Tanti “sì” e qualche necessità di rendere più coerenti tra loro i vari strumenti di pianificazione. Ma anche per risolvere alcuni “insoluti” sui quali la partita è ancora tutta da giocare.
Domani – 28 luglio – il Piano regionale dei trasporti, con tutte le novità che porta con sé, arriverà in approvazione in Consiglio Valle. Intanto, il Comune di Aosta – come annunciato – ha consegnato in piazza Deffeyes le sue osservazioni sul Prt, dopo il via libera arrivato dai sindaci valdostani. Con molte conferme e alcune richieste.
La coerenza con il Pums ed il Pgtu

Da piazza Chanoux si parte dai propri strumenti programmatori, varati durante la scorsa consiliatura. Ovvero il Piano generale del traffico urbano, il cosiddetto Pgtu il cui aggiornamento è stato approvato nel febbraio 2022; ed il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) passato in Consiglio comunale nel maggio 2024.
Nelle osservazioni al Piano regionale dei trasporti, da piazza Chanoux scrivono che “si riscontra che i principali obiettivi di sostenibilità ambientale e le linee di intervento esposti nel Prt sono coerenti con alcuni già previsti dal Pums di Aosta, sebbene il suddetto piano non venga preso formalmente in analisi”.
“Constatato che, nonostante il Prt sia un piano a scala regionale nel quale sono previste opere su larga scala territoriale, gli interventi proposti presentano una visione strategica anche su scala urbana, con una ricaduta nell’ambito urbano comunale e dell’intera Plaine”, il Comune “propone di prevedere un apposito capitolo, all’interno del Prt, che prenda in considerazione un’analisi di confronto delle azioni previste dai suddetti due piani in questione nonché dal Pgtu”.
L’hub intermodale di Aosta, con casello autostradale e parcheggio nell’area FA08

La premessa lo dice chiaramente: “Le linee di intervento e le conseguenti azioni previste dal Prt all’interno dei confini del Comune di Aosta e dei Comuni di cintura facenti parte della Plaine avranno un’importante ricaduta sul tessuto urbano comunale”.
All’interno della relazione generale del Piano regionale dei trasporti – spiegano dal Comune – ci sono le “indicazioni circa l’hub intermodale di Aosta, ossia l’insieme dei servizi connessi alle aree della cosiddetta ‘Porta sud’ comprendente anche la previsione di nuova localizzazione in tale sito del terminal del servizio del trasporto urbano locale extraurbano attualmente in via Carrel, azioni che sono già previste nei Piani Pgtu e Pums comunali vigenti)” che sarebbe completata “con la realizzazione di un collegamento diretto con il Rav attraverso una stazione di pedaggio ad elevata automazione”.
In soldoni: spostamento della stazione dei pullman da via Carrel alla famosa Area FA08 – per la quale si ridiscute l’annoso accordo di programma con la Regione –, ma c’è dell’altro.
Nella relazione che accompagna il Prt, infatti, “l’idea che viene esposta consiste nella realizzazione di un nuovo strategico ‘asse nord-sud’, finalizzato a convogliare il traffico attraverso una nuova uscita autostradale che condurrà ad un parcheggio per auto e pullman turistici di nuova realizzazione situato nelle vicinanze della cabinovia per Pila, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal centro di Aosta”.
Secondo piazza Chanoux, “la previsione di creazione di un casello autostradale con parcheggio di attestamento è contenuta anche nella pianificazione comunale vigente strategica (Pums) e di settore (Pgtu) ed è pertanto coerente con essa”.
Il Pgtu “indica, infatti, auspicabile la realizzazione di una uscita autostradale di Aosta Centro e annesso parcheggio. Si tratta di un intervento finalizzato a ridurre la pressione veicolare lungo la viabilità di collegamento tra le esistenti uscite autostradali e la città di Aosta, nonché all’interno dell’area urbana”.
La nuova uscita autostradale “non sarà collegata alla viabilità ordinaria ma consentirà di accedere esclusivamente a un parcheggio per auto e pullman turistici di nuova realizzazione situato nelle vicinanze della stazione a valle della cabinovia per Pila, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal centro storico di Aosta. I mezzi di trasporto collettivo, in particolare sulle linee di lunga distanza, potranno tuttavia accedere al nuovo terminal delle linee extraurbane tramite una viabilità riservata e sorvegliata da telecamere” ed “è quindi opportuno che il nuovo terminal sia predisposto per tale possibilità”.
