva inoltrare con una relazione propria era indagato nello stesso filone. È un fallimento della politica lo scioglimento e il commissariamento? Sì, ma lo è anche questo. Come si può pensare di andare serenamente alle elezioni il 20 di maggio? Non è possibile”.

Il Sindaco Fulvio Centoz non ci sta: “Di fondo concordo – spiega – ma la terza impegnativa non posso accettarla perché dice ‘siamo tutti mafiosi e ladri, buttate la chiave’. È un’impostazione che rifiuto a priori. Io non ho nulla da nascondere, sono andato nella pizzeria di Raso e me ne sono andato via, altri invece l’hanno cercato ripetutamente. Non è un problema mio, mi rifiuto di dire ‘venite a commissariarci perché siamo tutti dei mafiosi’”.

Il muro della minoranza

La minoranza gioca tutte le sue carte, nelle tre ore di dibattito. Vincenzo Caminiti, Misto di minoranza, spara nel mucchio: “È sbagliato che chi ricopre posizioni apicali e riceve un avviso di garanzia non lo dica, ma ricordo al Sindaco che qui sono tutti contro la mafia, non solo lui. Ora si comporta come se fosse l’unico contro la mafia, ma è quando hanno arrestato Sorbara e Prettico che doveva dare le dimissioni, visto che hanno portato oltre 1100 voti e la coalizione ha vinto di circa 300 voti. È tutto falsato, e non solo in Regione”.

Loris Sartore, Rete civica, alza il tiro: “Chiedo formalmente che chi in quest’aula sapesse di essere coinvolto nell’indagine in corso lo dica pubblicamente, perché non siamo più disponibili ad accettare atteggiamenti come quelli visti a Palazzo regionale, e che si dimetta dalla carica che ricopre in questa istituzione in cui credo e continuo a credere”.

Anche Luca Lotto, M5s, fa partire il suo attacco dall’aritmetica: “Il Sindaco forse ricorda il ragionamento matematico con cui dimostrai che non aveva vinto le elezioni, perché i voti di Sorbara e Prettico avevano falsato il risultato. Un Sindaco che non può dire di essere ‘antimafia’ perché gli elementi concreti dicono il contrario”.

Al suo fianco la collega di partito, la capogruppo Patrizia Pradelli, rintuzza anche politicamente: “Sulla votazione contro il voto di scambio politico mafioso in Parlamento il partito del Sindaco ha votato contro, cosa ci si può aspettare?”.

Étienne Andrione, Lega, fra il serio ed il faceto si muove sul latino ma lancia un monito: “Abbiamo avuto prima l’inchiesta ‘Geenna’, abbiamo avuto ‘Altanum’, oggi ‘Egomnia’ e se ne sussurra di un’altra in arrivo. Probabilmente la prossima sarà ‘Ite foras’”. Lorenzo Aiello, CasaPound, invece spiega: “Questa inchiesta scuote ma non so quanti si siano stupiti. Sono convintamente garantista, ma si sta travisando un po’ la cosa. Il Sindaco chiede che si voti in Regione perché ci sono quattro indagati, ma qui un arresto per un consigliere considerato affiliato ad una ‘ndrina”.

Dura anche Giuliana Lamastra (Rc): “Che ci fosse una mano lunga sulle elezioni si sapeva, non apprezzo però gli avvoltoi, chi disprezza chi si trova in difficoltà e ora tiene a dirsi ‘più puro degli altri’”.

La soluzione condivisa

Anche se sembrava opera complicata, una quadra per votare l’ordine del giorno – e votarlo all’unanimità, dopo una sospensione – si è trovata e ne dà lettura la Presidente del Consiglio Sara Favre: l’emendamento elimina dalle premesse dell’atto l’ultimo, contestato, punto e invita in qualità di correlatore il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra all’evento pubblico che verrà organizzato dall’Osservatorio sulla legalità.

Ultimo punto, l’odg richiedere alla Ministra Lamorgese di valutare la documentazione inviata dopo l’accesso della Commissione antimafia al Comune di Aosta alla luce dei nuovi elementi acquisiti.

2 commenti su “Egomnia, il dibattito arriva in Consiglio comunale. L’aula invita il Presidente della Commissione antimafia Morra”

  • Centoz, quello che criticava la sua compagna di partito Bindi per le affermazioni, poi rivelatesi verissime, sulla “pax valdostana”, ora si erge a paladino della legalità, peccato che non abbia un briciolo di credibilità, tantopiù che la sua giunta non si è certo dimostrata impermeabile alle collusioni mafiose.

  • Centoz, se fosse paladino legalità, come afferma, avrebbe dovuto denunciare il tentativo di approccio di Raso e invece ha taciuto tutto e ora si trincewra in un non certo credibile e omertoso “non ricordo”.

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