È pomeriggio, il caldo si fa sentire. Qualche volontario con bici, casco e pettorina gialla è già arrivato davanti ai cancelli della scuola primaria Quartiere Cogne dell’istituzione Émile Lexert.
Sono lì per il Bicibus: un’iniziativa di mobilità sostenibile e comunitaria che si affianca a quella del Pedibus. Volontarie e volontari si offrono di accompagnare i bimbi a scuola al mattino e di riportarli a casa al rientro. Gli obiettivi dell’iniziativa sono molteplici: ridurre il traffico, rendere l’andare e il tornare un momento piacevole e collettivo, favorire l’integrazione e la convivenza delle varie culture che abitano il quartiere.
La maestra Anna Tosi ci racconta il progetto: “Grazie alla straordinaria mobilitazione della comunità abbiamo raggiunto un considerevole traguardo che dimostra quanto le nostre famiglie tengano a uno stile di vita più attivo ed ecologico. Abbiamo 7 linee di percorrenza tra le scuole primarie del quartiere Cogne e Ramires: una rete capillare che copre diverse aree della città di Aosta, garantendo un percorso sicuro e divertente per molti bambini.
I partecipanti sono 46: un gruppo nutrito di giovani “pedoni” e “ciclisti” che ogni mattina lascia a casa l’auto per godersi il tragitto in compagnia. Di questi, ben 23 bambini hanno optato per il Bicibus! Infine ci sono i 25 Volontari “Eroi”: il cuore pulsante del progetto. Sono 13 le persone dedicate al Pedibus e 12 quelle del Bicibus con la funzione di “accompagnatori” e “controllori” per garantire la massima sicurezza lungo i percorsi. A occuparsi dell’organizzazione è L’Istituzione É. Lexert, con il supporto del Comune di Aosta per la parte assicurativa e la rete di associazioni e singoli cittadini/e volontari che credono nel progetto”.
Tra loro i volontari Fiab Aosta à vélo, Anziani Attivi, genitori e parenti che rendono chiara la collaborazione di età diverse e la multiculturalità attuata nel quartiere.

Un bel momento insieme: grazie ai volontari
Oriana Pecchio di Fiab sottolinea “Il progetto è nato con noi e con la scuola 5 anni fa. A partire da fine ottobre di quest’anno abbiamo allungato il periodo in cui il servizio era disponibile. Per noi è interessante e spero che sia anche un aiuto didattico”. Sarah Burgay si dimostra contenta: “Gli automobilisti e le persone del quartiere ci sorridono quando ci vedono passare. Per me è la cosa più bella”. Jean-Patrick Perruchon è d’accordo: “Bicibus fa effettiva integrazione ogni giorno. Permette alle persone del quartiere di conoscersi. Per me sono le mattine più belle della settimana quelle con il turno da volontario”.
Pietro Giglio evidenzia anche la bicicletta come strumento educativo e di crescita: “Grazie alla bicicletta i bambini hanno scoperto che si può anche uscire dalla dimensione del quartiere”. “Anziani Attivi mi ha segnalato l’iniziativa. Ho detto “perché no”. Sono molto contento di partecipare. Per i bambini sembra una sorta di gioco, partecipano con entusiasmo” racconta Giancarlo Politano.

Un aiuto per le famiglie
Myriam e Midi, genitori di due bambini si dimostrano molto contenti del servizio. “Il Bicibus mi permette di fare andare il più grande accompagnato a scuola, così io posso portare con più tranquillità l’altro all’infanzia. È una bella iniziativa e sono molto felici” racconta Myriam. Il marito Midi dice “Ho apprezzato anche quando hanno partecipato tutti insieme a Bicincittà, peccato per l’annunciato maltempo di questa edizione”. Riflette anche sulla questione sicurezza: “Sulla ciclabile i bambini sono tenuti in sicurezza dai volontari attenti, ma ogni tanto i monopattini sfrecciano senza fare attenzione e sono pericolosi. Chiediamo a chi li guida di fare più attenzione. Sarebbe bello anche avere la pista ciclabile continua” afferma.

Il giro del quartiere
Tutti i bimbi sono in fila, con caschetto e pettorina, le bici pronte a sfrecciare. Yasmine racconta che è molto contenta di partecipare, ma è anche stanca per la fine della scuola. Adam e Alam pedalano veloci, poi la cartella diventa troppo pesante. Il volontario chiudifila aiuta a portare il peso dello zaino.
Pedalando con loro si notano i ragazzi del quartiere che li salutano, gli altri ciclisti che rallentano e si fermano, qualche signora che sorride e li guarda passare. Alle “fermate” i genitori o parenti aspettano e ringraziano. Nicole va via con la nonna e saluta il gruppo. Non parla italiano e la bambina traduce per lei: è molto contenta dell’idea e pensa che sia utile per tutte le famiglie.
Il giro finisce davanti alla scuola, da dove è partito. I più appassionati non tornano subito a casa ma chiedono di fare ancora un pezzetto di strada assieme.