Allo stesso modo, il Pums prevede “l’ipotesi di un nuovo parcheggio “polmone” con accesso dall’autostrada sull’esempio di Villa Costanza di Firenze”.
Anche se, dal Comune segnalano che “l’eventuale localizzazione del parcheggio ‘osmotico’, seppure non esplicitata ma presumibilmente attestata all’estremità nord dell’uscita autostradale, richiederebbe, in caso di attuazione, una modifica dell’attuale Piano regolatore generale che assuma le indicazioni progettuali costituenti variante”.
L’iter per l’aggiornamento dell’attuale Prg è avviato e – il documento è firmato dall’allora sindaco Gianni Nuti “sarà portato a termine giocoforza nel corso della prossima consiliatura”.
Non solo, perché dal Comune scrivono ancora che “seppure quanto indicato dal Prt sia puramente esemplificativo, il baffo che dovrebbe condurre all’area di sosta interferisce con l’accesso al deposito dei pullman società Arriva”, situato proprio accanto alla partenza della telecabina Aosta-Pila.
Per questo, negli intendimenti dell’Amministrazione, serve “un nuovo accordo di programma relativamente alla riorganizzazione della sottozona FA08 e più in generale della ‘Porta sud’”, anche perché “le aree maggiormente vocate per la localizzazione di un hub intermodale per attestamento delle linee extraurbane del trasporto pubblico, sono quelle situate nella porzione nord-est della FA08”.
Dal punto di vista comunale, “la scelta messa in luce dal Prt viene considerata strategica e fortemente condivisibile dal punto di vista funzionale”. E, per questo motivo, “si auspica che la stessa diventi il prima possibile oggetto di un approfondimento tecnico ed economico, atto a garantire l’effettiva fattibilità dell’opera e il superamento delle eventuali difficoltà individuate”.
Dal Comune si ritiene “che le tematiche relative al posizionamento dello svincolo autostradale necessitino di un approfondimento alla luce delle problematiche tecniche relative ai conflitti con il tracciato della telecabina Aosta-Pila, con la viabilità comunale di via dalla Chiesa, con l’interessamento di spazi e immobili di proprietà privata (la società Arriva, ma anche VdA Structure VdA e altri), nonché eventuali ulteriori problematiche (come le fasce di esondazione della Dora)”. Ma la richiesta “è peraltro coerente con gli approfondimenti (oggetto di analisi da parte del Politecnico di Torino) in corso nell’ambito del tavolo di lavoro Regione-Comune volto alla revisione/nuovo Accordo di Programma delle Aree ex-Cogne”.
Il collegamento Aosta-Pré-Saint-Didier

Sull’ipotesi, contenuta nel Prt, della creazione di una linea Metrobus Aosta-Courmayeur “con la previsione di un integrale recupero delle stazioni/fermate esistenti sulla tratta Aosta-Villeneuve, con l’implementazione del numero di fermate all’interno dei confini del Comune di Aosta”, da piazza Chanoux spiegano che “tale soluzione non è attualmente prevista dal Pums vigente di Aosta e sembra quindi superare le due alternative individuate allo stato attuale dai piani comunali vigenti Pgtu e Pums in merito alla tematica dell’utilizzo linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, alternative che ipotizzavano la realizzazione di un collegamento tram – treno a trazione elettrica tra Aosta e Courmayeur (bocciato a causa del parere negativo rilasciato da Anas) o il ripristino del collegamento ferroviario”.
Il Comune “rileva il fatto che saranno mantenute e, se del caso, incrementate, le soste urbane del metro-bus e che il tracciato, sebbene con un mezzo differente rispetto a quello ipotizzato dai documenti programmatori comunali e comunque alimentato ad energie rinnovabili a impatto zero a impatto zero, sia conservato in sede propria”. Chiedendo, però, che la questione sia sottoposta “a dibattito pubblico per consentire la più ampia partecipazione di cittadini e portatori di interessi”.
