La Lega si siede al tavolo degli autonomisti. Ma le “larghe intese” non piacciono

Dopo le consultazioni mattutine con gli alleati di governo, gli undici autonomisti hanno incontrato la delegazione del "Carroccio". Spelgatti spiega: "La volontà di avere un governo stabile e di fare un cambio di marcia sembra che ci sia". Ma la maggioranza di "larghe intese" non piace.
L'incontro tra Lega e autonomisti
Politica

I due “blocchi” del Consiglio regionale sono venuti a contatto. Contatto naturalmente “interlocutorio”, ma il dato resta: le delegazioni degli 11 autonomisti e degli 11 eletti della Lega Vallée d’Aoste si sono seduti al tavolo assieme. Ed è stato un buon incontro.

All’uscita del Siège central dell’Union Valdôtaine i due rappresentanti del Carroccio spiegano l’ora abbondante di faccia a faccia: “La forza dei numeri parlerebbe di un accordo tra Lega e autonomisti – dice Nicoletta Spelgatti -, ma a noi interessa un governo stabile, con un programma. E la volontà di avere un governo stabile e di un cambio di marcia sembra che ci sia”.

Ciò che la Lega vorrebbe evitare è l’effetto Große Koalition in salsa valdostana: “Con le ‘larghe intese’ – prosegue la consigliera regionale leghista -, non sarebbe possibile prendere le decisioni difficili che in questo momento vanno prese. Non è una questione di numeri ma conta il fatto che tutti lavorino nella stessa direzione”.

Concetto che ribadisce l’altro delegato leghista, il collega di Consiglio Paolo Sammaritani: “La realtà valdostana vive un’impasse amministrativa che con le ‘larghe intese’ non si riuscirebbe a superare, dato paradossalmente il numero di forze coinvolte troppo alto. È difficile, se si vuole davvero un cambio di marcia”.

E conferma le sensazioni di Spelgatti: “È stato un incontro, questo, assolutamente interlocutorio. Ma gli autonomisti vogliono dare alla Regione un governo davvero stabile”.

Mentre, nel pomeriggio, sfileranno in Avenue des Maquisards ancora Pour l’Autonomie, Forza Italia ed il Progetto civico progressista, i prossimi giorni serviranno a capire – dalla parte degli autonomisti tanto quanto per parte Lega – se uno più uno faccia due. O meglio, se 11 più 11 faccia davvero 22.

La mattinata di consultazioni

Tonino (Pd): “Non ci sono i profili per le larghe intese”

Sono le 9 di giovedì 7 aprile quando la delegazione Federalisti Progressisti – Partito Democratico arriva nella sede dell’Union Valdôtaine per incontrare i colleghi di maggioranza. In testa il Segretario Luca Tonino, accompagnato dai consiglieri regionali Paolo Cretier, Andrea Padovani e dall’ex sindaco di Aosta Fulvio Centoz. Ad attenderli al primo piano c’è il gruppo degli “undici“, rappresentato dal presidente della Regione Erik Lavévaz, la Presidente Uv Cristina Machet, il capogruppo del Mouvement in Consiglio Valle Aurelio Marguerettaz, l’assessore di Alliance Valdôtaine Luigi Bertschy, quello di Vda Unie Luciano Caveri e Laurent Roulet.

Un faccia a faccia di un’ora circa al termine del quale il segretario del Pd Tonino spiega: “Siamo qui per ribadire che una maggioranza politica c’è e sta facendo bene, numeri risicati ma c’è. Le valutazioni le fanno il gruppo degli 11, ma credo non ci siano i profili per le larghe intese. Immaginiamo qualche allargamento, ma una maggioranza c’è e può continuare. Dopo le consultazioni di oggi faremo le valutazioni. Non ci sentiamo né dentro né fuori, la maggioranza c’è. Noi abbiamo l’esigenza di tenere unito il gruppo”.

Da Stella Alpina nessun veto

Chiuso nella sede del Mouvement il gruppo degli undici riceve, poco dopo, la delegazione di Stella Alpina composta dall’assessore e segretario Carlo Marzi, MaurizioMartin,FlavioSerra dal il sindaco di Charvensod Ronny Borbey.

“Ci siamo espressi tutti. Stella Alpina pensa che ci sia un governo che sta facendo il meglio possibile. Qualsiasi cosa deve partire da questa maggioranza. La crisi si risolve concentrandoci per trovare soluzioni condivise per eventuali allargamenti – dice al termine dell’incontro il segretario dell’Edelweiss Marzi -. Non poniamo veti, se si decide di allargare la maggioranza saremo al tavolo. Non sono stati fatti nomi di movimenti o partiti. Tutto è possibile. Bisogna ripartire dalla ricomposizione del mondo autonomista. Facciamo parte della maggioranza e Stella alpina sta governando. Siamo da sempre un movimento autonomista di centro e partiamo dal presupposto di continuare a fare il bene per la Valle d’Aosta, senza veti nei confronti di nessuno”.

Milanesio e La Torre: serve collaborazione e un programma attuabile

Alle 11, a suonare al campanello di viale Partigiani è la delegazione del “diciottesimo” consigliere Claudio Restano, composta da due decani della politica valdostana: Leonardo La Torre e Bruno Milanesio.

