“Con queste regole scavate la fossa dove getterò le chiavi della mia attività”

I mesi passano e gli aiuti dallo Stato non sono arrivati, ma, cosa ancora più preoccupante, sono le normative che il nostro governo pensa di attuare per il futuro. E' ovvio che sono state abbozzate senza pensare a come si potessero realmente attuare o alle conseguenze che avrebbero portato.
hotel lac bleu
I lettori di Aostasera

Con queste righe vorrei ringraziare gli ideatori delle nuove normative scritte nel protocollo nazionale “accoglienza sicura” per la prevenzione del virus SARS-CoV-2- riguardanti il settore turistico, per avermi scavato la fossa dove getterò le chiavi della mia attività.

Sono la terza generazione che porta avanti con sacrifici ed investimenti continui, un hotel costruito dai miei nonni e lasciatomi dai miei genitori, sito in una località di montagna ai piedi del più nobile scoglio d’Europa, il Cervino. Una località fino ad oggi fiorente, ricca di turismo italiano e soprattutto estero. Turisti di tutto il mondo ci aiutavano a riempire le stanze nelle stagioni invernali ed iniziavano ad aiutarci anche sui mesi estivi, riscoprendo un territorio ricco di bellezze naturali e panorami bellissimi. Con il mio hotel do lavoro ad una decina di persone, ed ho realizzato il mio desiderio di continuare un lavoro che mi piaceva, e che, nonostante la burocrazia sempre più feroce e le tasse sempre più alte, sono riuscita a migliorare e a portare avanti con orgoglio.

Tutto questo fino all’arrivo del covid-19.

Per la prima volta sono stata obbligata a chiudere la stagione invernale, dopo soli 3 mesi di apertura, e l’ho fatto senza rabbia ma con comprensione e rassegnazione, ho perso il guadagno di un anno con questa chiusura anticipata ma non mi sono lamentata, sperando che avremmo avuto un aiuto dal governo, se non in liquidità, almeno in sospensione di bollette e tasse. Ad oggi però il mio stato d’animo non è più così sereno, i mesi passano e gli aiuti dallo Stato non sono arrivati, ma, cosa ancora più preoccupante, sono le normative che il nostro governo pensa di attuare per il futuro.
E’ ovvio che sono state abbozzate senza pensare a come si potessero realmente attuare o alle conseguenze che avrebbero portato. Oltre alle mascherine si prevedono visiere, guanti da cambiare in continuazione, tempi di sanificazione per le stanze, distanze tra i cuochi con percorsi specifici per cercare di non incrociarsi, receptionist robot e quant’altro, ma, non è ancora tutto questo a segnare la probabile morte della mia attività!

Vorrei farvi calare nella figura del turista che deve scegliere una località di montagna, per l’escursionismo estivo o per lo sci invernale, immaginatevi di dover scegliere tra le diverse località del mondo.. Austria, Italia, Francia, Spagna o altre mille. In tutte vi sono condizioni diverse, in alcune sarà possibile semplicemente indossare la mascherina, in altre la mascherina la dovrete mettere a vostra discrezione, anche se viene vivamente consigliata, in Italia dovrete rispettare un vero e proprio regolamento da lager.
Se sceglierete il nostro bel paese infatti dovrete fare code interminabili per entrare in un hotel (immaginatevi un gruppo di 30 persone in arrivo dalla Svezia tramite lo stesso tour operator) dove starete in coda, a 2 metri di distanza, per entrare nella hall, per fare in check-in che vi sarà fatto da una ragazza o forse un ragazzo, perché da quanto è mascherato non ne distinguerete il sesso, aspetterete l’ascensore per portare i bagagli in stanza per molto tempo, visto che non si potrà salire in più di una o due persone alla volta, e finalmente entrerete in una stanza spoglia di cuscini e ornamenti. Le code si ripeteranno ad ogni attesa di ascensore durante il vostro soggiorno. Al momento della cena, o della colazione, vi ritroverete un self service, oppure un servizio al tavolo, fatto da uomini o donne bardate come extraterrestri, che farete fatica a capire cosa dicono nel consigliarvi i vini, o semplicemente quando vi chiederanno che tipo di acqua preferite. Avrete poi un vetro che vi separerà dalla vostra consorte, o dal vostro amico, molto probabilmente dovrete alzarvi ogni volta che vorrete brindare, e dovrete parlare forte perché se non sarà il plexiglas a dividervi, sarà comunque la distanza di un metro e mezzo..

Immaginatevi le tavolate di anche solo 6 persone! Tutto sarà fornito in mono porzioni, il sale, lo zucchero, i buffet saranno accessibili a turni, se in hotel ci saranno 60 persone e siete gli ultimi,  riuscirete ad accedervi nel giro di un paio di ore. Avrete delle linee da seguire sul pavimento per le uscite e le entrate dall’hotel. Immaginerete a questo punto, anche da soli, come sarà  difficile l’entrata nella spa, ma con un po’ di fortuna,  riuscirete ad accedervi un paio di volte su una settimana. Fatte queste considerazioni dove andrete?

Per la percentuale di tutti voi che sceglierete l’Italia e la vacanza stile lager, io vi ringrazio di cuore ma ho paura che non sarete un numero sufficiente per la sopravvivenza della mia categoria, anche perché dovrò dividervi con tutte quelle persone che opteranno per l’appartamento, dove poter stare tranquilli con amici e famiglie, senza barriere e difficoltà.

Io non ho molte alternative, se le cose non cambieranno, dovrò inventarmi un nuovo mestiere, perché non credo sopravviverò ad una stagione dove il mio punto di forza diventerà da “entrerete come ospiti e uscirete come amici” a “benvenuti nel lager”.

Concludo sperando che, in queste due settimane, il nostro governo studi norme di apertura più lungimiranti, e che si confronti con provvedimenti di Stati limitrofi, in modo da non ghettizzare il nostro bel paese, se vogliamo sederci al tavolo del mondo, per giocare le nostre carte sul turismo, dobbiamo partire da uno stato normativo di equità altrimenti finirà davvero come vi ho portato ad immaginare. Da imprenditrice posso pensare di farcela senza aiuti economici, (anche se trovo che sia assurdo non aiutare le imprese in un paese come l’Italia che viene tenuta in piedi proprio da queste) ma non posso pensare di riuscirci se parto zoppa rispetto ad altri.

Prima di concludere però devo ringraziare il mio comune, che si dimostra essere molto solidale, cercando di alleggerire qualche pagamento e qualche fase burocratica,  la Finaosta che ci offre la possibilità di sospendere il mutuo per tempi ragionevoli e la CVA che ci viene incontro per qualche mese. Dei piccoli aiuti che ci dimostrano solidarietà, è ovvio che una realtà stagionale e prettamente invernale, per essere aiutata dovrebbe vedere la sospensione di tutto per almeno un anno ma comunque ne apprezzo il gesto.

Dimostriamoci forti e solidali

Mara Guariento

Hotel Lac Bleu Cervinia

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