Operatori sanitari contro l’obbligo vaccinale, l’udienza di merito al Tar è fissata per il 14 dicembre

Per i 33 operatori sanitari che hanno presentato ricorso al Tar contro l'Usl della Valle d'Aosta in opposizione all’obbligo di vaccinazione anti Covid-19, si rinvia direttamente - avendo rinunciato all'istanza cautelare - all'udienza di merito fissata per il prossimo 14 dicembre. 
Il Tribunale amministrativo regionale
Sanità

Per i 33 operatori sanitari che hanno presentato ricorso al Tar contro l’Usl della Valle d’Aosta in opposizione all’obbligo di vaccinazione anti Covid-19, si rinvia direttamente – avendo rinunciato all’istanza cautelare – all’udienza di merito fissata per il prossimo 14 dicembre.

“Considerato che parte ricorrente, con istanza cui i difensori della resistente Azienda hanno prestato adesione – si legge infatti nel dispositivo del Tribunale amministrativo -, ha chiesto di disporre il rinvio dell’udienza di discussione dell’istanza cautelare all’udienza di merito”, con la Sezione Unica a rinviare “la discussione dell’istanza cautelare all’udienza di merito” fissando “per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 14 dicembre 2021”.

L’antefatto

Sono arrivati anche in Valle d’Aosta – come in diverse altre regioni italiane – i primi ricorsi al Tribunale amministrativo regionale, riguardanti l’obbligo di vaccinazione anti Covid-19 per il personale sanitario.

Il dato è emerso da una delibera del neo Commissario Usl Uberti attraverso la quale sono stati nominati gli avvocati che si occuperanno della difesa dell’Azienda al Tar.

Il ricorso – si legge nell’atto –, chiede “l’annullamento, previa sospensione, di tutti i provvedimenti aventi ad oggetto l’obbligo vaccinale anti Covid per gli esercenti le professioni sanitarie resi dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta”, ed è stato presentato da 33 operatori sanitari, 11 dei quali sono dipendenti Usl, mentre i restanti sono invece operatori sanitari privati.

“Provvedimenti” che non significano “sanzioni”, dal momento che l’Azienda prosegue nell’operazione di moral suasion nei confronti degli operatori non ancora vaccinati, che ammontano a 243 persone secondo i dati resi noti la settimana scorsa, ma 175 dei quali hanno un’indicazione medica. Stando alle cronache nazionali – il dato era riportato dal quotidiano online Il Post martedì scorso, 24 agosto – tutti i ricorsi degli operatori sanitari non vaccinati sono stati finora respinti.

“Abbiamo dato ancora tempo per le vaccinazione al personale – spiega il Commissario Usl Massimo Uberti –, ma il ricorso si fonda sulla legittimità stessa dell’obbligatorietà vaccinale, per la quale si è reso necessario, da parte nostra, individuare i legali per la difesa”.

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