Riorganizzare la stazione di Aosta: la richiesta della “rottura di carico”

Nel Prt si afferma che “la dismissione della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier pone le condizioni per una radicale riorganizzazione della stazione del nodo intermodale di Aosta e della stessa zona FA08 del Piano Urbanistico di Aosta”.
A livello comunale “si considera di notevole importanza la previsione di creare una ‘rottura di carico’ strategica in corrispondenza della stazione di Aosta, nodo centrale verso il quale vengono indirizzati o transitano i diversi flussi di persone e merci all’interno della Valle d’Aosta, anche in relazione alle problematiche urbane di superamento della barriera costituita dall’asse ferroviario”.
Superare la ferrovia

Per questo è prevista inoltre “una parziale riduzione del fascio dei binari a ovest della stazione FS per realizzare un raccordo stradale della via Carducci”.
Sul superamento della ferrovia, in corrispondenza dalla sottozona FA08, il Piano regolatore del comune “individua un collegamento all’altezza della Tour de Bramafam senza specificarne la tipologia”. Ma il Pgtu, nel suo aggiornamento del 2021, “pone attenzione all’area della stazione e dei sedimi ferroviari”.
Nella relazione del Prt si scrive che “dovrà essere messo in moto un programma articolato di interventi, la gran parte di natura infrastrutturale, atto a strutturare il nuovo assetto del centro d’interscambio (superando la cesura tra le zone a nord e a sud della città), a costruire i necessari collegamenti viari (anche in relazione alla prevista chiusura del passaggio a livello di via Carrel) e di mobilità sostenibile nonché a trasformare e qualificare lo spazio pubblico”.
Questioni che prevedono, ovviamente, diversi interventi. Tra questi:
- il prolungamento di via Paravera e la conseguente soppressione del passaggio a livello di via Carrel (già nel Pgtu);
- la riqualificazione del nodo di piazza Manzetti;
- il trasferimento dell’attestamento del trasporto pubblico locale extraurbano in zona FA08;
- la riqualificazione della stazione ferroviaria e la sua connessione con la funivia per Pila;
- la riorganizzazione e la riqualificazione del parcheggio adiacente la telecabina.
Invece – segnalano sempre dal Comune – “il Pums, in coerenza con il Pgtu, individua due nodi sui quali è necessario intervenire”. Ovvero: “Piazza Manzetti e stazione Fs unitamente all’autostazione Carrel” e “la zona FA08 per la realizzazione di un sistema intermodale detto ‘Porta sud’”.
In particolare, “per aumentare la permeabilità nord-sud della città” il Pums prevede due scenari che il Comune fa presente alla Regione. Si tratta, anzitutto, dell’ampliamento del sottopasso della stazione (per il quale esiste il progetto definitivo di RFI di allungamento) per l’attraversamento ciclo-pedonale”.
Poi, di un doppio scenario “nell’attraversamento all’altezza di Tour Bramafam”. In una caso – ossia la riattivazione della linea ferroviaria – la realizzazione un nuovo sovrappasso/sottopasso ferroviario; o “nel caso di Tram-treno/Tram, la permeabilità ciclo-pedonale in superficie con sistemazione del vecchio sedime ferroviario”. Quindi, la vecchia idea del “passaggio a raso”.
Pertanto – dice sempre il Comune, “per quanto attiene al capitolo della riorganizzazione dell’area della stazione si registra una sostanziale coerenza con gli strumenti pianificatori comunali”.
Riqualificare le aree fluviali
Non solo, perché il Piano regolatore comunale “evidenzia, anche in coerenza con il Piano territoriale paesistico (Ptp), la necessità di pervenire alla riqualificazione delle aree fluviali della Dora Baltea”, ovvero “al ripristino delle aree golenali e la salvaguardia delle rispettive fasce di pertinenza, e di una modesta quota della fascia posta a sud dell’autostrada lungo riva sinistra della Dora in corrispondenza della zona FA08 (già classificata dal PTP come sistema insediativo fluviale)”.
Stando al comune “si tratta infatti di una porzione territoriale ampiamente denaturalizzata e particolarmente utile per il soddisfacimento di funzioni urbane altrimenti difficilmente collocabili, facenti parte del nuovo polo di accesso multimodale alla città”.
