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Ultima modifica: 11 Aprile 2019 9:33

Gressoney, Ayas, Cervinia e Zermatt: si lavora per un nuovo collegamento

Aosta - Oggi, mercoledì 10 aprile 2019, il Presidente della Regione Fosson e gli assessori Bertschy e Chatrian hanno incontrato una delegazione della località svizzera. L'obiettivo: un nuovo collegamento intervallivo per creare il terzo "domaine skiable" più grande al mondo.

Il Cervino, visto dal versante svizzero

Un investimento per un comprensorio unico, che possa diventare il terzo più grande al mondo.

Oggi infatti, mercoledì 10 aprile 2019, a Palazzo regionale, il Presidente della Regione Antonio Fosson, l’Assessore ai Trasporti Luigi Bertschy e quello all’Ambiente, Albert Chatrian hanno incontrato una delegazione di Zermatt composta dalla Presidente del Consiglio comunale della località svizzera e dal Presidente della società degli impianti di risalita d’oltralpe.

L’obiettivo: perfezionare un documento d’intesa che permetta di avviare, tra le società di gestione degli impianti, la fase di progettazione del nuovo collegamento intervallivo.

“Si tratta di un importante investimento che permetterà, alla conclusione di un percorso di autorizzazioni concertato e condiviso – scrive una nota da Palazzo regionale –, la realizzazione di un comprensorio unico, in grado di collegare le piste di Gressoney e Ayas con quelle di Cervinia e Zermatt, dando così vita al terzo ‘domaine skiable’ più grande al mondo”.

 

4 commenti su “Gressoney, Ayas, Cervinia e Zermatt: si lavora per un nuovo collegamento”

  • Bellissimo progetto, che si scontra però con la necessità di prevedere un traffico enormemente accresciuto nelle valli di Ayas e Gressoney.
    Già adesso, per esempio, è quasi impossibile trovare un parcheggio nei pressi degli impianti di Frachey: dove pensano di poter accogliere le auto degli sciatori senza sbancare mezza montagna?
    E’ anche ipotizzabile che d’estate, per motivi di comodità, molti scelgano di arrivare a Frachey invece che salire fino a Cervinia per fare sci estivo (è più corto e agevole). Provate a immaginare quale incremento di auto significherà questo per tutta la valle, e quanti parcheggi in più dovranno essere realizzati.
    Come sempre, si pensa a massimizzare i profitti senza analizzare bene i presupposti.

    • Magari non ci avranno pensato, ma è anche vero che ora che avranno finito questi lavori gireranno auto elettriche a guida autonoma, in condivisione, oppure che si parcheggiano da sole.

      • Perché, le auto elettriche occupano meno spazio di quelle normali?
        Le auto che si parcheggiano da sole sono capaci di crearsi un posto libero che non c’è?
        Il problema principale sarà la congestione e il traffico, non solo l’inquinamento (contro il quale i filtri antiparticolato moderni sono già abbastanza efficienti).

  • Quando si realizza un progetto lo si fa solitamente considerando tutto.
    Viabilità e sostenibilità comprese.
    Bivio: a) la bassa valle si accinge a fare un salto di qualità stratosferico e rimette in gioco la propria competitività con Trentino AA e la vicina Francia, e si rimette in moto l’unica industria presenta dell’area (turismo e indotto) , oppure b) si rimane come si è e i figli continueranno a trasferirsi a Torino, Milano, ovunque, per costruirsi un degno futuro.
    Basta ipocrisia: La questione non è ambientale, ma se siamo o meno disposti di subire i disagi che questo porterà. Strada regionale Val d’Ayas, quella che porta a Brusson e Champoluc. Due pullman che si incontrano in numerosi punti genera già oggi code Interminabili cause manovre che possono durare anche 5 minuti.
    Questa è la realtà. Cambiare o rimanere così. Tutto il resto è resto. Può piacere o non piacere, ma questo è il bivio che la bassa valle deve affrontare senza effetto “struzzo”

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