Incontri e riunioni su scuola e commercio, Aosta pensa alla “fase 2”

A spiegarlo il Sindaco Centoz: “È la fase che dovrebbe vedere una ripartenza dopo quasi due mesi di blocco, e di cui si sta discutendo sia a livello nazionale, sia regionale". In vista incontri con i dirigenti scolastici e le associzioni di categoria.
Piazza Chanoux - Municipio
Politica

Il Comune di Aosta sta pensando a come affrontare la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza Coronavirus.

A spiegarlo, nel suo video quotidiano sui social, il Sindaco Fulvio Centoz: “È la fase che dovrebbe vedere una ripartenza dopo quasi due mesi di blocco, e di cui si sta discutendo sia a livello nazionale, sia regionale. Come comuni dobbiamo attendere ciò che arriva dai livelli superiori ma ci stiamo attrezzando per capire come organizzarci al meglio”.

Le scuole del Comune

Tra i servizi dei quali si parlerà a breve ci sono anzitutto le scuole: “Nel fine settimana io e l’Assessora Migliorin (Assessora comunale all’Istruzione, ndr.) incontreremo in videoconferenza i dirigenti scolastici per raccogliere le loro impressioni, i commenti e i desiderata per capire come organizzare la riapertura delle scuole – prosegue il Sindaco –. Ci saranno le indicazioni del Ministero, della Sovrintendenza e dell’Assessorato regionale ma poi ogni comune ha delle decisioni da prendere sui singoli casi, che sono da analizzare. Raccoglieremo i dati e le indicazioni dei dirigenti scolastici per ragionare insieme su come organizzare la logistica delle scuole, l’istruzione è fondamentale e servono risposte chiare e precise per il corpo insegnanti, le famiglie e soprattutto i ragazzi”.

Il commercio di Aosta

Nel frattempo, l’appuntamento dovrebbe essere in programma domani, giovedì 23 aprile, il “fuoco” si sposterà sul commercio.

“La Vicesindaca Marcoz – continua Centoz –, sulle attività commerciali, ha intenzione di raccogliere desiderata delle associazioni di categoria, abbiamo qualche ragionamento fatto in Giunta ma dobbiamo ascoltare i soggetti coinvolti che possono darci i dati e importanti indicazioni sugli interventi più richiesti da parte di chi ha subito uno ‘stop’ importante per l’emergenza Coronavirus”.

Lavoro che va di pari passo con quello da fare con le altre amministrazioni: “Il Comune si sta attrezzando e sta pianificando la fase 2’, non da soli ma con gli Enti locali, infatti domani (oggi, alle 14.30, ndr.) ci sarà l’Assemblea del Celva, e con il coinvolgimento della Regione e dello Stato ma dobbiamo farlo anche noi, per il nostro territorio e la nostra città”.

I dati dell’emergenza su Aosta

Come di consueto il Primo cittadino si sofferma anche sui dati dell’emergenza nel Capoluogo. Dati, anche qui, in lieve miglioramento anche se il rapporto tra i decessi e le guarigioni stenta a decollare, rispetto al livello regionale.

“Abbiamo ancora 254 casi di persone positive – spiega Centoz –, e purtroppo 80 deceduti. Dall’altro lato stanno aumentando le guarigioni, ad oggi 71 persone. Permangono quasi 1100 persone in isolamento. Continuiamo a monitorare, speriamo di registrare una discesa dei contagi, allo stato attuale non mi pare di vederla ancora ma non sono registrati neanche eccessivi aumenti. Probabilmente la situazione si sta stabilizzando e ci auguriamo che i numeri scendano, anche se non lo fanno velocemente come vorremmo”.

Il “bonus alimentare”

“Congelate” le domande per la spesa a domicilio – il servizio aperto dal Comune anticipando gli oltre 180mila euro statali, poi arrivati nelle casse municipali, per l’emergenza alimentare – da piazza Chanoux si stanno riorganizzando per utilizzare la somma restante.

Dalla Giunta, in una nota, fanno sapere che la somma residua, pari a 22mila 520,59 euro, sarà destinata ai nuclei familiari in stato di bisogno non strettamente correlato all’emergenza in atto.

“Il criterio che verrà adottato – si legge nel comunicato dell’Amministrazione – è di definire un importo pro capite da destinare alla misura di solidarietà alimentare calcolato attraverso il rapporto tra somma residua diviso il numero degli aventi diritto, calcolando tutti membri di ognuno dei 186 nuclei familiari da soddisfare, e il cui stato di bisogno risulta sostanzialmente analogo sia sotto il profilo sociale sia sotto il profilo economico”.

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