Ma c’è dell’altro: “Viene data inoltre importanza alla formazione di un sistema di aree verdi e di parchi attrezzati lungo le due fasce fluviali, alla riorganizzazione dell’assetto viabilistico e degli accessi principali alla città, all’area Cogne e alle altre aree di maggior interesse, con la formazione della ‘Porta sud’ di Aosta, quale infrastruttura di interscambio modale e di sosta, per la interconnessione funzionale tra l’autostrada e l’area urbana, con l’integrazione della funivia per Pila nel sistema di trasporti urbani”.
“Liberalizzare” la tangenziale di Aosta
Rapidi e indolori, dal Comune osservano che “si esprime un parere fortemente positivo circa la previsione della liberalizzazione della tratta autostradale tangenziale di Aosta tra le azioni di piano proposte dal Prt”.
I nodi critici della mobilità a nord di Aosta: l’ampliamento dell’ospedale
Nel suo documento, il Comune auspica che il Prt affronti anche le problematiche dell’attraversamento ovest-est sulla viabilità ordinaria, ovvero il tratto della statale 26 che comprende via Parigi e via Roma, “in quanto tale tratto costituisce la principale arteria di scorrimento intercomunale nord di collegamento dei Comuni della Plaine alla Città di Aosta (non rappresentando pertanto una problematica del solo Comune di Aosta)” e che “risulta già ora ampiamente trafficata, in particolare dai pendolari durante gli orari di punta”.
Ma soprattutto, la situazione non è destinata a migliorare, dato che la zona “andrà a caricarsi maggiormente a seguito del completamento dell’ampliamento del nuovo complesso ospedaliero, nonché nel corso dei relativi lavori”, per un’area che già “costituisce scenario di frequenti incidenti automobilistici”.
Il tratto in questione, peraltro, è individuato dal Pums del Comune di Aosta “tra i principali nodi che presentano livelli di particolare criticità”, anche per il progetto di ampliamento del Parini. E, da un mese e mezzo (e per un anno ancora), sollecitato dalla chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signyaes.
I nodi critici della mobilità a sud di Aosta: il ponte di Pont-Suaz (e un secondo ponte?)

Stando a quanto scritto da piazza Chanoux, “anche per quanto riguarda il settore sud del Comune di Aosta, si riscontra che all’interno del Prt il collegamento verso l’envers attraverso il Ponte Suaz non è stato affrontato”. Il Piano regionale dei trasporti “infatti analizza tale zona esclusivamente in riferimento agli interventi di miglioramento e di messa in sicurezza del principale collegamento tra la pista ciclabile regionale (che corre in destra orografica della Dora) e la rete ciclabile ‘Aosta in Bicicletta’ (Pont-Suaz), senza porre l’accento sulla considerevole valenza strategica intercomunale, a livello di mobilità, costituito da quello che è attualmente il principale attraversamento della Dora Baltea del fondovalle”.
Tratto che, aggiungono dal Comune, “coinvolge la rotonda del Pont-Suaz e quella di intersezione con via Primo Maggio” già “individuato dal Pums come nodo critico sul quale porre l’attenzione”. Anche perché “attualmente nelle ore di massima ‘punta’ l’arteria è sede di fenomeni di forte congestione della circolazione veicolare intercomunale, di importanza non secondaria”.
Quindi, “analogamente alle criticità del settore nord, la problematica riguarda anche i Comuni di cintura e gli utenti che accedono ad Aosta, in particolare da sud, e per tale motivazione si ritengono necessari approfondimenti progettuali del nodo strategico più di dettaglio, che definiscano la/e soluzione/i ottimale/i alla congestione del traffico, anche attraverso la previsione di nuovi interventi infrastrutturali, comprensivi anche dell’eventuale previsione di un nuovo punto di attraversamento della Dora Baltea”.
Infrastruttura ipotetica che “oltre ad avere un impatto positivo sulla fluidità del traffico e sull’ottimizzazione dei percorsi, avrebbe una forte rilevanza anche come dispositivo di protezione civile in casi di forzose chiusure del ponte di Pont-Suaz, garantendo una valida e sicura alternativa”.