“È stato un incontro esplorativo, speriamo ci siano le possibilità di uscire dalla crisi ma molto dipende dalla collaborazione e da un programma preciso e attuabile – sintetizza alla fine Milanesio -. Per il resto non c’è nessuna preclusione, anche perché rappresentiamo un consigliere solo”.

La Torre aggiunge: “La nostra posizione in Consiglio si è vista, abbiamo sempre sostenuto la maggioranza dicendo quello che pensiamo. Speriamo in scelte ponderate, non ‘incollate’ ma su progetti veri. Lo scenario è quello di poter governare. Abbiamo proposto tempo fa una Cabina di regia, oggi avrebbe aiutato, per parlare di politica e progetti e non solo di amministrazione. Non deve più essere un ‘club dei 35’, serve rappresentanza”.

Milanesio e La Torre
Milanesio e La Torre

La parola a Lavévaz: “L’obiettivo è dare stabilità”

Prima degli incontri pomeridiani, ad uscire dalla sede dell’Union è lo stesso “padrone di casa”, il presidente della Regione Erik Lavévaz, che spiega: “Il confronto ora proseguirà nel pomeriggio. È stato un primo giro di tavolo, e quello di stamattina con gli alleati è stato un confronto già in parte fatto nelle scorse settimane, anche se ci sono visioni magari diverse su come risolvere la crisi”.

Il punto fermo – aggiunge Lavévaz – è uno solo: “Abbiamo solo l’obiettivo di dare stabilità, che non vuole dire solo parlare di numeri ma di temi e di quadrature politiche”. Sul confronto post-pranzo, quando alla sede Uv il confronto si fa con le opposizioni, il presidente della Giunta non si sbilancia: “Ascolteremo”.

Il presidente della Regione Erik Lavévaz e la presidente Uv Cristina Machet
Il presidente della Regione Erik Lavévaz e la presidente Uv Cristina Machet

Pcp indica tre punti prioritari per il confronto

La delegazione del Progetto civico progressista – che in mattinata, si diceva, sembrava non partecipare – si è presentata alla porta degli autonomisti pronta al confronto. Per dimostrarlo, in mano aveva un documento con “tre punti prioritari che sono la base per qualsiasi confronto programmatico”. Punti che prevedono la riforma del sistema elettorale regionale, quindi l’elezione diretta del Presidente e della maggioranza con il suo programma di legislatura; il riesame delle scelte in materia sanitaria sia per il nuovo ospedale regionale sia per l’organizzazione della sanità territoriale; e un forte impegno per la ferrovia con azioni di monitoraggio e supporto all’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta, la realizzazione di opere importanti alle stazioni di Aosta (con il raddoppio dell’attuale sottopasso), di Nus e di Hône, la realizzazione di interventi sull’infrastruttura ferroviaria per una maggiore rapidità e regolarità dei treni; la riapertura entro fine 2023 della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier.

La delegazione di Pcp – si legge in una nota – “ha chiesto a questa parte di autonomisti di avere risposte chiare e precise su questi tre punti, richiesta che costituisce la premessa ineludibile per qualsiasi ulteriore ragionamento su maggioranze e programmi di governo”. Essendo tra i temi alla base del dissidio in maggioranza, ormai di un anno fa, con gli autonomisti, la trattativa – le speranze non erano già molte – sembra tramontata prima di sorgere.

Ed ora?

La volontà di tutti è quella di chiudere in fretta la partita, quale che ne sarà l’esito. La settimana prossima – mercoledì 13 aprile – è previsto il Conseil fédéral, e qualsiasi decisione presa dovrà passare proprio dal “parlamentino” unionista. Passaggio chiave per arrivare al prossimo Consiglio regionale con un nuovo assetto oppure con un nuovo governo.

Gli obiettivi degli incontri avviati dagli “undici”

Nella nota diffusa ieri Union Valdôtaine, Alliance Valdôtaine e Vallée d’Aoste Unie spiegavano così il senso delle consultazioni: “Questi confronti fanno seguito ai recenti riposizionamenti di alcuni Consiglieri e alla volontà, già espressa in Aula, di effettuare una verifica sulla possibilità di realizzare intese programmatiche più ampie per portare avanti il programma di governo” spiegano gli undici in una nota, ribadendo poi come “la maggioranza attuale è pienamente operativa e continua senza interruzione la propria azione amministrativa”.

Le consultazioni hanno l’obiettivo di aprire un “confronto sui contenuti che permetta di individuare possibili forme di cooperazione più ampie, volte a garantire una stabilità di lunga durata, indispensabile per accompagnare la ripartenza in Valle d’Aosta”.

3 risposte

  1. Forse l’unica soluzione è il ritorno alle urne, far gestire i soldi del PNRR agli attuali “pasticcioni” mette proprio paura. Finiremmo, di nuovo, con l’avere tanti “treninipilacogne” da regalare al peggior offerente…

  2. io proporrei a questi fantastici politici che ogni giorno mi stupiscono di convogliare tutti nel partito di FORZA ITALIA …..provo tanta vergogna per come viene gestita questa fantastica Valle

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