Fondo sfrattati, il Comune pagherà ai proprietari degli alloggi il 60% dell’affitto per 3 anni

L’accesso al Fondo Sfrattati vedrà un contratto a canone concordato da un massimo di 36 mesi e non più 24, come previsto inizialmente. Il regolamento è stato approvato all'unanimità oggi in Terza Commissione e la settimana prossima approderà in Consiglio comunale.
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La domanda era rimasta “appesa” poco meno di un mese fa. Oggi – mercoledì 21 luglio – è stata ripresa in mano, ma soprattutto recepita dalla Terza Commissione consiliare del Comune di Aosta: l’accesso al rivitalizzato Fondo Sfrattati vedrà un contratto a canone concordato da un massimo di 36 mesi e non più 24, come previsto inizialmente.

Per il resto, il nuovo regolamento sugli alloggi forniti dai privati per l’emergenza abitativa – dibattuto e condiviso all’unanimità dai commissari –, mantiene l’impianto definito nella scorsa Commissione.

O, per dirlo con l’Assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati, “abbiamo inserito dei requisiti molto semplici, perché un regolamento non può essere un ‘percorso a ostacoli’: la residenza nel Comune di Aosta, la cittadinanza italiana o un titolo di soggiorno, non avere abitazioni di proprietà fruibili nella regione e l’indicatore Isee”.

Con un accorgimento, data l’emergenza sanitaria ancora pendente: “Ci sarà la possibilità di presentare anche l’Isee corrente, che si può produrre solo dopo l’Isee, ma che fa unafotografia’ degli ultimi sei mesi del nucleo familiare. E questo aiuta perché l’Isee si riferisce al 2019, ma negli ultimi due anni sono nate nuove fragilità”.

Il resto del regolamento conferma le linee tirate durante gli scorsi incontri: il Comune erogherà direttamente al proprietario fino al 60% del canone di affitto per 36 mesifino ad un massimo di 300 euro. Il restante 40%, invece, resterà in capo all’inquilino.

Questo, spiega ancora Forcellati, “anche in un’ottica di dignità del nucleo familiare e in prospettiva dell’autonomizzazione. Questo deve essere un percorso di aiuto, anche importante, ma non di assistenza pura”.

Il “nodo” licenziamenti

Mentre il nuovo regolamento passa all’unanimità in Commissione, e sbarcherà in Consiglio comunale la prossima settimana, all’orizzonte si profilano nuove incognite.

La maggiore è la fine del blocco dei licenziamenti, che rischia di creare nuovi disagi tra le fasce di cittadini più fragili.

Forcellati spiega che l’attenzione è alta: “Con quelle nuove, le richieste di alloggi Erp arrivano a circa un migliaio, contando che se ne assegnano solo poche decine l’anno. La situazione delle politiche abitative è difficile. Quando manca la casa e manca il lavoro le problematiche sociali scoppiano”.

“Svestendo” per un attimo i panni del consigliere di opposizione e indossando la “casacca professionale”, interviene Paolo Laurencet (Forza Italia): “Molto dipenderà dalla certezza che si riuscirà a dare al mondo produttivo per l’autunno. Se effettivamente la campagna vaccinale ci darà la sicurezza di rimanere aperti ad ottobre, indipendentemente dal numero contagi perché restano basse le ospedalizzazioni, credo che le imprese manterranno i livelli di occupazione, altrimenti potrebbe cambiare”.

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