La mobilità ciclistica, o come ti collego destra e sinistra orografica della Dora nella Plaine

Le osservazioni del Comune partono da una considerazione: “Tanto gli strumenti pianificatori comunali, quanto il progetto ‘Aosta in bicicletta’ hanno ormai realizzato e definito un sistema ciclabile a rete che si sviluppa nella parte piana e urbanizzata del territorio comunale”. Con un obiettivo: “favorire un diverso riparto modale a favore della bicicletta, con riduzione dell’uso dell’automobile per gli spostamenti entro i 5 km, spostamenti quotidiani casa/scuola, casa/lavoro e shopping”.
La rete ha dei punti di connessione con i Comuni limitrofi (come Gressan) “mentre è necessario migliorare la connessione con il Comune di Charvensod all’altezza del ponte del Pont-Suaz”. Questo, si legge sempre, “porterebbe ad un miglioramento della fruizione dell’intera rete ciclabile: quella di Aosta e il Vélo Doire che si sviluppa lungo il corso fluviale”.
Per questo, il Comune di Aosta e quello di Charvensod, nel giugno del 2023 “avevano richiesto un incontro all’Assessore alle Opere pubbliche e a quello alla Mobilità manifestando alla Regione l’interesse per l’individuazione di una soluzione infrastrutturale per l’ampliamento della sede viaria del Pont-Suaz”.
Il Prt, in coerenza con il Comune, ritiene “prioritario intervenire per creare un effetto rete tramite il miglioramento e la messa in sicurezza del principale collegamento tra la pista ciclabile regionale che corre in destra Dora e la rete ciclabile ‘Aosta in Bicicletta’ (Pont-Suaz)” ma anche “attraverso due collegamenti che consentono di mettere in collegamento la sinistra orografica della Dora con la Pista ciclabile regionale (in destra orografica) in modo da creare itinerari prevalentemente in sede propria”.
Però, in questo, il Pums del Comune, contiene il Biciplan che “individua anche altri percorsi, oltre al nodo di connessione del Pont-Suaz, che in prospettiva potranno connettere la rete ciclabile cittadina con gli altri Comuni”. Si parla dell’itinerario P1 “che si connetterà con il tratto di ciclabile esistente in Comune di Pollein”, ma anche dell’itinerario S6 verso Sarre, l’S8 verso Saint-Christophe-Centro, l’S9 verso Saint-Christophe-Senin e l’itinerario S9 verso Charvensod.

“Lo sviluppo di questi tratti ciclabili consentirebbe di realizzare un’offerta di mobilità dolce per quegli spostamenti nel raggio di 5-7 Km che per motivo di lavoro, scuola o shopping potrebbero raggiungere il capoluogo in condizioni di sicurezza”.
Però all’interno del Prt – dice sempre il Comune – “il tema della ciclabilità intercomunale è stato sviluppato principalmente a livello turistico”. Mentre da Aosta “si ritiene necessario affrontare le necessità derivanti dalla carenza di infrastrutture in alcune zone dei Comuni di cintura (rilevati anche nell’ambito degli incontri pubblici realizzati per la redazione del Pums), volte a promuovere la ciclabilità su scala sovra comunale”.
Insomma, secondo piazza Chanoux, “tale istanza merita maggior attenzione al fine di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori che affrontano gli spostamenti quotidiani verso i principali poli di lavoro e servizi localizzati nella Plaine nell’ottica di una mobilità sostenibile che sappiamo essere condivisa e sostenuta anche finanziariamente dalla Regione”.
Spazi adeguati per l’attestamento e per l’interscambio
“Sempre nell’ottica di affrontare le problematiche di congestionamento del traffico veicolare e migliorare la mobilità, anche sulla Città di Aosta”, il Comune “propone che il Prt sviluppi anche il tema degli spazi adeguati a attestamento/interscambio”, argomento peraltro “che il Pums ha affrontato in relazione all’organizzazione della mobilità nella Plaine e all’interscambio modale auto/trasporto pubblico locale con il coinvolgimento di strutture di parcheggio ubicate anche al di fuori del territorio comunale di Aosta”.
